I soliti pensieri, le solite tentazioni, le solite paure

La notizia che ha animato un anonimo (eccezion fatta per Coppa Italia, manifestazione che non ci riguarda più e recuperi di campionato) mercoledì di metà Febbraio ha fatto il giro del mondo in pochissimo tempo, e parla delle dimissioni di Fabio Capello da commissario tecnico dell’Inghilterra, a seguito della scelta di F.A. di togliere la fascia di capitano dal braccio di John Terry (da sempre uno dei capisaldi della nazionale sotto la gestione del tecnico friulano) dovuta ai presunti insulti a sfondo razziale che il giocatore del Chelsea avrebbe commesso nei confronti di Anton Ferdinand, difensore del Q.P.R.  Terry non è nuovo a uscite “malsane” come questa, tutti noi ricordiamo infatti gli scandali di due anni fa, incentrati sul presunto triangolo amoroso Terry – Bridge  – Vanessa Perroncel (compagna fedifraga del terzino). Se in passato Capello dichiarò di non avere intenzione di concedere al centrale la fascia di capitano per tutto il corso della sua gestione, ora il tecnico di Pieris lascia la guida dei Tre Leoni proprio in seguito ad una decisione pressochè identica della Football Association. Evidentemente John Terry non risponde a dei determinati standard morali necessari per poter essere portavoce della squadra, e più in generale di una nazione orgogliosamente (ai limiti del morboso) attaccata alla propria nazionale.
Sarebbe curioso soffermarci su chi potrebbe prendere il posto del buon Terry, visto che non si contano molti “ragazzi casa chiesa e campo di calcio” dalle parti di Sua Maestà (a parte forse Lampard, tutti i giocatori più rappresentativi, come Rooney o Ferdinand, hanno avuto in tempi più o meno recenti moltissime critiche riguardo la loro vita extra-calcistica), ma in verità la notizia che riguarda più da vicino il mondo Inter è che Fabio Capello si trova finalmente senza un contratto professionale.

Chi mastica calcio è al corrente dell’inseguimento, vero o presunto, tra Massimo Moratti ed il tecnico italiano. Inseguimento che ad oggi sembra stia durando da più di un lustro, con alti e bassi, minimi e massimi, come in ogni storia duratura che si rispetti. Per la verità la rincorsa non è stata portata a termine sia per condizioni spaziotemporali (nei momenti in cui all’Inter sarebbe servito un allenatore di nome e sostanza, Capello si trovava spesso a volentieri alle prese con contratti multimilionari e clausole altrettanto onerose) sia per una sorta di riluttanza più o meno esplicita del tecnico ad allenare l’Inter dopo aver difeso i colori di Milan, J*** e Roma. I famosi fatti del 2006 hanno poi certamente raffreddato il possibile coinvolgimento del generale Capello, da sempre in prima linea quando si tratta di difendere l’operato suo e della società bianconera negli anni che precedono i famosi reati commessi da Moggi & co.
Un matrimonio che non s’ha da fare, si direbbe quindi senza esitazione. In realtà il discorso non è così semplice, perchè sia Massimo Moratti (e di conseguenza l’Inter) sia il tecnico di Pieris si trovano in una situazione per cui un forte rilancio di ambizioni servirebbe come il pane.
 La nostra condizione la conosciamo bene. Conosciamo bene la nostra posizione di classifica, il valore della nostra rosa, l’età media dei titolari e la forza delle riserve. Conosciamo bene il valore di un buon tecnico (seppur non eccezionale) come Claudio Ranieri, sappiamo come sia importante raggiungere il terzo posto per non smembrare anche lo scheletro, corroso e ferito dai chilometri e dagli anni, di una squadra che due anni fa ha vinto tutto. Sappiamo anche quindi che il raggiungimento dell’obiettivo minimo dei preliminari di Champions sia l’unica conditio sine qua non affinchè la tanto sospirata rincorsa tra i due possa andare a buon fine.

Dopo tre anni e mezzo di lavoro con l’Inghilterra (e per la verità senza aver ottenuto tutti questi risultati) infatti, anche le quotazioni di Capello sono fortemente a ribasso nel mercato calcistico internazionale. Ecco allora che un ritorno a Milano (Roma e J*** non hanno intenzione di effettuare movimenti in panchina avendo intrapreso un progetto a medio-lungo termine con Luis Enrique e Conte, così come il Barcelona, il Bayern e presumibilmente anche il Real per quanto concerne l’estero. Presupponendo uno scarso appeal in Inghilterra, al sergente Capello rimarrebbe l’opzione Inter ai preliminari di Champions, a meno che non voglia aspettare un’improbabile sostituzione di Allegri al Milan), sponda nerazzurra potrebbe essere l’unica strada praticabile per tornare ad allenare in tempi brevi.
 Già, perchè anche con il terzo posto raggiunto (e sappiamo come la cosa non sia così scontata) la panchina di Ranieri non è affatto salda. La storia ci insegna come Moratti sia disposto a coccolare gli allenatori di cui si è sportivamente invaghito in misura estremamente diversa rispetto agli altri (ricordiamo Leonardo ed in precedenza Mancini, chiamato al posto del povero Zaccheroni nonostante il conseguimento degli obiettivi stagionali), ed un arrivo di Capello all’Inter significherebbe presumibilmente una mole di investimenti come non se ne vedono da anni dalle parti di Via Durini.

Sia chiaro, ad oggi l’arrivo del tecnico alla Beneamata non è niente di più di una ventilata ipotesi futura, ma è chiaro che la notizia del suo addio all’inghilterra avrà fatto drizzare le antenne a più di un tifoso nerazzurro. Tifosi che molto probabilmente si divideranno in due: da una parte coloro molto restii (per usare un eufemismo) ad immaginare la nostra squadra guidata da uno degli storici nemici di questi colori, sia per ragioni etiche che storiche (l’esempio lippiano penso sia il più calzante del mondo), dall’altra coloro che accetterebbero di buon grado l’arrivo di un tecnico pluridecorato e vincente, bene o male, ovunque sia andato. Il probabile (nell’eventualità) ritorno di un Moratti in grande stile, con tanti saluti al fpf e correlati, la scelta di un tecnico nei giusti tempi (cioè prima della metà del mercato estivo), un probabile mercato atto a soddisfare le pretenziose volontà di Fabio Capello, sarebbero più che auspicabili, possibili. Difficile (per non dire impossibile) sarebbe vedere infatti Capello alla guida di un’Inter con le potenzialità pari a quelle della squadra attuale.

Il gioco vale la candela?

Nel dubbio, la cosa migliore è, secondo noi, non dare troppo ascolto a quello che forse potrebbe avvenire in futuro. La condizione essenziale per poter avere questo genere di dubbi è una sola, e passa per la qualificazione alla prossima Champions. La strada sarà dura, durissima, ma non impossibile da superare. Ecco perchè, Capello sì o no, l’unica cosa sensata da dire in questi casi è: Forza Claudio.

About Vujen

Classe '85, marchigiano, ex-petroliere in carriera e musicista fallito. Appassionato di fotografia, Balcani e di calcio straniero, specialmente francese. Non ha mai visto l'Inter vincere al Meazza. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff.