Affollamento a 55

Quattro squadre a 55 punti, una in caduta libera (la Lazio senza Klose) che forse non centrerà nemmeno l’Europa League, una che ha superato il peggio ed è la netta favorita per il terzo posto (il Napoli di Cavani), una che da due anni gioca sopra i propri limiti (l’Udinese di Di Natale) e una che ha perso 12 partite (l’Inter di Zarate) eppure è ancora lì.

Certi numeri fanno impressione: fra queste 4, l’Inter ha la peggiore difesa e la peggiore differenza reti. Per battere un Cesena straretrocesso ha avuto bisogno dell’acquisto più pittoresco, Maurito Zarate, e oggi ricomincia da Parma, contro una squadra in grande forma, vittoriosa da 4 partite consecutive.

L’anno scorso, il terzo posto si conquistò a 70 punti, quest’anno ne basterebbero 64, forse solo 62: è il segno di una mediocrità che non andrebbe dimenticata, almeno da quei tifosi nerazzurri che ai primi di marzo temevano la retrocessione.

Intanto, a Lilla naufraga il “progetto” di Leonardo e Ancelotti, Pastore e Thiago Motta, il Montpellier si avvia allo scudetto più clamoroso, e la cosa mi fa molto piacere.

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Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.