Inter – Rubin 2-2

Inter: 1 Handanovic; 42 Jonathan (1′ st Guarin), 23 Ranocchia, 25 Samuel, 55 Nagatomo; 19 Cambiasso, 4 Zanetti, 21 Gargano; 7 Coutinho; 99 Cassano (22′ st Pereira), 88 Livaja (16′ st Milito).

Rubin Kazan: 1 Ryzhikov; 76 Sharonov, 4 Cesar Navas, 2 Kuzmin, 25 Marcano; 27 Bocchetti (36′ st Kaleshin), 66 Natcho, 8 Ryazantsev (25′ st Orbaiz), 61 Karadeniz; 23 R. Eremenko; 99 Rondon.

L’esordio in Europa League dell’Inter non è dei più convincenti, ci si aspettava la prima vittoria casalinga della stagione, invece solo un gol nei minuti di recupero di Nagatomo ci ha salvati dalla sconfitta.

Procediamo con ordine: Stramaccioni mescola un po’ le carte e fa riposare i giocatori più importanti come Milito, Guarin e Sneijder per dare spazio a Livaja, Coutinho e Cassano; domenica d’altra parte c’è un’altra partita e bisogna preservare le forze.

L’inizio della partita è del Rubin: il loro pressing e la disposizione in campo con una linea mediana molto folta mettono in difficoltà i nostri centrocampisti in fase di impostazione; gli attaccanti invece non riescono a trovare spazi liberi tanto che saranno gli stessi Coutinho e Cassano ad arretrare per provare a impostare l’azione lasciando però troppo solo Livaja. L’errore di Jonathan fa il resto: il terzino brasiliano regala un rigore ai russi che passano in vantaggio nonostante la prima respinta di Handanovic che nulla può sulla ribattuta di Ryazantsev. Il gol subito ha il merito di risvegliare i nerazzurri che iniziano a sfruttare meglio in ampiezza il campo soprattutto a sinistra con Nagatomo e Coutinho, il Rubin dimunisce pure un po’ il ritmo così arrivano prima un paio di occasioni con Jonathan (clamorosa) e Livaja e poi il gol della giovane punta croata che realizza di testa la rete del pareggio dopo una splendida azione impostata da Cassano e rifinita da Cambiasso.

A questo punto ci si aspetterebbe un maggior controllo della partita tramite il palleggio e il possesso palla ma il centrocampo a 3 è in inferiorità numerica rispetto a quello a 5 dei russi per cui ci si affida spesso a rilanci lunghi che sono facile preda dei difensori avversari o alle iniziative individuali delle mezze punte. Il primo tempo si conclude con un palo colpito dai russi con un tiro dai 20 metri sempre di Ryazantsev.

Inizia la ripresa con Guarin al posto di Jonathan per dare più forza e consistenza al centrocampo nerazzurro, la qualità del palleggio rimane però scarsa e resta così un’Inter incapace di prendere in mano la partita e che va avanti a fiammate come nell’occasione da gol capitata a Livaja in contropiede e conclusa con un tiro fuori misura.

Altre occasioni in contropiede ce ne sono ma tutte sfumano per un appoggio sbagliato o per un dribbling di troppo, si nota pure la differenza tra un Cassano più statico e fuori dal gioco ma che riesce a essere incisivo e Coutinho più presente e arrembante ma che non trova la giocata capace di lasciare il segno.

Col passare dei minuti le squadre iniziano ad allungarsi a causa della stanchezza, arriva così una nuova distrazione che ci costa il raddoppio ospite: Samuel sbaglia un passaggio in verticale e sul contropiede Ranocchia prima è in posizione sbagliata e poi non riesce ad abbattare Rondon che batte l’incolpevole Handanovic.

Ultimi 10 minuti all’arrembaggio: il gol di Nagatomo chiude la partita con un pareggio alla fine giusto.

Tre veloci considerazioni sulla partita:

1) nel secondo tempo uno come Alvarez sarebbe servito, avrebbe dato un po’ di geometrie che non sono nelle corde di Pereira e Guarin

2) troppi passaggi sbagliati da parte di tutti, segno anche del poco movimento fatto senza palla

3) il doppio recupero è il segno che con la testa ci siamo.

I singoli:

HANDANOVIC: sempre attento tra i pali e nelle uscite, una sicurezza per la squadra e la difesa.

JONATHAN: al di là dell’errore marchiano sul rigore non riesce a essere propositivo sulla fascia

RANOCCHIA: ottima prestazione macchiata dal grave errore sul secondo gol russo, poi ha subito ripreso a essere una sicurezza.

SAMUEL: così così, soffre Rondon e sbaglia molti passaggi. Quando è in forma è un altro giocatore.

NAGATOMO: spinge molto e con continuità, tocca molti palloni con la solita frenesia. Il gol capolavoro lo porta a essere il migliore in campo dei nostri.

ZANETTI: male a centrocampo dove si vede poco, meglio esterno destro di difesa.

GARGANO: benino se lo si considera il nostro mediano, male se lo si considera il nostro regista basso.

CAMBIASSO: si inventa una gran giocata sul gol di Livaja, per il resto rimane tatticamente il nostro miglior giocatore, tecnicamente il nostro miglior centrocampista e fisicamente uno dei peggiori

COUTINHO: ci prova spesso, ne dribbla 2 o 3 e poi o perde palla o tira malamente. non è stata la sua miglior partita di quest’anno.

CASSANO: in netta ripresa fisica, le giocate di qualità invece le ha sempre fatte. Genio un po’ meno svogliato stasera.

LIVAJA: gol all’esordio a San Siro a 19 anni. Serve altro?

GUARIN: potente e impreciso, l’idea è che comunque sia imprescindibile per questo centrocampo.

PEREIRA: ancora in fase di ambientamento.

MILITO: a un certo punto all’ennesimo passaggio sbagliato si arrabbia pure, quindi va sulla fascia per far vedere agli altri come si fa un assist.

Marko Livaja ripaga la fiducia di Stramaccioni

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