La vergogna e il rispetto

Sabato 20 ottobre 2012, allo stadio Armando Picchi  si gioca Livorno-Hellas Verona, gara valida per la decima giornata del campionato di Serie B. Il match si concluderà con la vittoria dei gialloblu per 2-0, ma non sarà questo il motivo per cui l’avvenimento otterrà grande risalto a livello mediatico. Purtroppo la ragione è ben diversa. Durante lo svolgimento della partita infatti, dal settore ospiti occupato da circa 700 tifosi del Verona, partono cori ingiuriosi nei confronti di Piermario Morosini, ex giocatore amaranto  tragicamente scomparso durante il match Pescara-Livorno del 14 aprile 2012. A rendersi protagonisti dell’assurda bravata uno sparuto gruppetto di circa 20 sostenitori scaligeri.  La cosa però non passa inosservata e arriva alla ribalta delle cronache. Immediate le prese di posizione di personaggi più o meno noti, appartenenti e non al mondo pallonaro, tra cui il presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi ed il sindaco di Verona Flavio Tosi,  tutti giustamente uniti e compatti nello stigmatizzare il vergognoso gesto. E non si fa attendere il comunicato ufficiale dell’Hellas Verona nel quale la società scaligera porge le più sentite scuse per l’accaduto, prendendo le distanze dagli autori dei cori. A chiudere il cerchio arrivano poi i provvedimenti adottati dal giudice sportivo di Serie B Emilio Battaglia, che infligge un’ammenda di ben 50.000 Euro al Verona con la seguente motivazione:

Gara Soc. LIVORNO – Soc. VERONA

Il Giudice Sportivo,

ritenuto che

trattasi indubbiamente di un fatto grave da censurare, oltre che moralmente, anche a livello sanzionatorio, e ciò anche a causa della potenziale incidenza sull’ordine pubblico, stante l’evidente contenuto provocatorio dei cori in questione;

preso atto che

dalla relazione redatta dalla Digos di Verona – avente ad oggetto lo screening dei 679 tifosi che hanno acquistato il biglietto per la partita di calcio in questione al fine di verificare a quali settori dello Stadio di Verona “Marcantonio Bentegodi” detti tifosi solitamente frequentano nelle partite casalinghe della propria squadra – è emersa una frammentazione della partecipazione di detti tifosi in quasi tutti i settori dello Stadio;

la Soc. Verona ha fatto pervenire alla Segreteria del Giudice sportivo una nota descrittiva di tutte le iniziative intraprese e da intraprendere sia per dissociarsi dall’accaduto, sia per onorare la memoria di Pier Mario Morosini;

considerato che

le sanzioni, anche nell’ambito della Giustizia sportiva e nei confini peraltro della responsabilità oggettiva, pur dovendo avere un carattere afflittivo devono, tuttavia, quantomeno tendere a punire gli effettivi autori delle condotte illecite, disincentivandoli dal porre in essere simili condotte;

quanto accaduto nello Stadio di Livorno è da ascrivere ad uno sparuto numero di tifosi del Verona (non più di una ventina) in corso di identificazione da parte delle Autorità competenti;

le sanzioni di cui alle lett. d,e,f art. 18 comma 1 da applicare alla fattispecie concreta (richiamate dall’art. 11, comma 3), pur se formalmente corrette, sarebbero eccessivamente penalizzanti nei confronti sia della quasi totalità della tifoseria del Verona – che nelle more del presente provvedimento ha manifestato, a più riprese e con le modalità più disparate, il più ampio disprezzo per quanto accaduto – sia nei confronti della Società, che sin da subito si è attivata con varie iniziative per dissociarsi dalla condotta degli autori dei cori, nonché si è obbligata a porre in essere nell’immediato futuro una serie di iniziative dirette ad onorare la memoria di Piermario Morosini;

tenuto conto

dell’attenuante di cui all’art. 13 n. 1 lettere a) e b);

infligge alla Società Verona la sanzione dell’ammenda di € 50.000,00, unitamente alla diffida.

Vicenda quindi gestita in maniera ineccepibile dalla Lega di Serie B,  dal giudice sportivo, dalla società coinvolta, dalle istituzioni e dai media, tutti uniti nel condannare quanto accaduto. Personalmente non posso far altro che unirmi allo sdegno generale, perché ritengo che prendersela con chi non c’è più sia una gran vigliaccata. Forse chi lo fa non si rende conto di quanto sia ignobile un comportamento del genere e del dolore che procura a chi ha perso per sempre una persona cara.

Detto questo, non riesco però a spiegarmi come in passato accadimenti simili siano passati in secondo piano. Si, perché non è la prima volta che in occasione di una partita di calcio vengono intonati cori ingiuriosi nei confronti di persone scomparse, come successo lo scorso 25 marzo 2012 a Torino in occasione di J**e-Inter quando, nel nuovissimo e modernissimo J******s Stadium, lo stesso trattamento era stato riservato a Giacinto Facchetti e Peppino Prisco. Perché in quell’occasione nessuno si è indignato alla stessa maniera? Perché non ci sono state prese di posizione forti da parte di Lega di Serie A ed istituzioni? Perché non è arrivato alcun provvedimento da parte del giudice sportivo di Serie A Gianpaolo Tosel? Eppure i cori offensivi c’erano stati, dato che addirittura qualcuno ipotizzava sanzioni e auspicava le dovute scuse da parte del club bianconero.  Ma invece niente di tutto ciò. Nessun comunicato di scuse ne alcuna sanzione da parte del giudice sportivo, che si era limitato ad infliggere 25.000 euro di multa alla società J******s per il comportamento dei propri tifosi limitatamente ai cori razzisti indirizzati nei confronti di Dejan Stankovic, di uno striscione ingiurioso nei confronti di Massimo Moratti e per aver turbato il minuto di raccoglimento osservato prima dell’inizio della partita. Nessuna traccia però dei cori contro Facchetti e Prisco. Perché?

Il prossimo 3 novembre a Torino, sempre allo J******s Stadium, è in programma J**e-Inter. Signori miei, questa volta vogliamo fare in modo che questa vergogna non si ripeta? E se, come temo, dovesse ripetersi spero quantomeno che tutti voi siate molto più attenti nel rilevarla, giudicarla e sanzionarla. Chiedo troppo?

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