Fiorentina 0 Inter 0

Fiorentina: 1 Boruc; 31 Camporese, 14 Natali, 15 Nastasic; 16 Cassani, 13 Kharja, 85 Behrami (22′ st Salifu), 21 Lazzari, 23 Pasqual; 7 Cerci; 22 Ljajic (27′ st Acosty).

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 26 Chivu (37′ st Ranocchia), 4 Zanetti (1′ st Nagatomo); 18 Poli, 19 Cambiasso; 11 Alvarez, 9 Forlan (9′ st Sneijder), 28 Zarate; 22 Milito

Alla quarta partita Andrea Stramaccioni lascia il 433 e prova il 4231 probabilmente per facilitare il ritorno in squadra di Sneijder con un modulo che preveda un trequartista, idea giusta perchè quelli tecnicamente più bravi vanno fatti giocare nella loro posizione preferita.

Idea giusta che però all’atto pratico non funziona e ci fa assistere a una gara povera di occasioni e di emozioni, con giocatori che seguono spesso al piccolo trotto l’azione dei compagni o che rientrano passeggiando come se la fase difensiva non fosse assolutamente di loro competenza.

Il punto dolente è stato il centrocampo con i soli Cambiasso e Poli davanti alla difesa, i due sono sempre stati lasciati soli dai 3 trequartisti in fase di non possesso e sono andati in difficoltà contro i 5 centrocampisti viola soprattutto nel primo tempo, le cose sono andate meglio nel secondo quando con l’ingresso di Sneijder al posto di Forlan è comunque migliorato il possesso palla ma non la pericolosità delle azioni da gol.

Sulle fasce meglio Alvarez/Maicon sulla destra che hanno saputo creare qualche pericolo: l’argentino ha spesso tagliato verso il centro mentre il brasiliano ha potuto sfruttare lo spazio creato andando al cross (impreciso); dall’altra parte invece prima Zanetti ha lasciato Zarate sempre solo poi Nagatomo ha sempre provato la sovrapposizione ma non è quasi mai stato servito da Maurito, tuttavia è stato creato troppo poco e con poca precisione per poter provare a vincere la partita.

Anche la partita di Sneijder al rientro non ha lasciato il segno ed è grande il sospetto che non si sia giocato con la grinta necessaria per una squadra che a parole dice di puntare ancora al terzo posto.

Alla fine il migliore in campo è Julio Cesar che al 68° para il rigore tirato da Ljajic e lascia le speranze alla matematica che grazie al gol di Bojinov ancora non ci condanna.

L'acchiappasogni

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