Inter – Verona 2-0

Marcatori: 5′ st Cassano, 9′ st Guarin

Inter: 12 Castellazzi; 6 Silvestre, 26 Chivu, 40 Juan Jesus (10′ st Zanetti); 42 Jonathan, 41 Duncan, 17 Mariga (1′ st Guarin), 55 Nagatomo; 11 Alvarez, 8 Palacio, 99 Cassano (30′ st Pereira)
Verona: 1 Rafael; 13 Abbate, 18 Moras, 20 Maietta, 3 Albertazzi (36′ st Cocco); 19 Jorginho, 24 Bacinovic, 10 Hallfredsson; 21 Gomez Taleb (1′ st Carrozza), 8 Cacia, 9 Grossi (9′ st Bojinov)

L’esordio assoluto di Stramaccioni in coppa Italia saluta il rientro di Chivu, per l’occasione capitano, e Mariga, oltre alla prima presenza da titolare per Joseph Alfred Duncan, autore peraltro di una prestazione davvero convincente.
Serata fredda e nebbiosa, anche se la notizia peggiore è la presenza in campo di Rocchi come arbitro.

E’ il Verona allenato dall’ex interista Mandorlini a fare la partita nei primi minuti di gioco, confermando quella buona struttura tattica e la discreta qualità generale che stanno garantendo all’undici scaligero un probabile ritorno in serie A: nei primi venti minuti di gioco non succede comunque nulla, ma sono gli ospiti a mantenere costantemente l’iniziativa mentre l’Inter fatica a trovare continuità nel gioco offensivo, penalizzata anche da una formazione inedita e piuttosto sperimentale. Rocchi trova però il tempo per sospendere la partita per qualche minuto, complici alcuni lacrimogeni lanciati dai simpaticissimi tifosi del Verona: gira voce fosse commozione per il ritorno di Chivu, versione che però non convince gli addetti ai lavori.
La prima, vera occasione del match capita invece sui piedi di Cacia, che è bravissimo nel controllo in area, si libera facilmente della marcatura allegra dello stesso Chivu ma calcia di pochissimo fuori con Castellazzi ormai battuto.

Un brivido che scuote l’Inter, che tra 29′ e 30′ costruisce due nitide occasioni da gol: sulla prima ci pensa Rocchi a fermare l’azione che avrebbe portato al gol Palacio dopo uno splendido scambio sullo stretto con Cassano, ignorando la regola del vantaggio ed assegnando un fallo sullo stesso barese.
Sulla punizione che ne segue, il buon Antonio pennella un pallone delizioso che supera la barriera veronese ma termina fuori davvero di un soffio.
Cresce intanto il ritmo, ed è Duncan a far vedere le cose migliori in mezzo al campo, con personalità ed una sicurezza da giocatore d’esperienza. Impreciso invece Mariga, evidentemente ancora in debito d’ossigeno.
Molto bella anche la triangolazione rapida Palacio-Alvarez al 41′: Ricky avrebbe la possibilità di portare in vantaggio l’Inter ma è bravo Rafael a respingere il tocco d’esterno dell’argentino.

Atteggiamenti giovanili aggressivi

La svolta del match coincide con l’entrata in campo, nella ripresa, del colombiano dall’atteggiamento aggressivo: Guarin sostituisce Mariga e in soli dieci minuti sigilla il match con uno strapotere fisico davvero spaventoso. Ci sarebbe quasi da squalificarlo per tanta irruenza. Ah già.
Poco prima del vantaggio nerazzurro, è ancora Alvarez (positiva la sua prova) ad impegnare Rafael dopo aver irriso Albertazzi. Passano pochi minuti ed è proprio Guarin a divorarsi in pressing il malcapitato Moras: pallone recapitato puntualmente a Cassano che può facilmente infilare Rafale in uscita per l’1-0 Inter. E’ il 5′ del secondo tempo.

Due minuti più tardi è ancora il redivivo Alvarez a scaldare i guantoni di Rafael con un poderoso sinistro dalla distanza, mentre un minuto dopo, sugli sviluppi di una punizione guadagnata da Nagatomo per fallo di Halfredsson, arriva il raddoppio: è Guarin a calciare in porta, ma è decisiva la deviazione dello stesso Halfredsson, che spiazza Rafael.
Dentro Zanetti per Juan Jesus (serata di ordinaria amministrazione per lui, con qualche buona sortita offensiva), ma è ancora l’Inter a sfiorare a più riprese il gol: è Palacio il più pericoloso, prima con un pallonetto neutralizzato da Rafael al 55′, poi con un tocco involontario su errato rinvio del portiere scaligero che per poco non provoca un gollonzo degno del miglior Inzaghi, infine smarcato da un colpo di tacco geniale di Cassano in piena area con una conclusione ravvicinata sulla quale Rafael è ancora una volta superlativo.

Gli ospiti si rivedono dalle parti di Castellazzi soltanto a venti minuti dalla fine, quando Bojinov approfitta di uno svarione di Chivu ma calcia clamorosamente alto fallendo la più facile delle reti.
Stramaccioni toglie uno stanco Cassano inserendo Pereira, ma poco dopo è ancora Cacia a rendersi pericolosissimo: la sua conclusione con il destro è perfetta, ma lo è altrettanto il riflesso di Castellazzi che, nell’occasione, si infortuna alla spalla. Non ci sono più cambi, in porta va Palacio tra l’ilarità generale.
Il Verona però è fin troppo inconsistente in fase d’attacco, e la fretta fa sì che non arrivino tiri insidiosi dalle parti del nuovo portiere nerazzurro per un giorno, eccezion fatta per il colpo di testa di Carrozza, neutralizzato dalla Trenza con un volo plastico che accende San Siro. Poco prima ci aveva provato Duncan dalla distanza, con poca fortuna.

Finisce quindi 2-0 per l’Inter, con buonissime indicazioni da parte di Alvarez e, soprattutto, Duncan, apparso nettamente migliorato sotto tutti i punti di vista. Da rivedere invece i rientranti Chivu e Mariga: disorientato e difensivamente fragile il primo, stanco ed appannato il secondo.
Adesso attendiamo la vincente tra Napoli e Bologna per conoscere il nostro avversario nei quarti di finale di questa Tim Cup 2013. L’Inter B ha convinto, ma è servita tutta l’energia di Guarin per scuoterla dal torpore.

L’AcchiappaTrenza

About NicolinoBerti

Nasco meritatamente in provincia di Livorno e capisco immediatamente di non voler fare nulla nella vita. Ci sono brillantemente riuscito fino ad ora. Amo l'Inter dal 1987. Walter Samuel mi ha lasciato senza neanche un bacio d'addio. Spalletti è più sopportabile di Mazzarri e Lippi come toscano. Odio il 352.