I motivi di una rinascita sorprendente (anche per me)

Dal rientro, pressoché contestuale, di Maicon e Thiago Motta è tutta un’altra Inter. Un conto è giocare con Castellazzi e Jonathan, un conto con Julio Cesar e Maicon; si sono seduti in panchina Zarate, Obi e Ranocchia, e per far rifiatare la squadra, non c’è niente di meglio del palleggio di Motta (quando non perde palloni per pura superbia).

Seconda variabile, la condizione atletica: l’Inter delle prime 9 partite (fino a Catania) aveva dei crolli vertiginosi, si era fatta rimontare e superare in più occasioni (6 gol fatti, 15 subiti nei secondi tempi). Il ripristino della muraglia Lucio-Samuel, e la maggiore tenuta atletica hanno consentito di invertire questa statistica: 14 gol fatti, 5 subiti, le ultime quattro trasferte (Siena, Genoa, Cesena, derby) risolte tutte con il minimo scarto e un gol nel secondo tempo.

Terzo: sistemata la difesa – 18 gol subiti nelle prime nove partite, 9 nelle dieci successive, appena uno (Muriel) nelle ultime sei – Ranieri ha ritrovato Milito. Ciò è avvenuto in non casuale coincidenza con la fine del girone di Champions. Poter giocare una volta a settimana allunga la carriera a campioni come Milito, Cambiasso, Samuel, Lucio, Maicon… quanto a Zanetti, è uno strepitoso diesel mai scalfito da infortuni muscolari, spero venga a sua volta “gestito” fin dall’immediato futuro.

Ora, infatti, si torna a giocare due volte a settimana, e sono leciti i dubbi. Nel derby, erano in campo otto undicesimi della squadra del triplete, più Chivu e Sneijder che sono subentrati: una fortunata coincidenza che potrà ripetersi rare volte (sperabilmente nelle partite più importanti).

Il progressivo rientro di Sneijder e Forlàn sarà utilissimo in fase offensiva (il mio assetto ideale è un 4-2-3-1 con Sneijder, Forlàn e Alvarez alle spalle di Milito), ma la protezione della difesa può soffrirne. L’infortunio di Stankovic rende ancor più urgente l’acquisto di un centrocampista subito pronto (altro che Tevèz).

Bravo Ranieri a riaggiustare un giocattolo prezioso, e a parlare di Zona Uefa da consolidare prima di attaccare la Zona Champions. Per chi subisce 6 sconfitte in poco più di mezzo girone d’andata, lo scudetto è un miraggio impronunciabile, ma “girare” a quota 35 metterebbe a fuoco anche il miraggio. (Sempre che a Thiago Motta smettano di annullare gol validi e che alla Juve ogni 3 falli di mano in area fischino un rigore contro).

PS: su You Tube trovate la radiocronaca di Repice: ascoltate la lunga “ooo” che chiude il nome di Milito al momento del gol, e vedrete se non vi torna in mente la primavera del 2010.

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Nel frattempo continueremo a scrivere i nostri post (eh già, brutto colpo eh?).

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About Taribo59

Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.