Inter – Udinese 0 – 1

Formazioni:

Inter: 1 Julio Cesar; 4 Zanetti, 23 Ranocchia, 25 Samuel, 26 Chivu (35′ st Stankovic); 37 Faraoni (17′ st Zarate), 8 Thiago Motta, 19 Cambiasso, 11 Alvarez (1′ st Nagatomo); 7 Pazzini, 22 Milito

Udinese: 1 Handanovic; 17 Benatia, 5 Danilo, 32 Ferronetti; 8 Basta, 3 Isla, 66 Pinzi, 20 Asamoah, 27 Armero; 25 Torje (17′ st Floro Flores); 10 Di Natale (46′ st Ekstrand)

Ranieri dopo essere riuscito a collezionare 2 vittorie consecutive, decide di cambiare lo schema con due ali larghe e una sola punta per proporre un classico 442 con Milito e Pazzini davanti e Alvarez e Faraoni sulle fasce.

Il primo tempo trascorre lento, l’Inter controlla il possesso palla ma fatica a rendersi pericolosa con dei cross dal fondo, succede qualcosa a destra dove Faraoni è molto diligente e disciplinato nel suo ruolo, Alvarez invece non riesce a rimanere largo sulla sinistra e si accentra sempre, finisce così per occupare le zone che dovrebbero essere di Cambiasso o di una delle due punte rendendosi poco utile alla causa.

L’Udinese è come sempre molto attenta in copertura e pronta a colpire tutte le volte che i nostri perdono palla, le occasioni capitano sui piedi di Torje, Di Natale e Armero soprattutto nella prima metà del primo tempo, poi le palle perse dimuiscono e di conseguenza anche le occasioni Friulane.

L’Inter crea qualche pericolo con Milito che in una occasione tira alto dai 16 metri, in un’altra mette Motta solo davanti ad Handanovic che blocca il debole tiro e con Zanetti, sempre dal limite dell’area, troppo poco però per una squadra che deve assolutamente vincere questa partita. La manovra è sempre molto lenta per cui non troviamo mai i difensori dell’udinese fuori posizione, inoltre i due esterni non hanno la capacità di saltare l’uomo e creare la superiorità numerica per cui il muro bianconero regge senza troppi problemi.

L’idea di gioco, nonostante il cambio di formazione rimane quello delle ultime partite: tenere il ritmo basso con il possesso palla senza scoprirsi troppo viste le difficoltà a recuperare le posizioni difensive, davanti poi qualcosa si spera che succeda.

All’inizio del secondo tempo Ranieri mette Nagatomo al posto del deludente Alvarez, è difficile pensare che il giapponese possa fare peggio ma anche che la partita possa essere risolta da una sua giocata, Guidolin non cambia nessun giocatore ma chiede ai suoi di stare un po’ più alti e di pressare di più.

Il tecnico tifoso dell’Inter indovina la mossa e i bianconeri diventano padroni del campo, annullano i rifornimenti a Pazzini e Milito e ripartono sempre più velocemente, dal canto suo l’Inter non riuscendo a controllare il possesso del pallone è sempre più lunga e sfilacciata.

Ranieri inserisce Zarate al posto di Faroni e passa al 4312 chiedendo al nuovo entrato di farsi dar palla tra le linee per poi servire i due attaccanti, il risultato è che la pressione dell’Udinese cresce ancora di più e le occasioni aumentano sia in quantità che in qualità: prima Isla in contropiede solo davanti a Julio Cesar ci grazia passando il pallone a Di Natale in fuorigioco, 5 minuti più tardi ancora in contropiede il cileno servito da Floro Flores fa tutto da solo e realizza il gol dello 0 a 1.

Siamo al ’73 e Handanovic non si è ancora sporcato i guanti.

Entra Stankovic per Chivu per provare a mettere un po’ di pressione e alzare un po’ il baricentro della squadra: nuovo contropiede, Zanetti si fa sorprendere dal più veloce Asamoah e lo atterra in area, il capitano già ammonito viene espulso e salterà così la sua prima partita di campionato sabato prossimo. Di Natale va sul dischetto e Julio Cesar para regalandoci ancora 5 minuti di speranza. Samuel si porta in attacco e nella confusione generale Milito trova il rigore per un fallo di Ferronetti che viene ammonito per proteste.

Pazzini si incarica dell’esecuzione del tiro dagli undici metri ma al momento di calciare scivola e tira alto.

Siamo così a 14 punti in 12 partite: le assenze si fanno sicuramente sentire, i problemi del centrocampo sono noti e la soluzione non sembra a portata di mano. Che fare?

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.