Difesa d’ufficio (anche se a 3)

Per oggi lasciamo perdere il calciomercato (nell’ultima mezz’ora ho letto di accordi trovati con Forlan, Zarate, Kucka, Jurado e Tevez: siamo nella fase in cui vale tutto) e soffermiamoci un po’ sulla gestione tecnica di questi primi due mesi della nuova stagione. Più precisamente: parliamo di Gasperini.

Gasperini è sulla graticola. Un pazzo scatenato, che insiste con quella dannosa difesa a 3, che non si capisce perchè abbia giocato a 4, che quel centrocampo a 5 non aveva senso e quelle 2 punte lì davanti ancora meno. Uno che non sa adattare il suo modulo agli uomini a disposizione, che non sa fare in modo che i giocatori si adattino al suo modulo. Che non sa trattare con i campioni, che non sa imporsi, che li subisce, che si impunta sulle sue scelte indispettendoli. Uno aziendalista, messo lì dalla società per non dare fastidio, che alza troppo la voce mettendo in difficoltà la società.

Le ho sentite tutte in questi due mesi, giuro. E mi hanno stancato.

Ho molta fiducia in Gasperini ma non sono certo un suo fan sfegatato. Eppure credo che ogni allenatore abbia il bisogno -e il diritto- di avere del tempo per conoscere i suoi giocatori, per capire il materiale umano a sua disposizione, per amalgamare le sue idee con la realtà che si trova di fronte, persino per fare esperimenti campati in aria. Ricordo benissimo il 442 in linea di Mancini, mezza stagione buttata via a suon di pareggi e cambi di formazione prima di arrivare al rombo e alla quadratura del cerchio. Ricordo altrettanto bene l’improbabile 433 di Mourinho con Quaresma e Mancini, approdato nel rombo che ci portò al suo primo Scudetto. E ancora ricordo il rombo iniziale della seconda stagione del Mou (che pure aveva l’aggravante di essere lì già da un anno) accantonato anche quello dopo metà stagione per arrivare al geniale 4231 che ci ha permesso di mettere in riga in campioni nazionali di mezza Europa, la metà che conta. E ancora, dopo un lustro di vittorie arrivate grazie (e soprattutto) a questi lavori in corso d’opera, devo star qui a sentire improperi e insulti di ogni genere all’indirizzo di un allenatore che ancora non ha neanche iniziato la sua avventura sulla panchina dell’Inter? No, io non ci sto affatto. E parto con qualcosa che proprio non è nelle mie corde: la difesa d’ufficio. Trovo ridicolo difendere qualcuno per partito preso e senza praticamente nulla di concreto in mano…ma nel momento in cui gli attacchi e gli insulti a Gasperini arrivano dopo una sola partita ufficiale (e magari senza aver visto neanche quella) è evidente come il loro contenuto sia talmente vuoto che basta davvero poco per rispedirli al mittente.

IL FONDAMENTALISTA DEL 343 – La più divertente fra le voci che girano su Gasperini, è quella che continua a dipingerlo come un fondamentalista del 343 che non sa derogare dalle sue convinzioni. Sì, esattamente: l’allenatore che nell’unica gara ufficiale disputata ha impiegato tre moduli, tutti diversi dal 343, è dipinto come un ottuso fondamentalista del 343. Incredibile.

La realtà dipinge invece Gasperini come un allenatore intelligente, esperto e molto preparato, in grado non solo di insegnare diversi moduli ma anche di uscire fuori dagli schemi classici, senza paura e con perfetta cognizione di causa. Prova ne sia proprio quell’unica partita ufficiale, iniziata con un 3511 lontano da ogni manuale e ogni previsione della vigilia: la più classica delle mosse a sorpresa, che nonostante fosse stata svelata prima da alcune spie della squadra avversaria (sotto le mentite spoglie di presunti giornalisti Mediaset: ma del resto l’Italia è l’unico paese al mondo dove grandi poteri consentono di avere minime responsabilità) ha indubbiamente sortito gli effetti sperati nel primo tempo, prima di trasformarsi nel secondo tempo in una difesa a 4 prima con due punte e poi con tre.

Dei risultati ottenuti e delle valutazioni sui tre moduli messi in campo si è ampiamente discusso, ma qui il punto è un altro: il punto è che il tecnico “fondamentalista del 343” e che “non conosce altre soluzioni” ha giocato l’unica partita ufficiale con una serie di sistemi di gioco decisamente differenti.

Però, non si sa perchè, continuano gli attacchi alla sua ottusità e alle sue fissazioni tattiche. Misteri.

GIOCATORI FUORI POSIZIONE E GIOCATORI ACCONTENTATI – La scintilla, in questo caso, sono state un paio di amichevoli fatte giocare a Sneijder da centrocampista centrale. Apriti cielo.

Nonostante numerosissime interviste in cui Gasperini ha detto e ripetuto che Sneijder deve giocare più avanti, che deve cercare il gol, che è stato schierato più dietro solo per necessità e che comunque si è disimpegnato molto bene, da quelle amichevoli in poi il tecnico è diventato “quello che piega i giocatori al suo modulo contro ogni logica”. Il tutto mentre le stesse bocche e le stesse tastiere avvaloravano l’idea di uno Sneijder pronto ad andare alla corte di Ferguson a fare…il centrocampista centrale. Incredibile.

Incredibile quasi quanto il fatto che gli stessi che maledicevano Gasperini per questa presunta forzatura ai danni di Sneijder…maledicevano Gasperini per il fatto che accontentava Eto’o facendolo giocare al centro dell’attacco. Insomma, non si scappa: Gasperini sbaglia a forzare i giocatori, Gasperini sbaglia ad accontentarli. La colpa è sempre irrimadiabilmente sua.

UNO YES-MAN CON I GIORNI CONTATI – L’ultima obiezione mossa a Gasperini riguarda i rapporti con la società: un allenatore “debole”, incapace di alzare la voce, preso come sesta scelta per il semplice fatto che può garantire una transizione tranquilla, senza pretese e facilmente licenziabile alla fine della stagione (o anche prima, perchè no).

Peccato che questa non dev’essere stata la stessa storia che la società ha raccontato al mister. E peccato, soprattutto, che Gasperini sia tutt’altro che l’aziendalista che molti descrivono, al punto che è arrivato a fare richieste esplicite sul mercato a mezzo stampa ben prima -e con forza ben maggiore- di quanto fece un anno fa il più quotato Benitez. Più chiaro di così non poteva essere, il Gasp: “la società rinforzerà la rosa“, “non punte centrali, mi servono esterni“. Idee chiare, determinazione, voglia di giocarsi fino in fondo la grande opportunità di allenare l’Inter: questo è Gasperini, e questo sta dimostrando di essere. Tutt’altro che uno yes-man alla Ancelotti pronto a fare da parafulmine alle scelte della società.

LA VERITA SUL GASP (E SU CHI LO CRITICA) – La verità, come si capisce dalle righe precedenti, è decisamente diversa da come ce la raccontano in troppi. Gasperini non è ottusamente fissato sulle sue convinzioni, sa benissimo come gestire tutti i giocatori -anche quelli più affermati- e non è arrivato per guidare pacificamente l’Inter fino al prossimo giugno. Lui lavorerà con la sua testa e le sue capacità, e in funzione di queste gestirà la tattica e gli uomini con lo scopo di portare l’Inter a vincere, come succede ormai da 7 anni a questa parte.

I problemi che tutti vediamo, e che sono innegabili, non sono putroppo riconducibili a Gasperini e non è contro di lui che dovrebbero levarsi certi strali quanto semmai contro chi, oggi come l’anno scorso, sembra aver dato delle garanzie al tecnico che in realtà non può o non vuole mantenere. Ma questa è un’altra storia, che con Gasperini c’entra poco.

Noi ci teniamo il nostro tecnico, intenzionati a dargli tutto il tempo necessario per insegnare il suo calcio, arrivare alle sue conclusioni e lasciargli fare il suo lavoro. Con la sensazione che, nei due mesi appena trascorsi, Gan Piero Gasperini sia stato uno dei pochissimi a fissarsi come unico obiettivo il bene immediato dell’Inter, per portarla alla vittoria anche quest’anno.

Ma in fondo trovare un capro espiatorio sul quale concentrare i propri strali è sempre stato esercizio fin troppo facile.
No?

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.