Lazio – Inter 1 – 0

Marcatori: 37′ st Klose

Lazio: 22 Marchetti; 29 Konko, 20 Biava, 2 Ciani, 26 Radu; 19 Lulic (19′ st Candreva), 8 Hernanes (42′ st Dias), 24 Ledesma, 15 Gonzalez, 6 Mauri; 11 Klose (40′ st Floccari)

Inter: 1 Handanovic; 55 Nagatomo, 23 Ranocchia, 25 Samuel, 31 Pereira (41′ st Coutinho); 4 Zanetti, 21 Gargano, 19 Cambiasso (14′ st Palacio); 14 Guarin; 22 Milito, 99 Cassano

La Lazio gioca solo con una punta e Stramaccioni schiera di conseguenza la difesa a 4 con due soli difensori centrali, 4 centrocampisti a rombo e davanti le 2 punte.

Nel primo tempo la squadra biancoceleste si fa preferire: più corti in campo e con una leggera supremazia sulle fasce sono abili soprattutto a chiudere bene i tentativi di ripartenze nerazzurre dando l’impressione di tenere in mano la partita senza riuscire a creare però grandi occasioni da rete tanto che Handanovic si sporca a malapena i guanti.

L’Inter chiude bene tutti gli spazi soprattutto centrali con Zanetti, Gargano e Cambiasso che si alternano nel ruolo di mediano davanti alla difesa, sulla sinistra Pereira sembra sempre più a suo agio in fase difensiva e soffre poco nonostante la sua sia la fascia preferita dagli attacchi laziali. I problemi arrivano quando viene riconquistata la palla: i tre centrocampisti non accompagnano mai l’azione mentre ogni tanto ci provano i due laterali ad aiutare il trio Cassano, Milito e Guarin ma partono da posizione troppo arretrata e non riescono a sfruttare se non un paio di volte le loro doti di corsa.

La squadra di Petkovic nonostante faccia la partita non sguarnisce mai la difesa con Radu che non segue quasi mai l’azione e Ledesma che rimane sempre davanti ai due centrali lasciando così poco spazio ai tentativi di ripartenza del trio d’attacco nerazzurro.

Alla fine la miglior disposizione tattica laziale si esaurisce in 2-3 conclusioni da fuori e in un paio di cross pericolosi ma sempre a difesa schierata.

Nel secondo tempo Stramaccioni cambia e ridisegna la squadra con il 442 in linea spostando Zanetti a destra sulla linea dei difensori e Nagatomo e Guarin sulle ali. La differenza c’è e si vede perchè fin da subito l’Inter riesce ad attaccare con più efficacia e  inizia a portare qualche pericolo alla porta di Marchetti soprattutto con Guarin dalla lunga distanza.

Al 59′ si fa male Cambiasso e nel tentativo di vincere la partita viene sostituito da Palacio che si sistema all’ala destra mentre Guarin si fa consegnare le chiavi del centrocampo sistemandosi nel mezzo con Gargano. Arriva così il momento più bello della partita: l’Inter oltre a diventare padrona del campo riesce a essere finalmente pericolosa come mai c’era riuscita la Lazio fino a questo momento, nell’ordine ci provano: Guarin (palo), Milito (tiro a lato con Cassano liberissimo a centro area non visto), Cassano (palo), Nagatomo (miracolo di Marchetti) e Palacio (fuori di pochissimo).

5 occasioni 5 che avrebbero potuto mettere ko i laziali.

Lo sforzo però in questa fase è enorme e verso l’80 la stanchezza allunga la squadra che perde le giuste distanze tra i reparti mantenute fino a questo punto: Klose riesce così ad avere 3 occasioni da gol consecutive nello spazio di 2 minuti e a mettere in rete l’ultima, una gran giocata fatta quando sembrava essere infortunato e pronto per il cambio.

Gli ultimi 10 minuti all’arrembaggio non producono effetti se non un caloroso abbraccio tra Ranocchia e Ciani al ’90 che Mazzoleni confonde per un tentativo anticipato di scambiarsi la maglia.

Amicizia vera

I singoli:

Handanovic: incolpevole sul gol, per il resto è poco impegnato ma fa tutto con straordinaria tranquillità.

Nagatomo: meglio nel secondo tempo quando è sgravato da compiti difensivi e può spingere senza preoccupazioni.

Ranocchia: sul gol Klose è bravissimo, per il resto va in difficoltà con il compagno di reparto solo alla fine quando il centrocampo finisce la benzina. non dovrebbe accettare gli abbracci dagli sconosciuti.

Samuel: guida con la solita maestria la difesa, prova a uscire su Mauri nell’occasione del gol per coprire il buco lasciato da altri.

Pereira: dalla sua parte non si passa, può fare meglio quando abbiamo noi la palla

Zanetti: fa il compitino, sembra stia tirando un po’ il fiato

Gargano: come sempre tantissima corsa, sempre pronto a raddoppiare per aiutare i compagni.

Cambiasso: sbaglia poco niente ma sembra impalpabile.

Guarin: sempre meglio, le panchine gli hanno fatto bene e adesso prova sempre a prendere per mano la squadra.

Cassano: nel primo tempo può far poco visto che gli attaccanti rimangono sempre isolati, nel secondo va meglio e mette le sue intuizioni a disposizione della squadra.

Milito: tocca pochi palloni e nell’unica occasione che gli capita sbaglia la scelta preferendo il tiro al passaggio.

Palacio: il suo ingresso in campo cambia la partita soprattutto perchè restituisce Guarin in mezzo.

Coutinho: non è l’uomo giusto per giocare piccoli spezzoni di partita nel tentativo di ribaltare il risultato, ma non è colpa sua.

Nemo propheta in patria

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.