Milan 0 – Inter 1

Io giuro che a un certo punto ho anche provato a dormire, ma poi mi sono svegliata nel mezzo della notte e, ancora sotto gli effetti della goduria post derby, ho buttato giù un paio di pensieri. Perché secondo me dopo un derby non si possono scrivere post tecnico-tattici, dopo un derby vinto così da “sfavoriti” ancora meno. Cioè seriamente, come si fa a razionalizzare una gioia infinita che dura una vita? Io ancora non lo so, ma un paio di cosine da dire le avrei.

Curva Nord: uno sforzo coreografico straordinario, appena trovo un video lo posto, perché l’alternata è una cosa che va vista. Per la cronaca, il web sta impazzendo di complimenti. Bravi. E ricordatelo sempre: cantate, stronzi!

Coreografia alternata, a contrastare un muro incolore "diversamente fantasioso".

Julio Cesar: una prestazione perfetta, una sicurezza finalmente ritrovata. Un paio di parate che hanno salvato il risultato e che ci hanno fatto godere come al goal. Ciao Julione, ben ritrovato.

Maicon: non c’è niente da fare, è lui che decide SE e QUANDO. È inutile che gli si gridi tutti di saltare l’uomo. Lo farà solo se e quando gli sembrerà opportuno. E se ne avrà voglia. Oggi ha fatto anche un bel lavoro difensivo.

Lucio: ieri sera incredibilmente pulito e diligente. Le volte che si è spinto oltre la linea di centrocampo lo ha fatto senza compromettere la fase difensiva. E per questo le mie coronarie ringraziano sentitamente.

Samuel: boh, ecco, se uno lo chiamano The Wall tutta la carriera un motivo ci sarà. Ibra magari l’inglese non lo mastica, allora lui -gentilissimo- gli fa i disegnini: da qui non si passa.

Nagatomo: parte timidissimo, a dire il vero non può fare altrimenti, visto che i primi 10-15 minuti si gioca praticamente solo sul lato opposto. Cresce nel corso della partita, fa un paio di cappellate che non si vedevano dai tempi di Gasperini, ma tutto sommato prova anche a buttarla in rete.

Zanetti: ormai con ieri sera le ho viste tutte. Zanetti. Cross. Milito. Goal. Lucida, non credo ci siano altre parole per la prestazione del Capitano. Quello bollito, quello della gang, quello che ormai entra in campo solo perché lo ha deciso Cambiasso. Eh, già…

Tiago Motta: io solitamente devo farmi forza per sopportarlo. Lo so, lo so “è un giocatore della madonna”, “meno lo noti, meglio sta giocando”, blablabla. Io non riesco ad amarlo. Ma ieri sera, Fonz mi è testimone, non ho avuto niente da dire. Anzi. Son cose.

Cambiasso: prestazione sottotono rispetto alle ultime partite, meno attento in difesa e qualche errore di troppo. Però è in un periodo positivo e non me la sento di pensare che sia tornato nell’abisso.

Álvarez: anche lui un po’ spento come Cambiasso, ma d’altra parte gli avete rotto talmente tanto i cabbassissi, che il derby era la partita giusta per farsela un po’ sotto. Vi farei anche notare che non “si è mangiato un goal a porta vuota”, ma ha tentato di far filtrare la palla sotto le chiappe di Abbiati (probabilmente sa che è uno che si fa uccellare in questo modo) ma Abbiati stavolta è abilissimo a portare avanti a terra il ginocchio destro e a evitare la figura di merda. Si chiama grande parata. Ah no, scusate, cancellate tutto. Álvarez è una pippa clamorosa.

Milito: per la seconda partita consecutiva riesco a far partire il coro “…ed è la Nord che te lo chiede, Diego Milito facci un goal” con l’orgoglio di chi dal carro non è mai scesa, nemmeno per prendere i Grisbì alle soste in Autogrill. Fatevi un’esame di coscienza e dopo aver detto la frase di rito “eh ma le parole dopo la finale di Madrid” ditemi se non sia perfetto aver vinto un derby con un SUO goal. Si sbatte talmente tanto per tutta la partita che è ovvio che sia tornato IL Principe.  Quello scemo che va in giro con scritto Prince sulla maglia cambi subito il nome.

IL Principe Milito

Pazzini: per me la nota stonata. Io non ce la faccio più e no, non salirò su nessun carro. Cerca in maniera irritante falli come se fosse Inzaghi, ma è meno convincente. Anzi, più ci prova, più si innervosisce e reagisce. Il fallo ormai lo fa lui, quando non perde palla. Più lento del solito, appesantito, anche un po’ triste. Le vacanze di Natale ce l’hanno ridato con un culone-zavorra di cui farei volentieri a meno. Per me ora è da panchinare. Nonno, fallo lottare per la titolarità. Male non gli può fare.

Ranieri: Nonno, hai ragione tu. Punto.

Gasperini: sì, ecco, non posso tagliarlo fuori perché scrivendo mi sono resa conto che i momenti di sfiducia in Julio Cesar, i cali di Cambiasso e Zanetti, l’involuzione di Nagatomo, corrispondono al suo periodo. Il suo periodo ci ha anche “regalato” un Milito spento, quando non era infortunato, proprio lui che in teoria doveva tirare fuori il meglio grazie al “suo” allenatore. Non so nemmeno come sia possibile averlo fatto ed è ovvio che non si possa tornare indietro, ma ci tengo che ci sia anche lui qui a ricordare alla società che Ranieri era libero quando Gasperini il gobbo è stato ingaggiato.

chi non salta rossonero è

About Miss Green⁵

Sono nata e cresciuta all’ombra dello stadio, nel piazzale ho imparato ad andare in bici e in motorino. Da piccola dicevo che Malgioglio era mio padre, si somigliavano molto.