Sun Tzu e il calcio

“L’arte della guerra” di Sun Tzu è uno dei testi più citati e probabilmente meno letti della storia dell’umanità. Mantengo questa ferma convinzione perché se davvero manager e politici seguissero gli insegnamenti di Sun Tzu (o Sunzi) il mondo non sarebbe messo così male, ma questa è un’altra storia.

Io mi sono preso la briga di leggerlo e vorrei provare ad applicarlo al calcio, che ben si adatta perché, come la stragrande maggioranza degli sport di squadra ha molto in comune con le manovre militari. In particolare mi interessa sfruttare l’opera del grande maestro di strategia della antica Cina per parlare di tattica e provare a confutare un tormentone che ultimamente si ripete ossessivamente sui giornali e in televisione: “il bel gioco offensivo del Barcelona”.

Personalmente non ho mai amato il titic-titoc (cit.) dei Blaugrana, ancora meno lo sopporto se penso che, per inseguire la chimera del bel gioco di cui loro sono sedicenti portabandiera, il nostro Presidentissimo Moratti, impossibilitato a raggiungere il guru Pep Guardiola, si è fatto convincere dai suoi consiglieri ad assumere prima Benitez e poi Gasperini e nel mezzo scegliendo di sua iniziativa Leonardo, l’inventore di quello sfavillante modulo battezzato 4-2-fantasia dalli Zio Fester. Non riesco a togliermi dalla testa che la volontà suicida di inseguire un tipo di gioco così manifestamente inadatto alle caratteristiche, e ai polmoni, dei nostri giocatori non abbia fatto altro che accelerare il declino della squadra Campione di Tutto.

Proverò dunque a farmi aiutare da Sun Tzu nel tentativo di confutare la convinzione diffusa che il Barça giochi un calcio superoffensivo.

Dice Sun Tzu:

  • l’invincibilità sta nel sapersi difendere, e la possibilità di vincere sta nel saper attaccare
  • l’abile guerriero si attesta quindi su posizioni di imbattibilità e non perde occasione di sottomettere l’avversario. Un esercito vincente cerca di assicurarsi la vittoria prima ancora di combattere sul campo, mentre un esercito perdente insegue invece il successo partendo dallo scontro diretto

Il calcio è una battaglia spesso vinta da chi riesce a occupare il campo e sa muoversi meglio negli spazi a disposizione. In questo il Barcelona è veramente maestro, mantenendo il controllo della quasi totalità del campo e mantenendo tutta la squadra compatta. Da questo risulta una compagine difficile da attaccare perché non si trova quasi mai uno dei loro giocatori da solo, anzi molto spesso il supporto è vicinissimo. Parlando dunque di una squadra che di fatto sembra essere quasi imbattibile è possibile che riesca ad esserlo derogando alle basilari regole della tattica militare? Non mi sembra possibile.

Dice ancora Sun Tzu:

  • Chi sa far muovere l’avversario lo costringe ad adattarsi alla propria disposizione, e gli offre qualcosa che non può non prendere
  • L’abile guerriero fa quindi in modo che gli altri vengano a lui ed evita il contrario
  • Per attaccare con la certezza si attacchi ciò che non è difeso

Se insieme a queste frasi consideriamo che nel calcio esiste una sola arma, una sola risorsa per attaccare, il pallone risulta evidente che la prima tattica del Barça consiste nel tenerlo sotto controllo per la maggior parte del tempo, facendolo girare per vie orizzontali tra la metà campo e la 3/4 avversaria. Di fatto nasconde agli avversari l’unica arma d’offesa utile a conseguire la vittoria. Confondere questa fase di gioco dei Blaugrana con l’attacco è lecito, a patto di non considerare un errore l’assimilare il possesso di palla con la fase offensiva. Quello che stanno realmente facendo è difendere la risorsa più importante in gioco. In più, nel compiere questa operazione il Barcelona occupa al meglio tutti gli spazi disponibili in campo con una formazione compatta e linee vicinissime.

Il vero capolavoro, tuttavia, consiste nella provocazione dell’avversario che viene tentato ad abbandonare le proprie posizioni nel tentativo di recuperare il pallone. È proprio in questo momento che, seguendo le affermazioni di Sun Tzu, il Barça passa alla vera fase di attacco. Lo spazio lasciato vuoto dagli avversari viene immediatamente attaccato con verticalizzazioni rapidissime e precise. Come detto si tratta di azioni velocissime che durano pochi secondi e solo qualche passaggio. Se l’azione non si conclude con il gol e la palla viene persa cercheranno immediatamente di recuperarla con un pressing molto alto sugli avversari, volto a recuperare quanto prima il dominio del campo. Se invece il possesso di palla viene mantenuto la sfera ricomincia a girare per vie orizzontali fino a quando non si ripresenta l’occasione per attaccare lo spazio in verticale, sfruttando la confusione, il nervosismo e la frustrazione degli avversari.

Una perfetta difesa alla Sun Tzu. Non ditemi che giocano in attacco, per favore…

About Fonz77

Milanese per nascita e per convinzione. Interista nel sangue da generazioni da parte di madre, mio padre ne sa talmente di calcio che crede che giochi ancora Mazzola... Sono il cümenda del blog, in carne e spocchia. Apostolo del culto José e sempiternamente vedovo dello Special One.