UEL: Inter – Hajduk Spalato 0 – 2

Le premesse alla prima partita della stagione giocata a San Siro sono le stesse della scorsa settimana: l’Hajduk Spalato nonostante la vittoria rimane una squadra modesta e l’Inter è ancora lontana dalla forma migliore.

Siamo al 9 di agosto ed è normale soprattutto per i giocatori più potenti, non essere ancora al meglio, inoltre la fiducia indotta dal rotondo risultato d’andata ha portato a non alleggerire i carichi di lavoro fatti in settimana (parole dell’allenatore) aumentando la differenza di velocità tra le due squadre.

Le prime difficoltà nella fase difensiva interista si vedono già all’inizio del primo tempo: la squadra rimane molto lunga (Sneijder si sbraccia molto per chiedere ai compagni di rimanere più alti) e sulla sinistra Mbaye va spesso in difficoltà sulle veloci ripartenze di Vrsajevic, infatti dopo pochi minuti Stramaccioni passa al 4-4-2 allargando Coutinho sulla sinistra per coprire meglio il campo. Le difficoltà diventano problemi quando vengono persi stupidamente alcuni palloni a centrocampo, i contropiedi dei croati non permettono ai centrocampisti di recuperare le posizioni e la difesa si trova spesso in pericolose situazioni di 1 contro 1.

In avanti siamo bravi fino al limite dell’area avversaria: il regista olandese è ispirato e regala assist, Coutinho si muove bene negli spazi mentre il principe Milito ha le gambe imballate e sbaglia molto.

Ci sono occasioni così da ambo le parti: la prima viene costruita da una discesa sulla fascia destra di Zanetti, il cross per Coutinho viene respinto dal portiere sullo stesso brasiliano e finisce sulla traversa; Sneijder pesca Milito sul filo del fuorigioco ma il 22 nerazzurro sbaglia il controllo e non riesce a concludere. Al 22° risponde l’Hajduk che trova il gol del vantaggio su rigore con Vukovic dopo il fallo in area di Samuel, è poi Handanovic a negare in uscita il raddoppio a Milic.
L’Inter diventa più propositiva e prova a pareggiare prima con Coutinho, ma la sua conclusione a tu per tu con il portiere avversario finisce larga, poi con un potente tiro dal limite dell’area di Guarin che viene respinto, quindi ancora il 7 brasiliano con un gran tiro al volo di poco alto e infine con Milito che solo davanti al portiere ma in posizione un po’ defilata conclude altissimo.

Il primo tempo finisce con un immeritato 0-1 ma preoccupa l’incapacità di controllare la partita e di tenere i ritmi bassi più adatti alla nostra squadra.

La ripresa inizia senza cambi, l’Inter rimane lunga e se possibile si allunga ancora di più mentre l’Hajduk nonostante debba recuperare ancora 2 gol continua a difendersi e a ripartire in contropiede.
Al 58° Vukovic si inventa un gol da cineteca, su un cross rasoterra da sinistra si alza il pallone e lo colpisce al volo piazzandolo all’incrocio dei pali.

La partita prosegue con l’Inter che continua a provarci ma in modo sempre più disordinato e senza dare mai la sensazione di avere il controllo della partita, colpa soprattutto della differente velocità dei giocatori in campo, infatti sono i croati che hanno ancora un paio di occasioni pericolose con Vukusic: la prima viene bloccata da Handanovic mentre la seconda finisce fuori di pochissimo.

Si esauriscono così anche le forze dell’Hajduk e l’Inter riesce a portare a casa la qualificazione per il prossimo turno.

I giocatori:
Handanovic: sempre pronto quando viene chiamato in causa, nulla può sul secondo gol croato.
Jonathan: bravo tecnicamente e ordinato in difesa, spinge poco sulla fascia e spesso tende ad accentrarsi piuttosto che provare ad andare sul fondo, potrebbe fare di più.
Ranocchia: un paio di sbavature ma gioca una partita sufficiente.
Samuel: ammonito dopo 5 minuti si vede che non è al meglio.
Mbaye: è molto giovane, merita che gli venga perdonato tutto. Notevole uno scambio sulla sinistra con Sneijder che lo porta a crossare dal fondo.
Zanetti: con lui in campo si può passare facilmente dal 4321 al 442, fisicamente sembra già pronto e nel primo tempo sembra incontenibile sulla fascia, nella ripresa non si ripropone con la stessa continuità.
Cambiasso: è il giocatore che soffre di più la velocità degli avversari, nel primo tempo va spesso a prendere la palla dai difensori per iniziare l’azione, nella ripresa praticamente sparisce dal campo.
Guarin: fisicamente fortissimo, tra un mese quando sarà al 100% farà meno errori e potrà attaccare con più continuità.
Sneijder: si sente il leader della squadra e si vede, dal suo piede partono tutte le nostre azioni migliori, cala come tutti nella ripresa.
Coutinho: nel primo tempo ha 5 occasioni ma le spreca, resta comunque il giocatore più pericoloso.
Milito: fuori forma e fuori fase gioca tutta la partita perchè non ha un sostituto in rosa
Nagatomo: spinge molto più di Mbaye ma non trova la giocata vincente.
Longo: deve ancora crescere per giocare con i più grandi, sciupa una buona occasione
Silvestre: pochi minuti per rinforzare la difesa.

Handanovic costretto agli straordinari al 9 agosto

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