Anteprima: Coaching Mourinho

Ieri sera all’Hall of Fame a Milano c’è stata l’anteprima italiana del libro “Coaching Mourinho”, che uscirà in libreria domani, giovedì 15 novembre. La “Serata Mourinho” è stata un’occasione per parlare di Mourinho e parlare del suo impatto sul calcio nelle varie squadre in cui è stato protagonista (quasi sempre) assoluto. A farlo sono stati Antonio Bartolomucci (Sport Mediaset) e Francesca Ceciarini (NJF Media), con la moderazione di Luca Scognamiglio di Vallardi Editore

Il titolo del libro potrebbe trarre in inganno, infatti non è un trattato delle tecniche di allenamento di José Mourinho, bensì un sunto del suo credo da applicare non solo al calcio, ma alla vita in generale e addirittura a un contesto aziendale. Sì, perché di Mourinho tutto si potrebbe dire, ma non che non sia una figura a tuttotondo, capace di pensare al presente e pianificare il futuro della squadra in cui si trova. I due autori spagnoli Juan Carlos Cubeiro e Leonor Gallardo, esperti di leadership e gestione di impresa, hanno analizzato la carriera del Vate di Setúbal dagli esordi come interprete, agli ultimi eventi della stagione 2011-2012, ottenendo una specie di manuale per realizzare se stessi e i propri sogni. Il libro cerca di rispondere alla domanda che ci si pone naturalmente, di fronte all’indubbio successo del più grande allenatore dell’era moderna: ma come fa?

Viste le premesse, quale occasione migliore per una spensierata tavolata nerazzurra con una nutrita rappresentanza della Balaustra, una grande amica (ciao Marghe) e un “settoriano” di lusso, accompagnato da un collega svedese tifoso del Real Madrid (ma evidentemente prossimo alla conversione all’interismo)? Una serata davvero piacevole e divertente e una degna occasione per dare un volto a dei nickname di indubbio spessore. Un grazie al grandissimo Antonio Bartolomucci che si è unito al nostro tavolo per la cena e ci ha sommersi di irripetibili aneddoti degni di un agente della CIA.

About Miss Green⁵

Sono nata e cresciuta all’ombra dello stadio, nel piazzale ho imparato ad andare in bici e in motorino. Da piccola dicevo che Malgioglio era mio padre, si somigliavano molto.