Finché ha avuto fiato, l’Inter ha dominato, ma il fiato è finito di colpo, la squadra si è paurosamente allungata…

Non fosse stato per l’invenzione di Palacio, si sarebbe sofferto fino alla fine, contro una squadra modestissima, ma con un paio di elementi (Antal e N’Doye) che potrebbero figurare benissimo nel nostro campionato.

Dal sondaggio – a metà luglio e oggi -, emergono chiaramente le aspettative verso Fredy Guarìn, centrocampista di corsa e di muscoli, e dotato pure di una buona tecnica.
Però, Guarìn deve allenarsi al tiro, perché in Romania ha potuto presentarsi 5 (cinque) volte davanti al portiere, con risultati deprimenti.
Non so valutare quali capacità di recupero possa avere la squadra a Pescara, ma l’infortunio di Mudingayi rende ancora più necessario l’immediato inserimento di Gargano; l’equilibrio del centrocampo resta il maggior punto interrogativo, Stramaccioni ha già messo in campo 21 calciatori diversi, ma solo tre (Zanetti, Cambiasso, Guarìn) hanno giocato tutti i 270’.

Nella serata delle 800 partite di Zanetti, mi sono piaciuti Ranocchia (che, tuttavia, un errore vistoso non se lo fa mai mancare), Sneijder, Palacio e la prima ora di Maicon. Più che mai “posizionale”, Cambiasso ha tuttavia tanta intelligenza da sporcare un’infinità di traiettorie.
Negative le prove di Nagatomo e Milito, temo che Coutinho, dovendo giocare un quarto d’ora a partita, ricominci a strafare, Silvestre è potente e coriaceo ma ha piedi intrattabili, e va riconosciuto a Castellazzi di aver compiuto un gesto decisivo, togliendo dal sette il gol del possibile 1-1.

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Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.