Chievo – Inter 0-2

CHIEVO: Sorrentino; Sardo, Dainelli, Cesar, N.Frey ; Vacek (24′ st Cruzado), L.Rigoni, Hetemaj; M.Rigoni (31′ st Stoian); Pellissier, Di Michele (17′ st Samassa). (Puggioni, Viotti, Papp, Dramè, Farkas, Guana, Cofie, Thereau, Moscardelli). All. Di Carlo

INTER: Handanovic, Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Nagatomo (23′ st Gargano), Zanetti, Cambiasso (38′ st Mudingayi), Guarin, Pereira; Sneijder (26′ pt Cassano), Milito. (Castellazzi, Belec, Silvestre, Chivu, Jonathan, Obi, Alvarez, Coutinho, Livaja). All.: Stramaccioni.

Terza trasferta e terza vittoria in campionato per l’Inter di Stramaccioni che a Verona batte il Chievo per 2-0. Il mister, come ampiamente annunciato, schiera la difesa a 3 (Ranocchia, Samuel, Juan Jesus) con Cambiasso però  bloccato a protezione della linea arretrata. In mediana gli interni sono Zanetti e Guarin, mentre il compito di presidiare le fasce viene affidato a Pereira e Nagatomo. Milito è l’unica punta, con Sneijder uomo di raccordo.

La partenza, nonostante i nuovi accorgimenti tattici, non è delle migliori. L’Inter, pur facendo la partita, fatica a proporsi in avanti, mentre i clivensi si dimostrano pronti a ripartire e pungere. E infatti nella prima mezz’ora sono i gialloblu a rendersi pericolosi per ben 3 volte, ma la bravura di Handanovic e l’imprecisione degli attaccanti del Chievo ci evitano dispiaceri. La brutta notizia arriva però da Sneijder, costretto a lasciare il campo dopo ventidue minuti per un problema muscolare. Al suo posto entra Cassano.  Per assistere al primo acuto nerazzurro bisogna attendere il 34’, quando Guarin lambisce il palo con un diagonale dalla destra. Passano circa 8 minuti e dalla stessa posizione Nagatomo calcia in porta; la palla smorzata dalla deviazione di un difensore giunge a Pereira che, scattato sul filo del fuorigioco, è bravo a mettere il pallone alle spalle di Sorrentino per il vantaggio nerazzurro. Si va così al riposo con l’Inter avanti 1-0.

Nella ripresa l’assetto tattico e l’atteggiamento dell’Inter non cambiano. Squadra corta, compatta, pronta a recuperare palla e ripartire. Il Chievo, costretto ad alzare il baricentro per cercare di rimontare lo svantaggio, attacca a testa bassa, ma senza mai dare l’impressione di poter mettere in difficoltà la retroguardia nerazzurra. Gli unici pericoli arrivano da conclusioni da fuori area, ma Handanovic è attento e vigile. Lo sloveno prima disinnesca una conclusione rasoterra e poi si supera alzando sulla traversa un calcio di punizione di Marco Rigoni. Sull’altro fronte anche Sorrentino deve sporcarsi i guantoni per intercettare un cross rasoterra di Milito che avrebbe messo Cassano in condizione di battere a rete. I minuti passano e Stramaccioni sostituisce Nagatomo con Gargano. Proprio il nuovo entrato propizia l’azione del raddoppio, prima recuperando palla e poi chiudendo la triangolazione che mette Cassano in condizioni di battere Sorrentino con un tocco di piatto destro. 2-0 per l’Inter e partita in ghiaccio. Il Chievo non ci sta e attacca ancora rendendosi pericoloso nuovamente su  calcio piazzato. La conclusione di Cruzado stavolta va a stamparsi sul palo alla sinistra di Handanovic. Esce anche Cambiasso, finalmente autore di una buona prova, sostituito dal rientrante Mudingayi. Nel finale il Chievo prova l’arrembaggio ma è l’Inter a sfiorare la terza segnatura con una conclusione a botta sicura di Gargano che Sorrentino è bravo a respingere. Finisce l’incontro ed è l’Inter a portare a casa tre punti d’oro.

Alcune considerazioni: analizzando i freddi numeri  l’Inter in trasferta mantiene un rendimento spaventoso: 3 vittorie su 3 in campionato, 7 gol fatti, 0 subiti. 5 vittorie su 5 se si considerano anche i match di Europa League, sempre con nessun gol al passivo e ben 12 all’attivo. In tutti questi incontri la formazione nerazzurra ha sempre sbloccato il risultato nei primi 45’, capitalizzando poi il vantaggio nella ripresa. Tutt’altra musica nelle partite tra le mura amiche, dove l’Inter non ha ancora vinto (su 4 incontri, 3 sconfitte e un pareggio), segnando solo 3 gol, subendone ben 9 e andando sempre in svantaggio. Numeri che devono far riflettere, magari per riuscire a trovare contnuità e quella quadratura del cerchio che per adesso tarda ad arrivare.

 

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