Generazione di fenomeni

A memoria non ricordo nessuna squadra Primavera così “famosa”. Non ricordo questo entusiasmo, questo coinvolgimento. Eppure non sarà quest’annata a farli entrare nella storia del calcio.

Non si sa cosa ne sarà del futuro di questi ragazzi, ma qualcosa sul presente si può dire: sono bravi, sono un gran gruppo, sono -per la loro età ed esperienza- dei professionisti. Questo si chiede a un settore giovanile, di crescere dei ragazzi bravi con la palla tra i piedi, affinché diventino dei professionisti. E in questi mesi abbiamo visto Stramaccioni prima e Bernazzani poi trasformare un gruppo di ragazzi in una squadra adulta.

Ma tutto questo non sarebbe possibile senza il grande lavoro che c’è dietro, senza i grandi professionisti che lavorano quotidianamente per la crescita dei nostri giovani. Lascio però che lo spieghi Ernesto Paolillo, che lo dice senza dubbio meglio di me:

“Essere Inter ci porta a pensare vincenti, a qualsiasi livello agonistico… Poi, visto globalmente – quindi riconoscendo il merito a chi lavora tutti i giorni, da Roberto Samaden a Pierluigi Casiraghi, dagli allenatori agli impiegati del centro sportivo Facchetti – l’obiettivo del Settore Giovanile è stato ampiamente raggiunto e, soprattutto, cosa più difficile, confermato negli anni, a partire dalla gestione di Piero Ausilio, ora direttore sportivo della prima squadra. Formazione, individuazione e crescita dei talenti: è stato fatto, quest’anno come nelle stagioni precedenti, senza sprechi o con un budget economico limitato a complessivi 2 milioni. Il tutto sulla rotta indicata dal nostro presidente, Massimo Moratti, che chiede alla Società di avere Settore Giovanile moderno, dinamico, stimolante, in continuo miglioramento”. Ernesto Paolillo, 8 giugno 2012

Samaden, Bernazzani, Paolillo

About Miss Green⁵

Sono nata e cresciuta all’ombra dello stadio, nel piazzale ho imparato ad andare in bici e in motorino. Da piccola dicevo che Malgioglio era mio padre, si somigliavano molto.