Perché ha ragione Conte

Ora che è stato depositato il verbale con le dichiarazioni rilasciate da Antonio Conte e dagli altri “protagonisti” della squallida vicenda di Bari, che porterà probabilmente al rinvio a giudizio per una trentina di persone almeno, forse qualche parola sull’allenatore della Juventus vale la pena spenderla. Al contrario dei ripetuti attacchi contro un allenatore che secondo alcuni “non poteva non sapere”, però, io mi sento di spezzare una lancia a favore del tecnico bianconero. Perché le dichiarazioni dei giocatori che si sono seduti davanti a Laudati sono talmente unanimi che non si può proprio non tenerne conto.

Proprio le parole di Conte sono le più toccanti. Oscillano fra una amara presa di coscienza, rabbia e sconforto: “Come dice Kutuzov avevo grande gratitudine nei confronti della squadra […] Se dietro una partita come quella con la Salernitana c’è un accordo in denaro così importante, mi viene da piangere a sapere che ci stanno dei soldi dietro e che fanno anche i figli di puttana. Ci stanno dei soldi e fanno i figli di puttana! Ma qualcuno ha detto che ho preso i soldi anche io? […] Quello che sto scoprendo è una vergogna. Se lo avessi saputo, gli staccavo la testa una alla volta. Ma un allenatore come fa, come fa. Secondo lei mi fa piacere sapere questo? […] E’ qualcosa d’incredibile, c’è grandissima amarezza. Ma come facevano a essere organizzati? Come facevano? […] Ma vogliamo parlare di Masiello: avrei gettato mia moglie e mia figlia nel fuoco, mai avrei pensato una cosa simile. Stellini? Conosceva il mio sistema di gioco e avevo bisogno di un collaboratore. Quando è uscita la notizia che si stava indagando su Bari-Salernitana venne da me e mi disse che c’era qualcosa. Lo mandai via brutalmente e non lo feci nemmeno parlare. Gli dissi: “Non mi dire nulla perché sono molto amareggiato e deluso“. Parole dure, dense di rabbia e di delusione. E nessuno -nessuno- davanti a Laudati contraddice Conte. Anzi, lo scagionano. Lo stesso Stellini per esempio a proposito dell’ex allenatore dichiara: “Ritengo che non sapesse nulla. Ci riunimmo in palestra proprio per rimanere da soli. Credo che ci fosse paura che lui lo venisse a sapere“. Identica l’opininone di Lanzafame: “la notizia di possibili alterazioni del risultato di tale gara era di dominio pubblico tanto che il ds Perinetti ebbe la necessità di fare un discorso collettivo per ammonirci a non farci avvicinare da nessuno per evitare proposte per combinare il risultato. Il giorno della gara il mister Antonio Conte ci parlò uno per uno per ammonirci a comportarci onestamente e per avvisarci che se si fosse accorto di comportamenti anomali, sicuramente in riferimento alle voci che circolavano, avrebbe provveduto ad opportune sostituzioni“. Anche quelli che sono indicati come gli “accusatori” di Conte, in realtà, trascrizioni alla mano non si sbilanciano più di tanto. Gillet per esempio si limita a dire che Conte “disse che lui era comunque con noi. Era un po’ dispiaciuto. Ci fece capire che voleva sempre il massimo da noi“: un atteggiamento quasi dimesso, più che delinquenziale. E anche Kutuzov, che a domanda diretta se il tecnico sapesse dell’accordo con la Salernitana riponde secco “no“, riporta che Conte avrebbe detto: “Ragazzi, se voi andate in Salernitana, potete giocare come volete alla fine. Se si decide insieme che la partita a voi non serve, magari… ma tutti insieme.. Io sto con voi, a me non mi interessa… Giocate, se volete giocare, cioè per me ho fatto il massimo, ho vinto il campionato“. Questo è il discorso di chi sa qualcosa o di chi al massimo ne ha un sentore non confermato da nulla? Basta questo per parlare di omessa denuncia?

Secondo me, in tutta onestà, no:  cosa avrebbe dovuto denunciare Conte, non sapendo nulla di certo? “Ho la sensazione che i miei giocatori si siano venduti la partita”? Andiamo, siamo seri.

Nè vale l’obiezione più comune, quella di chi dice che Conte non poteva non sapere, perché a quella risponde Conte stesso in maniera chiara e definitiva: “Sono un coglione“. E rincara la dose: “Uno mi dice: “hai avuto Doni, Carobbio, Masiello e non ti sei accorto?”. Io gli dico: “Sono un coglione…

Con buona pace dei giornalisti, dei servi e di tutti i leccaculo di mestiere, che da anni ci descrivono un genio della panchina, uno che ha una cura maniacale per i dettagli, uno che tiene tutto lo spogliatoio sotto scacco e che ha il minimo controllo su ogni cosa. No signori: Antonio Conte è un coglione. Hai voglia a paragoni azzardati, hai voglia a confrontarlo con i Capello, i Mourinho, i Guardiola e chissà chi altro. Eccolo qua “il nuovo Mourinho”: quello che si fa vendere le partite sotto il naso da tutto lo spogliatoio.

Lo Special One da una parte, il Cogli One dall’altra.

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.