CSKA Mosca – Inter 2-3

Ore 17.55, con ben 5 minuti di anticipo esco dall’ufficio, mi infilo in macchina e accendo la radio giusto in tempo per sentire Repice che annuncia le formazioni. Sarà lui che mi racconterà cosa accade a Mosca durante i 25 km che mi dividono da casa. Inizia il match e dopo pochi minuti l’ottimo radiocronista Rai si esalta per una triangolazione Milito-Pazzini chiusa in angolo. Corner battuto e un urlo squarcia l’aria: “LUCIOOOOOOO! HA SEGNATO L’INTEEEER!”. Esulto, suono il clacson, ma poi mi ricordo che è trascorsa solo una manciata di minuti dal fischio d’inizio. Calma ragazzi! Mi ricompongo e con gli occhi mi concentro sulla strada, ma le orecchie sono vigili e attente a quello che succede in terra di Russia. Il CSKA reagisce, ma quella voce amica mi tranquillizza: “…ma l’Inter c’è, tiene botta, ed è in vantaggio!”.Altro sussulto quando, su cross di Pazzini, Obi chiama al miracolo il portiere avversario. I minuti passano, accelero, finalmente arrivo a casa. Parcheggio nel cortile, spengo la radio e di corsa salgo le scale a tre a tre. Non faccio in tempo ad arrivare sul pianerottolo che da dentro casa arriva un urlo gioioso. Entro di corsa e butto lo sguardo alla tv, in tempo per vedere il Pazzo indicarsi gli occhi con le dita. Esulto ancora e mi gusto il replay della grande azione di Yuto col tocco finale di Pazzini che gonfia la rete per il 2-0. I russi accusano il colpo, tentano di imbastire un’altra reazione, ma i nostri non sembrano patire troppo la sfuriata. L’unico vero pericolo arriva da una bella girata di  Dzagoev che Julio Cesar devia in angolo da campione. E quando non ci arriva l’Acchiappasogni, sull’incornata di Doumbia è il palo a salvarci. Il primo tempo scivola via, ma proprio allo scadere del recupero c’è una punizione per i padroni di casa. Batte Dzagoev e accorcia le distanze. Julio è un po’ sorpreso, ma sembra non veder partire il pallone che scavalca la barriera e si infila in porta. Peccato. 1-2 e tutti negli spogliatoi.

La ripresa si apre con la prevedibile sfuriata del CSKA alla ricerca del pareggio, che però produce solo uno sterile predominio territoriale. Nel frattempo Ranieri toglie Pazzini, dolorante per una botta subita, e inserisce Zarate. La squadra di casa continua ad attaccare ma non sembra creare troppi grattacapi alla difesa nerazzurra. I nostri sono compatti, ben sistemati e, pur non riuscendo a ripartire con regolarità, tengono bene il campo. Solo una conclusione di Mamaev terminata di poco a lato fa venire qualche brivido. Poi, nel giro di pochi minuti Zarate ha per ben due volte la palla per chiudere il match. In entrambe le occasioni il portiere russo si salva, prima deviando in angolo e poi bloccando la conclusione troppo debole e centrale. E come spesso accade nel calcio, dopo due oopportunità non concretizzate arriva il gol degli avversari. Al 32’ Vagner Love, soprannominato “l’attaccante dell’amore”,  prende palla al limite dell’area, salta Lucio e con un preciso destro rasoterra batte Julio Cesar: 2-2. A questo punto qualche fantasma comincia ad aleggiare, ma giusto il tempo di rimettere il pallone al centro e Cambiasso lancia Zarate che al limite dell’area, con un sontuoso stop di petto, elude il controllo di tre avversari e di sinistro scarica in rete per il gol del nuovo vantaggio. Schizzo in piedi, esulto, urlo, gioisco. Passare nel giro di sessanta secondi dalla disperazione alla gioia incontenibile è una sensazione bellissima. Adesso però bisogna tenere. Ranieri lo sa e mette dentro Jonathan al posto di uno stanchissimo Alvarez. Il CSKA prova l’ennesima reazione senza però riuscire a crearci grossi grattacapi. Nel recupero, per spezzare il ritmo, dentro anche Crisetig per Chivu. Finisce l’incontro e portiamo a casa tre punti d’oro che ci rilanciano. E adesso, non fermiamoci.

Le pagelle: J. Cesar 6,5; Nagatomo 6,5, Lucio 7, Samuel 6,5, Chivu 6,5 (47′ st Crisetig s.v.); Zanetti 5,5, Cambiasso 6,5, Obi 6,5; Alvarez 5,5 (39′ st Jonathan S.V ); Pazzini 6,5; (4′ st Zarate 7), Milito 6.

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