Milan-Inter 0-1

Milan (4-2-3-1): Abbiati; Bonera (5′ st Abate), Yepes, Mexes, De Sciglio (12′ Robinho); De Jong, Montolivo; Emanuelson, Boateng, El Sharaawy (25′ st Pazzini); Bojan. A disposizione: Amelia, Zapata, Acerbi, Antonini, Constant, Ambrosini, Flamini, Nocerino, Niang. All.: Allegri.

Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti, Gargano, Cambiasso, Nagatomo; Coutinho (1′ st Guarin); Milito (26′ st Palacio), Cassano (7′ st Pereira). A disposizione: Castellazzi, Belec, Jonathan, Silvestre, Obi, Mudingayi, Bianchetti, Duncan, Livaja. All.: Stramaccioni.

Secondo derby in carriera per Andrea Stramaccioni, chiamato a confermare i progressi visti contro la Fiorentina sette giorni fa. E’ ancora difesa a tre, con Coutinho dal primo minuto a supportare il tandem d’attacco Cassano-Milito dopo la grande prova in Europa League, mentre Guarin e Pereira partono dalla panchina.

Allegri risponde rispolverando tutta la qualità a sua disposizione, con Boateng, Montolivo ed Emanuelson chiamati ad innescare la velocità di Bojan ed El Shaarawy.

E’ un avvio col botto quello dell’Inter, che dopo soli tre minuti si trova già in vantaggio: punizione di Cambiasso da sinistra, Abbiati sbaglia completamente il tempo in uscita e Walter Samuel si fa trovare prontissimo, gonfiando la rete con un puntuale colpo di testa in tuffo.

E’ un The Wall ritrovato e in grande spolvero quello che San Siro potrà ammirare fino al novantesimo.

Il raddoppio potrebbe arrivare già al sesto minuto, con un clamoroso errore in disimpegno di Abbiati che, invece di servire Mexes, cede palla a Milito in piena area di rigore: solo davanti al portiere, il Principe cincischia troppo, si fa rimontare dal difensore francese e, sul rimpallo, fallisce il comodo tap-in di testa. Un vero peccato.

Al quarto d’ora è il Milan a farsi vedere dalle parti di Handanovic con una violenta conclusione di Montolivo dai trenta metri: pallone velenoso, traiettoria a scendere ma mira sbagliata, seppur di poco.

Sette minuti più tardi ci prova da fuori anche El Sharaawy, ma il tiro è facile preda di Handanovic. Sugli sviluppi della ripartenza, contrasto vigoroso tra Nagatomo e Yepes e discutibile ammonizione per il giapponese.

Alla mezzora Bonera taglia fuori Juan Jesus e mette in mezzo un bel pallone per Boateng, ma il ghanese calcia a lato da ottima posizione. L’Inter comunque controlla la situazione con discreta sicurezza, limitando al minimo i rischi in fase difensiva.

Ci vuole un errore in disimpegno di Juan Jesus per mettere i brividi al pubblico nerazzurro e ad Handanovic: Emanuelson gli ruba palla in tackle, servendo ancora Boateng, il cui sinistro dal limite termina fortunatamente fuori di poco.

Fa discutere l’episodio al minuto 39: lob di Bojan per Emanuelson, anticipato in uscita acrobatica da Handanovic. Sugli sviluppi dell’azione il portiere sloveno frana addosso al centrocampista olandese, mentre Montolivo mette in rete con un pregevole destro al volo. Valeri ferma tutto ed annulla, sanzionando una carica dello stesso Emanuelson sul numero uno nerazzurro: decisione molto discussa dai rossoneri, ma fondamentalmente giusta.

Si va al riposo con l’Inter in vantaggio per una rete a zero ed abile nel controllare il match senza troppo affanno: difesa e ripartenze per contrastare il possesso palla del Milan, insidioso soltanto in un paio d’occasioni.

Nella ripresa Stramaccioni restituisce fisicità al centrocampo, togliendo un Coutinho poco ispirato e stretto nella morsa dei difensori milanisti per inserire Freddy Guarin.
La svolta arriva al quarto minuto del secondo tempo: Nagatomo tocca di mano un pallone innocuo e Valeri, applicando il regolamento in maniera fin troppo fiscale, gli sventola sotto al naso il secondo cartellino giallo. Inter in 10, Stramaccioni corre subito ai ripari togliendo Cassano e inserendo Alvaro Pereira. E’ 4-4-1-1, mentre nel Milan Allegri si gioca il tutto per tutto gettando nella mischia Robinho al posto di De Sciglio.Ne nasce una partita dove l’Inter è costretta a difendere ad oltranza rinunciando quasi del tutto alla fase offensiva, mentre il Milan preme sull’acceleratore nel tentativo di trovare quanto prima la rete del pareggio.Allegri però dà una mano all’avversario, ed è costretto prima a far entrare Abate al posto dell’infortunato Bonera e, al 72′, anche Pazzini per un fumoso El Sharaawy, annullato dal pacchetto difensivo nerazzurro.Bisogna attendere il 66′ però per vedere un’azione pericolosa dei rossoneri, merito anche della buona fase difensiva dell’Inter e di una certa inconcludenza dell’attacco di Allegri. E’ infatti ancora Montolivo ad impegnare Handanovic dalla distanza: sulla corta respinta, Bojan scivola prima di poter ribadire in rete da pochi metri.E’ proprio l’ex interista a non arrivare di un soffio sul cross di Robinho al 75′, mentre due minuti più tardi l’insidiosissimo sinistro di Emanuelson in diagonale non trova gambe rossonere ad un passo da Handanovic.

Grande ripartenza dell’Inter a 9 minuti dalla fine, ma il tiro di Palacio dopo l’assist di Zanetti è troppo fiacco per impensierire Abbiati. Si soffre fino al novantesimo, ma il Milan non riesce più a costruire azioni da gol degne di nota, eccezion fatta per un dubbio contatto tra Robinho e Samuel in area interista. Il Milan invoca il rigore, Valeri di tutta riposta ammonisce Pazzini per proteste: il brasiliano sembra accentuare l’impatto col difensore nerazzurro.

Finisce così, con la seconda vittoria su due derby da allenatore per Stramaccioni, per un’Inter capace di soffrire e di difendere con ordine il vantaggio siglato da Samuel dopo appena 3 minuti di gioco nonostante 45 minuti di inferiorità numerica.

La rincorsa alla Juventus continua.

About NicolinoBerti

Nasco meritatamente in provincia di Livorno e capisco immediatamente di non voler fare nulla nella vita. Ci sono brillantemente riuscito fino ad ora. Amo l'Inter dal 1987. Walter Samuel mi ha lasciato senza neanche un bacio d'addio. Spalletti è più sopportabile di Mazzarri e Lippi come toscano. Odio il 352.