A testa alta

Il calcio italiano banchetta ormai lautamente con la retorica della testa alta. “Testa alta” è il mantra di qualsiasi sconfitta, di qualsiasi situazione avversa. Basta non prenderne sedici e provarci un po’, ed il mantra inizia ad essere ripetuto.

Finisce la partita e sono tutti lì che aspettano l’inizio della trasmissione, agguerriti. Si guardano negli occhi con aria di sfida. Le mani pronte a scattare. C’è una leggera penombra, ed ognuno si guarda intorno con sospetto, un ghigno sulla bocca, le sopracciglia aggrottate. Appena la sigla termina, schiacciano il pulsante per prenotarsi, con velocità inaudita.

– Buonasera e benvenuti a Novantesimo Cham..

TESTA-ÀLT!!!!!!, dicono tutti in coro, a velocità supersonica, quasi cadendo dalle sedie.

Sono in apnea da decine di minuti, i muscoli ed i nervi tesissimi.

– Allora Marino che ne pensi di questo Nap

– TESTA-ÀLT!!!!!!

Un urlo strozzato, che attraversa lo studio come un fulmine, che spettina Paola Ferrari, che scuote il baffo di Bartoletti.

Un paio d’ore prima, durante la partita. Dopo trenta secondi di gioco una buona azione, conclusa con un tiro a lato. E’ già tempo di

– TESTA-À..

arriva uno da dietro e gli mette un fazzoletto in bocca, ma non basta e devono legarli. I commentatori urlano, si dimenano, perché devono dirlo, devono dire dove sta questa testa.

Me li vedo a casa, in settimana, che si allenano per riuscire ad essere i primi a dirlo nel dopo-partita, in studio. Passeggiano davanti allo specchio, con aria noncurante, poi all’improvviso si voltano di scatto con un movimento repentino e urlano

– TESTA-ÀLT!!!!!!

come De Niro quando chiede se dici a lui, se stai parlando con lui, e poi sfodera la pistola.

La loro pistola è un grido, un urlo che fende l’aria: mentre lo lanciano, fanno pure uno scatto in avanti col collo, per dare enfasi.
Camminata sciolta, fare guascone, poi ad un certo punto giro sui tacchi, sguardo di ghiaccio, indice puntato e

– TESTA-ÀLT!!!!!!

La notte si svegliano di soprassalto, fradici di sudore. Balzano a sedere sul letto, ancora col fiatone, poi scendono e iniziano a correre per la casa con le mani nei capelli, urlando a squarciagola.

– ALTAAAAAA!!!!!! ALTAAAAAA!!!!!!

 

Se prima, per negare l’evidenza, la testa si metteva sotto terra, ora la si innalza quanto più in alto possibile; si inarca il collo, si fanno schioccare le vertebre.

Alla fine, però, che la la si metta sotto terra o per aria, questa testa si fa di tutto per non tenerla in superficie, e vedere quello che realmente ci circonda.

 

 

Quanto cazzo sono profondo

About Grappa

Il mio sogno è vedere Klopp a San Siro con una tutaccia nerazzurra che si fa espellere ad ogni partita per aver staccato la testa al quarto uomo. Passo il mio tempo a ciarlare di santoni calcistici o presunti tali, ma in realtà mi ispiro a Fassone. Inoltre faccio una carbonara che te dico fermate.