L’ItalJuve arriva in finale, l’Inter perde l’Europeo

Sfiduciato, sfinito, schifato. Esausto. E’ così che mi sento, il 3 luglio.
Non capisco neanche se siamo alla fine della stagione o all’inizio di una nuova, sospeso tra la finale degli Europei e l’inizio del ritiro a Pinzolo, sono pronto a scrivere il mio bel post sul lavoro del ct della Nazionale quando vengo sopraffatto dal solito nauseante odore. Quello della mancanza di decoro, della mancanza di dignità. Quello, insomma, tipicamente emanato dai giornalisti italiani.

Vi faccio vedere un’immagine che non esiterei a definire folkloristica se non venisse direttamente da un account ufficiale, ma badate bene: non è della Juventus che voglio parlare. Però questa immagine aiuta.

Guardate con quale puntualità l’hashtag #ItalJuve compare e scompare a seconda delle situazioni: su notizie positive o neutre sempre presente, sulle notizie negative sparisce nel nulla (con una eccezione, probabilmente dovuta a una piccola distrazione). Il concetto è semplice, no? Quando va tutto bene è ItalJuve, quando si prendono schiaffi si tira via il cappello e che vada pure al diavolo la Nazionale di Prandelli. Una prova di attaccamento agli Azzurri mica da ridere, da parte della signorina da 30€ sul prato, ma come detto non è della Juventus che voglio parlare. Alla Juventus fanno solo il loro lavoro, sporco quanto vogliamo ma quello è: raccontare frottole a gente che vuole ascoltare frottole. E’ marketing insomma, non informazione.

Il problema è, appunto, chi dovrebbe fare informazione. Perchè fino a quando quell’ItalJuve appare e scompare a piacimento dal sito ufficiale della Juventus vale quello che vale: quanto una toppa sulla maglia, quanto un cartellone allo stadio, quanto una banconota da 29€. Carta straccia, insomma. Ma quando invece il concetto appare e scompare dalle penne di chi dovrebbe fare informazione, di chi -forse- non è a libro paga della signorina di cui sopra, il problema inizia a esserci. Eccome. Perchè, fra l’altro, non solo il “cappello” su questa Nazionale appare e scompare come neanche il coniglio nei trucchi di Silvan ma, cosa ancora più grave, viene sostituito a seconda del momento. Cambia colore, questo cappello, così come cambiano i risultati della Nazionale. E così dalla magnifica ItalJuve che vola fino in finale, si passa a una Nazionale che perde…per colpa dell’Inter. Avete capito bene: la sconfitta della Nazionale contro la Spagna è tutta colpa dell’Inter.

Ce lo spiega, per esempio, Roberto Perrone, prima firma del Corriere della Sera, che a Sky ha detto:“Diciamoci la verità: paghiamo i 6 anni di dominio dell’Inter. Bisogna crescere italiani e affidarsi ai giovani. Prandelli ha convocato i più bravi e dobbiamo chiederci chi ci sia dietro ai 23 della spedizione”. Ce lo spiega anche l’ex centralinista di Portobello, Paola Ferrari, che subito dopo la partita spara: “E’ il solito discorsoPoca attenzione ai giovani italiani, se pensiamo che l’Inter due anni fa ha vinto la Champions con una squadra tutta composta da stranieri…“. Ce lo spiega con una sottigliezza mica da ridere Ivan Zazzaroni, che in diretta dice “Dove può andare il calcio italiano se una squadra come la Lazio schiera 10 stranieri?” e poi su twitter si giustifica: “Non era un attacco alla Lazio, ma al sistema Italia. Dire Inter era scontato“: siamo cioè arrivati al punto in cui lo stesso ragionamento se riferito ad una squadra è meritevole di scuse coram populo, mentre se riferito all’Inter è addirittura “scontato”.

Tutta colpa dell’Inter, quindi. Una volta di più. Colpa dell’Inter aver vinto gli unici trofei internazionali alzati dal calcio italiano nell’ultimo lustro -roba che per altri era un vanto da ripetere ogni due giorni- colpa dell’Inter aver fornito dal proprio vivaio a questa Nazionale i due titolari più giovani, Balotelli e Bonucci. Inter citata come esempio di “squadra che presta poca attenzione ai giovani” pochissimi giorni dopo che la stessa Inter ha chiuso una stagione trionfale a livello giovanile, una stagione mai vista nella storia del calcio giovanile italiano (ricapitoliamo? Ricapitoliamo: Campioni NextGen Series, Campioni d’Italia Primavera, Campioni d’Italia Berretti, Campioni d’Italia Giovanissimi, “solo” in semifinale tra gli Allievi). Colpa dell’Inter, in pratica, essere stata fondata. Perchè è di questo che stiamo parlando, perchè questi presunti professionisti dell’informazione sportiva, Roberto Perrone, Paola Ferrari, Ivan Zazzaroni e chissà chi altri, dovrebbero quantomeno andare a ripassare la storia di FC Internazionale, scoprire i motivi per cui è stata fondata e scoprire che per noi avere un gran numero di stranieri in squadra è, è sempre stato e sempre sarà un vanto immenso, e mai una colpa. Noi, multietnici ante litteram, noi, precursori della globalizzazione nel senso più bello e umano del termine, noi, chiamati in causa per diventare il capro espiatorio del più fragoroso fallimento di una Nazionale su cui qualcuno aveva tentato di mettere il cappello troppo presto.

Dall’ItalJuve alla sconfitta dell’Inter. In questo quadro persino Simone Stenti, che nel giro di tre giorni passa dalla “difesa migliore d’Europa grazie a Conte” a “Prandelli nuovo Valcareggi“, anzichè passare per lo squallido doppiopesista che in realtà è riesce a fare la figura del gigante: lui, in fondo, scrive da tifoso e non da giornalista.

Per gli altri, per i professionisti della disinformazione, si stampa ogni giorno più forte sempre la solita domanda:
ma davvero non vi vergognate neanche un po’?

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.