Grappa e Vinci Superstar

Per chi fosse curioso. Per chi fosse arrapato. Per chi fosse malato. Per chi fosse bramoso della sua pungente comicità, della sua ironia, del suo accento toscano, delle spaventose dimensioni dei suoi organi riproduttivi, della sua barba fuoriluogofuoritempo, ecco in esclusiva (ma anche no) l’intervista realizzata dal buon Roberto Monzani al nostro grande Grappa e Vinci, l’unico uomo in grado di apparire fuori luogo anche sotto le coperte del suo stesso letto, figuriamoci in una trasmissione televisiva.

Dopo una prima parte di trasmissione incentrata sulle ormai celeberrime avventure del circolo più esclusivo del centro Italia tutto, con tanto di immedesimazione parziale dello stesso Grappa nei panni del famoso “Lehalo”, al nostro buon amico cala la palpebra per, più o meno, tutta la seconda metà della trasmissione (evidentemente i sei etti di fagioli all’uccelletto mangiati per merenda iniziavano a svolgere il proprio compito), e proprio quando gli spettatori stavano ormai inziando a pensare ad un blogger distrutto dalla fatica a causa della stabilizzazione di una connessione audio-video degna delle più segrete grotte pakistane, eccolo risalire in cattedra sciorinando considerazioni tecnico tattiche degne del Fabio Capello più trucido ed annoiato mai visto negli ultimi venticinque anni.
Ci scusiamo con l’amico Monzani per l’indegno spettacolo offerto dal nostro blogger a nome “Bauscia Cafè”, ma si sa, i cavalli di razza sono così, non si possono ammorbidire, non si possono civilizzare. Il talento risiede nella loro anomalia, nella loro specificità, tra un pelo della barbetta e l’altro. E noi non vorremmo mai affievolire tutto ciò.
In attesa di nuove pèrle stilistiche, ecco a voi, ladies and gentlemen, il meglio del meglio, il più del più, il diviso del diviso, il nostro Grappa e Vinci! (applausi scroscianti virtuali).

About Vujen

Classe '85, marchigiano, ex-petroliere in carriera e musicista fallito. Appassionato di fotografia, Balcani e di calcio straniero, specialmente francese. Non ha mai visto l'Inter vincere al Meazza. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff.