Inter 2 Cesena 1

Inter: 12 Castellazzi; 13 Maicon, 6 Lucio, 23 Ranocchia, 55 Nagatomo; 14 Guarin, 19 Cambiasso; 20 Obi; 11 Alvarez (21′ st Zarate), 10 Sneijder (35′ st Poli); 7 Pazzini (15′ st Milito).

Cesena: 1 Antonioli; 77 Ceccarelli (40′ st Djokovic), 28 Benalouane, 25 Von Bergen, 2 Rodriguez, 16 Comotto (20′ st Martinho); 7 Santana, 5 Guana, 18 Parolo; 10 Mutu (30′ st Lolli), 9 Iaquinta.

Alla fine non c’è stato il miracolo completo, abbiamo visto in queste giornate rinascere Zarate, Obi, Sneijder, Alvarez, Guarin, Maicon ma Stramaccioni non è riuscito a liberare la testa di Pazzini, lo stoccatore praticamente infallibile della scorsa stagione.

Pazienza.

Ci consoliamo con un ottimo primo tempo nel quale l’impronta del mister è stata chiarissima: due giocatori di qualità dietro la punta a inventare, due laterali a spingere sulla fascia e un centrocampo a tre che potesse recuperare velocemente palla pressando molto alto e rischiando di conseguenza visto che Ranocchia e Lucio non sono due difensori rapidi.
C’è stata una sola pecca: il gol che non è arrivato nonostante almeno 3 clamorose occasioni capitate sui piedi di Nagatomo, Pazzini e Maicon e una mezza opportunità con Lucio che ha colpito in piena faccia Antonioli: il tiro è stato così potente e ravvicinato che il portiere non ha fatto in tempo a ripararsi.

Data la presenza di Pazzini in area si è cercato con insistenza il cross, 8 totali contro l’Udinese con Milito in campo, 32 oggi con l’italiano nel rispetto di quanto detto da Stramaccioni ieri in conferenza stampa che sarebbe comunque cambiato il modo di attaccare negli ulti 20 metri.

Nel secondo tempo il ritmo sembra più blando e la squadra un po’ più lunga, davanti si iniziano a cercare con più insistenza i tiri da fuori soprattutto di Sneijder e Guarin mentre dietro un po’ si soffre  sulla fascia sinistra.

Incredibili i minuti che vanno dal 53° al 59°: continui capovolgimenti di fronte e occasioni da ambo le parti, con l’Inter che perde le giuste distanze tra i reparti e Cesena che ne approfitta subito.
Apre le danze Pazzini imbeccato da una invenzione di  Sneijder ma il suo tiro è debole e centrale e viene bloccato da Antonioli; dall’altra parte Iaquinta supera di forza Nagatomo e Ranocchia e colpisce la traversa; tocca a questo punto a Cambiasso servire una palla filtrante per Alvarez il cui tiro dai 16 metri viene respinto da un difensore bianconero.

Non è finita, un nuovo attacco dei romagnoli porta Ceccarelli al tiro dall’angolo sinistro della nostra area, il pallone deviato da Nagatomo  finisce alle spalle di Castellazzi. Qualcosa però è cambiato, sarà che la fortuna aiuta gli audaci ma 2 minuti dopo il vantaggio ospite, Obi tira (male) dal limite dell’area ma colpisce Von Bergen che spiazza Antonioli e regala il pareggio ai nerazzurri.

Milito e Zarate sostituiscono Pazzini e Alvarez (davvero una gioia per gli occhi la sua partita con tante giocate importanti) e alla fine di una azione in cui vanno al tiro Milito, Zarate e poi ancora Zarate su cross di Guarin arriva il gol del definitivo 2-1.

Stramaccioni: l'uomo delle resurrezioni

Se davanti sono stati molto ispirati e volenterosi Sneijder e Alvarez; gran merito di questa buona partita va secondo me a Obi e Guarin, soprattutto il colombiano ha giocato tantissimi palloni facendosi sempre trovare libero mentre il nigeriano è stato più ordinato e ha  contribuito recuperando molti palloni.

L’Inter di Stramaccioni ha 6 partite di vita ma l’idea di gioco del mister è già molto chiara e  e probabilmente congeniale a questi giocatori, molto più di quanto erano riusciti a fare Gasperini e Ranieri, idee chiare che poi portano a far rendere al meglio un giocatore come Obi (in passato ritenuto molto confusionario) o che danno la possibilità ai giocatori con più qualità di avere più spazi e quindi più possibilità di essere decisivi.

Quaranta giorni fa giocavamo Inter – Atalanta, uno 0-0 mortificante con i nostri che arrivavano al tiro solo 10 volte, oggi i tiri sono stati 30 e quell’imbarazzo e impotenza sembrano lontanissimi.

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.