E’ crisi Inter!

Ebbene si, stavolta è vero. Dopo anni in cui tv e giornali l’hanno invocata a gran voce, per la loro felicità (e non solo), la crisi pare essere arrivata sul serio. D’altra parte è un po’ come vantarsi di aver previsto la pioggia dopo averne puntualmente annunciato l’arrivo ogni mattina. Giocoforza, prima o poi, si avrà ragione. La partenza stentata e una posizione di classifica inusuale stanno alimentando il pessimismo anche tra le fila dei tifosi interisti. Quali sono le cause che hanno portato a questa situazione? A mio modo di vedere ci sono una serie di fattori che hanno negativamente influito sull’inizio di stagione.

 

La scelta dell’allenatore – Col senno di poi, l’ingaggio di Gasperini è stato un errore colossale. Il tecnico di Grugliasco, per svariati motivi, non è riuscito a dare un’identità alla squadra e, al di la dei moduli e del sistema di gioco, è stato incapace di risolvere anche i più piccoli problemi di ordinaria gestione. Per lui resta l’attenuante di non aver ottenuto quanto richiesto in sede di mercato, scusante abbastanza debole però per giustificare cinque sconfitte e un pareggio nelle sei partite ufficiali nelle quali ha guidato l’Inter. Con l’arrivo di Ranieri, che non ha la bacchetta magica, le cose sono un po’ migliorate, ma di fatto si sono buttati via i tre mesi di preparazione estiva che dovevano servire a ridisegnare la squadra.

Il mercato – L’errore più grave è stato quello di non intervenire nel reparto che più aveva bisogno: il centrocampo. Servivano almeno un paio di innesti per ridare linfa in questo settore nevralgico, cosa che invece non è stata fatta. Nonostante senta criticare ferocemente, a mio parere e visti i presupposti a livello economico, le operazioni di mercato concluse sono state invece soddisfacenti. La partenza di Eto’o si è resa necessaria per volontà del giocatore che, parole sue, riteneva di non aver più molto da dare alla causa nerazzurra. La partita di supercoppa di Pechino è stata abbastanza emblematica in questo. Si è cercato quindi di ricavare il massimo dalla cessione, evitando di ritrovarsi in casa un giocatore svogliato e svalutato un anno dopo, come successo con Milito nel post-triplete. Idem per la cessione di Santon, ceduto in Inghilterra per una cifra abbastanza importante. Di contro, le operazioni in entrata di Zarate, Forlan, Nagatomo (riscattato dal prestito), sono servite a rimpolpare l’organico, spendendo cifre tutt’altro che folli. C’è poi la pattuglia dei giovani: Castaignos, Alvarez, Jonhatan, Poli. Per svariati motivi non credo si possa dare adesso un giudizio definitivo su nessuno. Bisognerà aspettare prima di sentenziare, nonostante qualcuno di questi elementi sia stato già bollato come scarso.

Infortuni – Le assenza causa infortunio sono state determinanti. Troppe per non incidere sulle prestazioni della squadra. Una rosa al completo avrebbe consentito di far rifiatare i più bisognosi e di avere a disposizione più soluzioni tattiche. Le assenze hanno invece obbligato a mettere in campo più o meno sempre gli stessi giocatori, determinando stanchezza ed aumentando il rischio infortuni per i più fragili. Insomma, il classico cane che si morde la coda. Il risultato è stato, come diceva il buon Sgrigna nel post precedente, di avere attualmente una squadra che può reggere per 45’ – 60’ massimo. Un lusso che non ci possiamo permettere.

Sfortuna ed arbitri – Anche questi due fattori hanno inciso. Un pizzico di buona sorte in più e qualche errore arbitrale in meno avrebbero sicuramente migliorato l’attuale classifica. Certi problemi non sarebbero scomparsi, ma quantomeno la pressione a livello mentale sarebbe stata minore, permettendoci di gestire la situazione più serenamente. Con le dovute proporzioni, il paragone tra campionato e Champions ne è la riprova. Stesse difficoltà, stessi giocatori, ma due posizioni di classifica diametralmente opposte.

 

La società – Gli errori già citati in precedenza relativamente a mercato e scelta dell’allenatore sono tutti a carico della dirigenza. Starà a loro mettere una pezza, tappando le falle nel mercato di gennaio, come peraltro già successo l’anno precedente, e perché no cominciando anche a gettare le basi per la prossima stagione.

 

Mescolate gli ingrdienti e la pietanza è servita. La speranza è quella di ritornare al più presto a gustare piatti più prelibati.

 

 

About SNIS