Alberto Reif, io me lo ricordo bene

La memoria è strana, fa strani giri, non sai perché ma basta un nome per riaccendere ricordi. Ho appena saputo che è morto Alberto Reif, 66 anni, uno che ha giocato nell’Inter appena sedici partite.
Eppure, ancora prima di cercare sue notizie nella rete, sapevo che “viso avesse” quel biondino, il cui nome si ricollega a uno degli scudetti più fantastici della storia nerazzurra, quello vinto nel 1970-71, con “Robiola” Invernizzi a sostituire Heriberto Herrera alla sesta giornata – unico caso di campionato vinto cambiando l’allenatore -, e una memorabile rimonta sul Milan, suggellata in un derby di ritorno – 7 marzo 1971, gol di Corso e Mazzola – che per me fa parte delle 10 partite fondamentali nella storia nerazzurra.
Alberto Reif svolse un ruolo marginale, ma il mito si riverbera anche su di lui, come su Cella, Fabbian, Pellizzaro, Achilli, Vanello, Righetti… Per non parlare di Giubertoni e Frustalupi.

In totale, con la maglia dell’Inter, Reif ha disputato 16 partite, segnando solo un gol.
Era appena arrivato, il 17 settembre 1969, si giocava l’andata dei 32esimi di finale della Coppa delle Fiere, a San Siro arrivava lo Sparta Praga e il tabellino recita: 3-0; 68′ Boninsegna, 79′ Boninsegna, 84′ Reif (questo non potevo ricordarlo, l’ho recuperato dal sito dell’Inter).
Acquistato dal Lanerossi Vicenza, sembrava destinato a ben altra carriera; aveva già giocato anche nell’Under 23 ed era un’ala destra guizzante, che però aveva la sfortuna di doversi confrontare con un autentico fenomeno – Jair da Costa – e con un altro giovane dalle caratteristiche simili (Sergio Pellizzaro). Non trovando spazio, nell’estate 1971, Reif venne ceduto al Verona, e ai primi di ottobre riuscì a far gol proprio all’Inter (il gol della bandiera di un 4-1).
Da Vicenza a Verona, si chiude il cerchio di un veneto nato in provincia di Venezia e morto lunedì a Padova, a 66 anni e un giorno.

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Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.