Inter – Pescara 2 – 0

Marcatori: 30′ Palacio, 9′ st Guarin

Inter: 1 Handanovic; 6 Silvestre, 19 Cambiasso, 26 Chivu; 42 Jonathan, 4 Zanetti, 24 Benassi, 31 Pereira; 14 Guarin (33′ st Mudingayi); 8 Palacio (42′ st Milito), 99 Cassano (23′ st Rocchi).

Pescara: 77 Perin; 14 Balzano, 88 Terlizzi, 5 Capuano, 11 Modesto; 20 Nielsen (19′ st Cascione), 18 Colucci, 8 Bjarnason; 17 Weiss (37′ st Caprari); 10 Celik (32′ st Abbruscato), 80 Jonathas.

Dopo gli 8 punti in 8 partite l’Inter arriva alla delicata partita con il Pescara ancora in emergenza e senza tutta la difesa titolare, gli occhi di tutti sono però per il giovane Benassi  schierato da Stramaccioni a centrocampo con il compito di dare ordine e qualità alla manovra nerazzurra.

Bergodi preferisce invece non sorprendere nessuno e schiera la solita formazione molto chiusa e pronta ad approfittare gli errori avversari in contropiede soprattutto con Weiss, sicuramente il giocatore più talentuoso tra i biancazzurri.

Alla fine l’Inter ha la meglio: Benassi stupisce tutti per personalità e geometrie, Chivu aggiunge qualità in impostazione e Cassano nel ruolo di mattatore fa impazzire i difensori avversari; le tre situazioni sono strettamente concatenate tra loro, senza le prime due scelte il fantasista di Bari avrebbe infatti avuto meno spazio e tempo per le sue giocate e per gli stessi motivi anche Pereira e Jonathan hanno potuto disputare la loro migliore partita da un po’ di tempo a questa parte.

Bisogna aggiungere che la formazione degli ospiti è la peggiore vista a San Siro quest’anno, Weiss è evanescente, gli altri centrocampisti hanno poca qualità mentre Jonathas è un lungagnone macchinoso che potrebbe impensierire la difesa nerazzurra solo sulle palle alte che però non arrivano mai.

Il primo tempo è così un monologo interista: Palacio ci prova un paio di volte imbeccato da Cassano e Guarin ma Perin è sempre bravo e attento in uscita; l’attaccante argentino trova il gol al terzo tentativo al 30°: Chivu verticalizza per Cassano che di tacco smarca il compagno di reparto, rapida giravolta a liberarsi e tiro preciso sul secondo palo che si insacca.

si festeggia

si festeggia

Trovato il vantaggio, i nerazzurri hanno un altro paio di occasioni: Pereira liberato da un altro colpo di tacco di Cassano ma anticipato dalla difesa avversaria e Jonathan che all’ultimo minuto non riesce a calibrare bene il cross per Palacio liberissimo sul secondo palo sempre su invenzione di Fantantonio.

Nella ripresa il Pescara tenta di essere più intraprendente avanzando il baricentro della squadra ed esponendosi al rischio contropiede, davanti gli abruzzesi non riescono comunque a essere pericolosi se non su un paio di svarioni di uno stanco Chivu verso la fine della partita.

L’Inter approfitta dei maggiori spazi che si creano e così alla prima occasione al 54° Guarin mette al sicuro il risultato al termine di una buona combinazione iniziata proprio dal colombiano e passata per le giocate di Jonathan e Palacio, la partita prosegue con il Pescara che prova a riaprire la partita e i nerazzurri che ripartono in contropiede: Cassano sbaglia l’ultimo passaggio che avrebbe liberato Palacio solo davanti a Perin, Rocchi ci prova un paio di volte su cross di Pereira ma le sue conclusioni sono respinte dai difensori avversari, Pereira tira da fuori ma è bravo il giovane portiere biancazzurro e Palacio a fine partita arriva stanco su un pallone servito da Benassi e conclude malamente e fuori bersaglio.

La partita si chiude così con un risultato rotondo e meritato che segna comunque un passo avanti della squadra nella qualità della manovra: merito di Benassi e Chivu, di una migliore condizione fisica e del ritorno al gol di Palacio che ha indirizzato la gara sui binari giusti. Lezione da non dimenticare per il futuro quando, in caso di necessità, sarà assolutamente da evitare un centrocampo con pochissima qualità come quello visto a Udine la settimana scorsa.

#14ismynumber

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I SINGOLI

Handanovic: ha giocato?

Silvestre: poco impegnato, svolge il compito con diligenza.

Cambiasso: sempre nel posto giusto al momento giusto.

Chivu: nel primo tempo si alterna con Benassi nel compito di iniziare la manovra, ha più qualità di Samuel e Juan Jesus in questo e la squadra ne giova. Non ha i 90 minuti nelle gambe e nell’ultima mezz’ora gli unici rischi arrivano dalla sua parte.

Jonathan: una buona partita al di là del cross sbagliato per troppa precipitazione alla fine del primo tempo.

Zanetti: copre bene e a volte riparte palla al piede segno di una condizione in crescita, lascia volentieri al collega di reparto il compito di impostare

Benassi: alla prima da titolare in serie A, personalità da vendere, tante geometrie e tanti palloni recuperati. L’idea da sviluppare di un centrocampista completo.

Pereira: scava il solco sulla fascia sinistra, torna ai livelli della sua miglior partita quella contro il Napoli.

Guarin: oramai sarà difficile togliergli il posto da trequartista, ha forza e qualità per spaccare la partita.

Cassano: genio.

Palacio: torna al gol, per il resto svaria per tutto il campo alla ricerca dei varchi giusti.

Rocchi: 20 minuti per ritrovare il ritmo partita, si vede che sa come muoversi in area.

Mudingayi: bentornato.

Milito: 5 minuti in attesa della forma migliore.

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.