Inter-Milan 4-2

Questo, a differenza delle altre volte,  non sarà il solito resoconto post partita. Niente disamine tecnico-tattiche, niente tabellini, niente cronaca . Si, perchè dopo una serata del genere sarebbe pleonastico. Bando alle elugubrazioni quindi, perchè l’unica cosa da fare adesso è godersi questa vittoria, arrivata dopo una partita dalle mille facce e dalle mille emozioni. La risposta a tutti i malpensanti che teorizzavano su un Inter pronta a scansarsi in campo di fronte ai cugini pur di fare un dispetto ai gobbi. Niente di più sbagliato perchè queste cose, al pari della serie B, non sono nel nostro DNA. Un ringraziamento quindi ai ragazzi, nessuno escluso, per questa bellissima serata, nella quale tutti hanno dato l’anima, nonostante un arbitro pessimo che ne ha combinate di cotte e di crude.

Grazie a Julio Cesar, per aver parato il parabile (e anche qualcosa di più) e per quella linguaccia a Ibra prima del rigore.

Grazie a Maicon, per la saetta scaraventata sotto la traversa della porta di Amelia.

Grazie a Lucio, per la partita gagliarda, da combattente vero, finalmente senza errori e disattenzioni.

Grazie a Samuel, per l’ennesima prestazione fantastica, l’assist a Milito e qualche calcione rifilato al momento giusto senza troppi fronzoli.

Grazie a Nagatomo, per il suo moto perpetuo.

Grazie a Cambiasso, tornato finalmente a livelli consoni, determinato e sorprendentemente cattivo.

Grazie a Guarin, per i tanti palloni recuperati e per le bordate scagliate verso la porta avversaria.

Grazie a Zanetti, per la grinta con cui ha trascinato tutti e la voglia di vincere messa in campo.

Grazie ad Alvarez, per la sua classe cristallina e la voglia di sacrificarsi in copertura.

Grazie a Sneijder, per l’ottima prova e per quella fantastica conclusione da distanza siderale.  Fosse entrata sarebbe venuto giù lo stadio.

Grazie a Milito, per le tre biglie scagliate con violenza nella porta dei cugini.

Grazie ad Obi, per aver ridato vigore e dinamismo alla squadra apparsa un po’ in apnea.

Grazie a Pazzini, per essersi riscattato da un periodo negativo, procurandosi quel calcio di rigore fondamentale.

Grazie a Stramaccioni, per il coraggio nelle scelte, con cui ha vinto per noi il suo primo derby.

Grazie a Nista, per quel faccia a faccia con Robhino.

Grazie a Ivan Ramiro Cordoba, per quanto fatto in questi anni con indosso la maglia nerazzurra. Premio alla carriera.

Grazie a tutti, davvero, di cuore.

Nella serata in cui per l’ennesima volta abbiamo dimostrato la nostra superiorià sui cugini, vorrei rimarcare la diversità che ci divide da loro con un piccolo aneddoto: 5 maggio 2002, loro, insieme ai gobbi in piazza a festeggiare per la nostra sconfitta; 6 maggio 2012, noi, a San Siro a festeggiare, per una nostra vittoria. Noi con quella roba la non avremo mai nulla da spartire. Nessuna illazione, nessuna vittoria, nessun titolo, nessuna stella sulla maglia potrà mai cancellare la vergogna e l’onta di una retrocessione per illecito sportivo.

E infine, concedetemelo, grazie a mia mamma per avermi fatto nerazzurro! Per noi c’è solo l’Inter.  Del resto non ce ne frega nulla. Stramala!

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