Juventus – Inter 1 – 3

Juventus: 1 Buffon; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 3 Chiellini; 26 Lichtsteiner (38′ Caceres, 33′ st Quagliarella), 23 Vidal, 21 Pirlo, 8 Marchisio, 22 Asamoah; 12 Giovinco, 9 Vucinic (1′ st 17 Bendtner)

Inter: 1 Handanovic; 23 Ranocchia, 25 Samuel, 40 Juan Jesus; 4 Zanetti, 21 Gargano, 19 Cambiasso, 55 Nagatomo; 8 Palacio, 99 Cassano (24′ st Guarin); 22 Milito (35′ st Mudingayi)

Iniziamo dalla fine: la Juventus ha avuto l’onore di veder interrotto il record di imbattibilità dalla squadra italiana più forte degli ultimi 10 anni, non da una provinciale qualunque ma da quelli che sul campo hanno fatto la storia in Italia e in Europa.

La partita dei bianconeri dura 10 minuti: il tempo per il gol irregolare di Vidal dopo 19 secondi e le due occasioni di Marchisio lasciato incredibilmente libero da un’Inter frastornata per l’improvvisa partenza in salita, poi la squadra lentamente si scioglie e inizia a giocare da far suo: Pirlo limitato da Palacio mentre Milito e Cassano  si preoccupano di pressare i difensori avversari, il resto della squadra che inizia un pressing molto alto; quindi non una partita difensiva e di ripartenze, ma un’Inter che si riversa costantemente nella metà campo degli avversari con l’unico difetto di arrivarci un po’ troppo lentamente e non riuscire quindi ad essere abbastanza incisiva, Buffon in questo modo non viene praticamente mai impegnato.

Il secondo tempo inizia con il cambio Vucinic/Bendtner che non sposta gli equilibri, l’Inter continua a fare la partita mentre la Juve prova qualche timida ripartenza con l’impalpabile Giovinco. I bianconeri però abbassano troppo la linea difensiva e anche per le ammonizioni ricevute da Pirlo, Chiellini e Bonucci sono costretti a lasciare un po’ di campo agli attaccanti nerazzurri.

Arrivano così prima l’occasione per Palacio che sfonda sulla destra e poi quella di Nagatomo che impegna Buffon entrando in area dal lato sinistro, infine il rigore che Milito trasforma con la solita freddezza.

Stramaccioni a questo punto vuole vincere la partita e inserisce Guarin al posto dell’esausto Cassano al 69° minuto, il colombiano entra in campo con due compiti: controllare Pirlo lasciando più libero Palacio e unire centrocampo e attacco; qualche minuto dopo il suo ingresso sul terreno di gioco infatti recupera un pallone a centrocampo sul playmaker bianconero,  accellera fino al limite dell’area e tira impegnando Buffon in una difficile respinta sulla quale il Principe è il più lesto di tutti e realizza il gol del vantaggio.

A questo punto mancano 10 minuti ed entrano in campo Quagliarella per provare la rimonta e Mudingayi per portare a casa la vittoria; la Juve trova solo un paio di occasioni da fuori area perchè la difesa dell’Inter è molto attenta e ben disposta, solo Gargano sbagliando un retropassaggio regala qualche brivido ai propri tifosi ma Bendtner non è il tipo da avere piedi troppo raffinati.

L’ultima emozione la regalano così Nagatomo e Palacio che con un meraviglioso contropiede realizzano il terzo gol per la felicità in questo caso di tutti i tifosi d’Italia tranne i bianconeri. L’Inter che sconfigge il male è l’Inter che unisce la nazione.

Vittoria meritata e ottenuta grazie al coraggio dell’allenatore: i tre attaccanti sono un rischio ma questa volta sono stati bravissimi in fase di non possesso e hanno sempre costretto i bianconeri a non sbilanciarsi troppo per non rischiare il 3 contro 3 in contropiede, sulle fasce poi Zanetti e soprattutto Nagatomo hanno stravinto lo scontro diretto con i loro avversarsi.

Applausi quindi per lo “spensierato” Stramaccioni che da giovane provinciale insegna calcio nello stadio più difficile d’Italia.

L’altra volta era della Curva Nord, questa è tutta tua

I singoli:

HANDANOVIC: ha solo una incertezza nei primi 10 minuti quando sbaglia un rinvio con le mani, per il resto è la solita (oramai possiamo dire così) sicurezza.

RANOCCHIA: per me il peggiore in campo, completamente in bambola a inizio partita, si fa uccellare nel secondo tempo con un tunnel da Giovinco che rischia di andare in porta.

SAMUEL: granitico, lui c’è sempre.

JUAN JESUS: non ha grandi punti di riferimento da marcare, è imperioso in un paio di recuperi. sempre meglio.

ZANETTI: una partita incredibile contro mr. 20 milioni di euro Asamoah.

GARGANO: l’errore sul finire della partita rischia di compromettere una partita monstre, salva Ranocchia sul tunnel di Giovinco recuperando a tutta velocità per dare aiuto al compagno. Per me è il giocatore che porta l’equilibrio a questa squadra con 3 punte.

CAMBIASSO: geniale il colpo di tacco che provoca il fallo da rigore su Milito, carica la squadra dopo i primi 10 terribili minuti chiamandoli a un pressing altissimo e facendo iniziare di fatto la partita dell’Inter.

NAGATOMO: una furia. Spostato in questo nuovo ruolo con la copertura di Juan Jesus scava un solco sulla fascia sinistra che copre con continuità e intensità.

PALACIO: una partita grintosissima e di grande sacrificio, alla fine trova anche il gol meritato.

MILITO: due gol, si muove molto con la solita intelligenza tra le linee, anche lui fa il suo in fase di non possesso per poter supportare il tridente.

CASSANO: stavolta non trova la giocata decisiva ma con la palla tra i piedi è sempre temibile.

GUARIN: una accellerazione degna di Matthaeus che ci porta alla vittoria.

MUDINGAYI: pochi minuti per essere sicuri che nessun bianconero potesse entrare in area.

La forza del gruppo

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.