Problemi e soluzioni – Inizia l’era Tinkerman

Siamo tanti, tantissimi. Così tanti da essere definiti “troppi”. E’ questo l’unico problema.

Con i commenti al blog, dico. Il problema è tutto qui: tantissimi accessi, tantissimi contatti, tantissimi commenti. Nessuna motivazione oscura, nessun complotto dei grandi della terra, nessun attacco da parte di nessuno (letto sul web un tizio che millantava di essere l’autore di questo disguido. Poveraccio): solo un sovraccarico tanto piacevole e sorprendente quanto inatteso, perchè mai avremmo immaginato di arrivare a toccare certe cifre. Dopo avere apportato qualche modifica, tentiamo ora una improvvida riapertura dei commenti sperando che i server reggano: se così non fosse, vi chiediamo ancora un po’ di pazienza e vi ricordiamo che potete comunque trovarci più attivi che mai sia su Facebook che su Twitter.

Ma un tentativo di riapertura è d’obbligo, perchè oggi è il grande giorno: il giorno in cui (forse, speriamo) l’Inter potrebbe finalmente debuttare nella stagione 2011-2012. Archiviata la triste parentesi-Gasperini, che va via con il non invidiabile primato di essere l’unico allenatore nella storia dell’Inter a non aver mai vinto una partita ufficiale (a parte il caso estremo di Verdelli), oggi a due giorni di distanza dal suo arrivo è l’ora del debutto di Claudio Ranieri sulla panchina nerazzurra.

Tinkerman sembra arrivare con le idee chiare, e nella conferenza stampa di presentazione ha confermato tutte quelle che erano le idee della vigilia su di lui: tanta determinazione, nessuna paura di fare scelte impopolari (nè con la società, nè con i tifosi), pochi discorsi tattici, idee semplici e lineari e puntate forti sul carattere e sulla voglia di tornare a vincere dei giocatori della rosa. I pochissimi allenamenti svolti alla Pinetina sotto la sua guida parlano chiaro in termini di formazione: nonostante l’assenza di Sneijder (si spera di recuperarlo per Mosca), contro il Bologna rivedremo il 4312, quello che ieri in Fabbrica è stato brillantemente definito come “la coperta di Linus della squadra”. Il rombo è il modulo più semplice per mettere in campo questi giocatori, quello più lineare, che consente ai giocatori stessi di giocare con la mente libera e senza bisogno di applicarsi troppo per mettere in atto movimenti tattici  difficili da automatizzare. Normalità, appunto: Ranieri si è reso conto che la causa principale del disastro di Novara è stata l’eccessiva complessità delle richieste di Gasperini, e vi pone rimedio a modo suo, anche se probabilmente sa bene che questa coperta è comunque corta e storicamente ha sempre portato la squadra a essere asfittica in attacco o troppo scoperta in difesa.

Ma questo è il metodo-Ranieri, e lo conosciamo tutti: si inizia con le cose semplici e lineari per complicarle lungo il cammino. E si inizia affidandosi agli uomini di esperienza per poi inserire i giovani dopo qualche tempo. E’ per questo che l’età media della squadra che scenderà in campo contro il Bologna sarà decisamente elevata: davanti all’inevitabile Julio Cesar si schiereranno in linea Nagatomo, Lucio, Samuel e Chivu. Cambiasso tornerà a fare muro davanti alla difesa (non è difficile immaginarlo incatenato sulla nostra trequarti), e gli interni saranno Zanetti e il redivivo Muntari (avevamo parlato di scelte impopolari per Ranieri, no?). L’unico punto interrogativo riguarda il giocatore che sarà schierato alle spalle di Pazzini e Forlan: Zarate, Alvarez e Coutinho si giocano la maglia di Sneijder. Ognuno con caratteristiche diverse: Coutinho è la riserva naturale dell’olandese e viene dal convincente spezzone giocato contro il Trabzonspor ormai 10 giorni fa, Zarate è una soluzione più offensiva che però rischia di lasciare scoperto il centrocampo (ma tanto c’è Muntari, no?), Alvarez è visto probabilmente come una alternativa più prudente che andrebbe a costruire un vero e proprio centrocampo a 4 alzandone notevolmente il livello tecnico.

Dando per scontato l’evidente “primo, non prenderle” e le probabili conseguenti difficoltà in fase offensiva, vedremo quale sarà la scelta finale di Ranieri. Certo è che vedere un solo punto interrogativo nell’undici iniziale dopo soli due giorni di allenamento la dice lunga su quanto sia cambiata l’aria dalle parti della Pinetina, rispetto al caos (dis)organizzato di Gasperini. Fare le cose semplici, senza inventarsi nulla: è proprio per questo che il Normal One è stato chiamato sulla panchina dell’Inter, e già dalla sua prima partita ci tiene a dimostrare di avere tutte le carte in regola per svolgere il compito. Basterà per riportare l’Inter in alto? Chi lo sa. Personalmente ho ancora troppo vivo il ricordo delle oscenità viste in campo di recente -e la convinzione che il problema non fosse solo tattico- per pensare che basta un cambio di allenatore e due giorni di allenamento per stravolgere le cose. Con quelle immagini ancora negli occhi, star qui a parlare di rimonte-scudetto e cammini in Champions mi sa di fantascienza. Ritengo piuttosto utile accantonare i sogni di gloria per un attimo e lavorare duramente cercando di ottenere i migliori risultati possibili, per tornare quantomeno in corsa per i posti-Champions. Vediamo come arriveremo alla sosta, vediamo come proseguirà il nostro cammino e, per il momento, stiamo con i piedi ben piantati a terra: a puntare più in alto si farà sempre in tempo.

Per chi volesse seguire la partita insieme a noi, l’appuntamento è alle 18 sulla nostra già citata pagina twitter con la delirante twintercronaca: dopo la tristezza che ha contagiato anche noi nel vedere la prestazione dei ragazzi contro il Novara, ci penseranno BigMama (BM) e Fonz (F) sotto le mentite spoglie di @BausciaCafe a tenervi aggiornati sull’andamento del match….a modo nostro, si intende!

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.