Udinese – Inter 1-3

In uno dei campi più ostici del campionato (sino ad ora l’unica sconfitta dell’Udinese in casa è avvenuta per mano del Milan) l’Inter disputa la sua miglior partita da mesi a questa parte (forse la miglior partita dell’intera stagione), ritrova grinta e gioco, segna tre gol e rilancia prepotentemente la sua candidatura al terzo posto in classifica, valido per i preliminari di Champions’.
Come preannunciato alla vigilia dal tecnico Stramaccioni, i nerazzurri si schierano in campo con Milito unica punta, supportato alle spalle da Alvarez e dal rientrante Sneijder, decisivo per la prima volta quest’anno. Il tecnico cambia rispetto alla trasferta di Firenze, lasciando il 4-2-3-1 della scorsa uscita in favore di un più coperto modulo ad albero di natale, rinforzando così la mediana e cercando di creare densità in mezzo al campo per contrastare le pericolose ripartenze dei friulani. Zarate si accomoda per la prima volta in panchina (dall’arrivo del tecnico romano) ed al fianco di Stankovic e Cambiasso trova posto Guarin, preferito a Poli.
Le primissime fasi di gioco lasciano intravedere un’Inter volitiva e determinata, abile a pressare sugli esterni e a ripartire sistematicamente con due centrocampisti non appena in possesso di palla. La squadra sembra, al contrario delle ultime due trasferte, ben messa in campo e molto “in partita”.
Nonostante i bei segnali dell’inizio però, lo svantaggio arriva dopo solo sei minuti, a causa di una percussione centrale di Danilo, non contrastato a sufficienza dai nostri centrocampisti, e abilissimo a piazzare un poderoso tiro dal limite dell’area alla destra di Julio Cesar. Lo svantaggio dura però solamente quattro minuti. Siamo al decimo del primo tempo quando Sneijder, smarcato al tiro da Milito, lascia partire un fendente non irresistibile che, a causa di un rimbalzo strano, elude l’intervento di un Handanovic non senza colpe. La partita mostra buona intensità, ma le due mediane così folte non permettono uno sviluppo organico del gioco, che vive di alti e bassi per entrambe le squadre in campo. Alla mezz’ora di gioco Alvarez riesce a lanciare in area per Milito, che è abilissimo a proteggere la palla, mandare fuori tempo i suoi due marcatori con una finta di corpo delle sue e passare in mezzo per l’accorrente Sneijder, che con un prezioso colpo sotto deposita la palla in rete e manda l’Inter in vantaggio, in una partita che sino a quel momento è sembrata più che equilibrata.
Sul 2 a 1 i nostri sono bravi a non lasciare spazio agli attacchi friulani ed a ripartire in contropiede, su uno di questi Alvarez trova il bellissimo gol del 3 a 1, con un’azione personale impreziosita da finta a scartare l’avversario e colpo di destro ad incrociare sul palo opposto. Da segnalare l’ammonizione a capitan Stankovic sul finire del tempo che, squalificato, salterà la prossima partita a San Siro contro il Cesena.

Finalmente decisivo

Nella ripresa stessi ventidue in campo, e Udinese che tenta il tutto per tutto per ridurre lo svantaggio. L’Inter si chiude bene (non senza qualche affanno) e, seppur non riuscendo a proporsi pericolosamente in avanti, se non in un paio di occasioni con Sneijder e Maicon, non concede particolari occasioni agli avversari. Una volta esaurita la spinta propulsiva dei friulani, è per i nostri più agevole far scorrere il tempo e mantenere inalterato il vantaggio. Nel finale trovano spazio Obi, Poli e Zarate per uno sfinito Milito, bravissimo nel far reparto da solo contro i tre centrali dell’Udnese.
Tre punti importanti quindi, tre punti fondamentali se consideriamo la sconfitta della Roma in casa contro la Fiorentina ma soprattutto la caduta della Lazio a Novara. Tre punti che ci fanno scavalcare la suddetta Roma in classifica, che ci appaiano all’Udinese, e che ci portano a -3 dalla Lazio, con scontro diretto all’ultima giornata. Fondamentale (al netto del derby) sarà quindi fare 6 punti nelle prossime due partite, in casa contro un Cesena spacciato e a Parma contro una squadra che dovrebbe essere già salva.
Nella partita di oggi difficile trovare un peggiore in campo, così come difficile trovare un migliore per eccesso. Possiamo citare il gran gol di Alvarez, la doppietta di un ritrovato Sneijder, la consistenza di un ottimo Guarin o lo straordinario lavoro di Milito, ma a mio avviso i meriti per questi tre punti vanno, più che ai giocatori, al tecnico Stramaccioni. Con lui finalmente si intravede un minimo di continuità nei risultati, ed un miglioramento mentale soprattutto dei nostri, più determinati e cattivi. Incredibile dirlo, ma è così: oramai non si ha più nulla da perdere, speriamo di chiudere la stagione con un piccolo sorriso.

About Vujen

Classe '85, marchigiano, ex-petroliere in carriera e musicista fallito. Appassionato di fotografia, Balcani e di calcio straniero, specialmente francese. Non ha mai visto l'Inter vincere al Meazza. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff.