Una ventata d’aria fresca

Andrea Stramaccioni si sta prendendo l’Inter.
E non è questione di risultati, di gioco, di schemi, di terzi posti o di chissà quale altra banalità. Qui parliamo di empatia, di carattere, di essere riconosciuto come la guida di questa squadra.
E’ per questo che dico che, lentamente ma inesorabilmente, Andrea Stramaccioni si sta prendendo l’Inter.

Già durante la settimana avevo assistito, con non poco stupore, alla “benedizione” del Capitano e alla fiducia espressa da Cambiasso. Oggi, poche ore fa, è arrivata una delle più belle conferenze stampa da un paio d’anni a questa parte. Forse la migliore in assoluto.

Sincerità.
E’ questo quello che abbiamo sempre chiesto alla Società, in questa stagione ma non solo. Lo abbiamo detto e scritto in tutti i modi: sul blog, tra i commenti, persino ai microfoni di Inter Channel. Sincerità. Meritiamo una Società e un allenatore che ci dicano esattamente come stanno le cose, perchè noi non siamo gente che ha bisogno di leggere sulle magliette finti slogan, da cancellare per la vergogna appena si superano i confini nazionali. Noi non siamo quei tifosi che vogliono aprire il giornale e leggere di uno scambio Giovinco-Villa o Palladino-Cristiano Ronaldo. Noi vogliamo sincerità. Onestà. E’ per questo che, in fondo, non ci siamo mai presi con un tecnico sempre sorridente e sempre pronto a dare pacche sulle spalle a tutti, come Ranieri, che ci spiegava che Castaignos era un fenomeno, segnava due gol a ogni allenamento ma poi finiva irrimediabilmente in tribuna per lasciare spazio a Pazzini e Zarate.

Oggi Andrea Stramaccioni ha detto una cosa sconvolgente, nella sua semplicità: “Cambiasso gioca perchè è il migliore interno sinistro che ho“. Non c’è nazionalità, età, colore e razza che tengano: giocano i migliori. Giocano quelli che Andrea Stramaccioni reputa i migliori. Ci voleva davvero un esordiente per metterci la faccia in questo modo, senza alibi e scuse? Ci voleva davvero Andrea Stramaccioni per vedere finalmente un Allenatore vero?

Scelte nette, chiare, precise. Onestà. “E’ come un momento in cui non c’è italiano, non c’è età, non c’è colore della pelle, Stramaccioni deve cercare di vincere“. “A me è stato chiesto di vincere e io voglio, credo e devo aiutare con tutte le mie forze la squadra ad arrivare in Champions”. Semplice, lineare, conciso. Chiarissimo, su tutti i reparti e su tutti i giocatori.

DIFESA – L’argomento caldo è sicuramente Andrea Ranocchia, e alla inevitabile domanda sul difensore umbro Stramaccioni risponde direttamente a tutti quelli che avevano visto nel cambio Samuel-Nagatomo una sonora bocciatura per Ranocchia:

Sicuramente Andrea devo valutarlo da quando sono arrivato io, perché è giusto tenere in conto quanto successo prima, ma non farsi troppo influenzare. Io ho trovato un giocatore in crescita, che ha ritrovato continuità di allenamento. Con il Cagliari ha fatto una prestazione positiva, è una tipologia di giocatore importante per noi e per la Nazionale. Probabilmente per come stiamo giocando a destra lo preferisco abbinato a un difensore centrale con caratteristiche diverse da quelle di Lucio. Con Samuel lui è stato il partner perfetto. Andiamo a giocare con una squadra che ha perso la sua punta di peso e nella mia idea preferisco abbinare a Lucio un giocatore con caratteristiche diverse come Chivu, ma non è una valutazione su Andrea“.

Per chi ormai da un anno e mezzo sostiene che Ranocchia e Lucio -per caratteristiche fisiche, tecniche e tattiche- non possono giocare insieme, queste parole sono una boccata di ossigeno purissimo. Andrea Ranocchia è una alternativa a Lucio. Non a Samuel, non a Chivu, non a Cordoba: a Lucio. Non rivedremo mai più, secondo queste parole di Stramaccioni, l’improbabilissima e dannosa coppia centrale Lucio-Ranocchia: da oggi in campo solo uno dei due. Quale? Oggi Lucio. Domani, se ci sarà ancora Stramaccioni, probabilmente Ranocchia. Ma le responsabilità sono tutte dell’allenatore e, finalmente, l’Allenatore queste responsabilità se le prende:

Se Stramaccioni pensa di vincere con Lucio centrale o Ranocchia centrale è una responsabilità solo mia e me la prendo. Diverso è in sede di progetto. Io oggi voglio e devo mettere in campo l’11 migliore. E non tengo in conto nessuna di queste variabili. Sono d’accordo che quando andrai a programmare è giusto tenere in conto tutto questo. Io non sono il progetto. Io sono colui che è stato chiamato per cercare di fare il meglio possibile e mi assumo tutte le responsabilità di scegliere chi deve giocare per arrivare a questo obiettivo”.

CENTROCAMPO – Il problema dei problemi, anche qui, ha un nome e un cognome: Wesley Sneijder. Quello che Gasperini voleva cedere ad ogni costo, quello che ha scombussolato i piani di Ranieri…quello che ha portato l’Inter a vincere tutto e l’Olanda ad un passo dal diventare Campione del Mondo, insomma. Problema? Non per Stramaccioni:

Io rispetto le idee di tutti quindi non faccio paragoni con chi mi ha preceduto. Un giocatore come Sneijder non è un problema assolutamente, anzi è una tipologia di calciatore che nella nostra batteria di calciatori di qualità ha caratteristiche uniche. Il problmea non è Sneijder ma come sta Sneijder, perché per me è una risorsa recuperata. Dal punto di vista tattico non è un problema perché per me è importante avere giocatori di qualità alle spalle della punta, poi se sono uno, due, o tre, sull’esterno o sull’interno verrà valutato partita per partita. Il problema è capire quanti minuti ha, come sta, ma io l’ho visto molto bene”.

Cambiasso gioca perchè, come già detto “è il migliore interno sinistro che ho”. Alvarez tra i tre di centrocampo? “Sicuramente non nel breve periodo, è un’ipotesi non esclusa. Nel 4-3-3 no, nel 4-2-3-1, alle spalle della punta, decisamente sì”. E Guarin? “Sta raggiungendo la condizione migliore con cui stiamo facendo preparazione anche fuori dal campo. Ci stiamo lavorando. Sicuramente in queste tre partite ravvicinate darà il suo contributo”.

ATTACCO – I due nomi sono sempre i loro: Milito e Pazzini, Pazzini e Milito. Tutto ruota intorno a loro. Si aspettava un Milito così, Stramaccioni? E Pazzini troverà spazio?

Giudicare Milito…pure mia nonna ti può dire che 6 gol in tre partite manco nei miei sogni. Giampaolo sta benissimo, si allena bene ed è motivato. Io e l’Inter abbiamo una grande fortuna: giochiamo con una punta e io devo fare delle scelte, ma scelgo tra due grandissimi attaccanti. E Giampaolo di sta allenando da professionista esemplare anche se gli ho preferito il compagno e quando è stato chiamato in campo ha sempre dato il suo contributo. E questo dimostra che giocatore ma anche che uomo è”.

Semplicità. Chiarezza. Onestà nelle scelte e onestà nel comunicarle. E’ con queste armi che Andrea Stramaccioni si sta prendendo l’Inter. Armi che lui può permettersi di usare per un motivo molto semplice: perchè con onestà e chiarezza parla del suo lavoro, dei suoi obiettivi, di ciò che si prefigge di fare. Senza nascondersi dietro a un dito, senza cercare alibi e senza riempire le risposte di parole vuote e prive di senso, come alcuni suoi predecessori. Dopo tre partite esce allo scoperto, Stramaccioni, e mette sul tavolo la fotografia del suo traguardo:

“A me è stato chiesto di vincere e io voglio, credo e devo aiutare con tutte le mie forze la squadra ad arrivare in Champions. E’ il nostro obiettivo, non ci nascondiamo, non facciamo tabelle, ma ci proviamo. Io ho deciso da quando sono arrivato di giocare con il mio gioco e vedere sul campo il valore di alcuni calciatori che io conoscevo solo da dietro la siepe o in tv. Io vedendo gli allenamenti e il campo cerco di mettere in campo l’inter migliore, senza un occhio di riguardo alla carta d’identità. Punto. Detto questo che tra due giocatori con dieci anni di differenza e lo stesso rendimento, un allenatore scelte magari di fare una scelta di investimento. Noi dobbiamo fare risultato: se penso che si possa fare risultato con Zanetti metto in campo Zanetti; se penso che si possa fare con Obi, metot in campo Obi. I ragionamenti sul futuro non dovete per ora farli con me, magari spero li potrete fare con me.

Mancano 6 partite e abbiamo visto come è cambiata la classifica in tre partite. Quando sono arrivato il terzo posto era un miraggio. Adesso ci crediamo. Però profilo basso, lavoro, ho chiesto ai ragazzi di parlarne poco, come faccio io, profilo basso ma ci crediamo”.

Profilo basso, poche parole, molto lavoro. Si passa a parlare della sistemazione della fase difensiva, si parla di imprinting, di dettagli, di possesso palla, di automatismi per acquisire i quali ci sarà bisogno di tempo. Tempo che, continuando di questo passo, Stramaccioni potrebbe avere in abbondanza: perchè lui sta costruendo la sua Inter, e la sua Inter inizia a seguirlo con sempre maggiore convinzione.

Solo su una cosa mi tocca dissentire, Mister. Ad un certo punto in conferenza stampa tu dici: “i cavalli si giudicano all’arrivo“.
Io, invece, come Bob De Niro in C’era una volta in America penso che i cavalli vincenti si vedano alla partenza.
E, te lo confesso, uno mi sembra di averlo ora davanti agli occhi.

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.