Gridate Sterminio e liberate i mastini della guerra

Prima di spendere anche solo una parola su tutto quello che sta accadendo, degno di un racconto di Kafka, se non fossimo ormai il paese di Moccia e della Tamarreide, lasciate che faccia una doverosa premessa: IO non nominerò la Persona che ha indossato per tanti anni la maglia numero 3 dell’FC Internazionale.

Altri hanno osato farlo, dimostrando nella migliore delle ipotesi cattivo gusto e malafede, ma io non intendo partecipare a questo gioco per la semplice ragione che ritengo quella Persona al di sopra di ogni sospetto, indifendibile nel senso che non ha alcun bisogno di essere difesa, perché è inattaccabile da anima viva, figuriamoci dai meschini personaggi che popolano il mondo del calcio italiano. Su questo non accetto discussioni.

Da discutere ci sarebbe invece parecchio sul modo in cui l’Inter si sia messa nelle condizioni in cui si trova oggi. Sì, lo ripeto, ci si è messa da sola, perché gli “altri” possono anche essere delle infami carogne, ma la cosa era risaputa quindi non si capisce per quale ragione fosse lecito aspettarsi che le cose andassero in modo diverso.

Non è ammissibile rinunciare a combattere le proprie battaglie e poi infuriarsi perché si è perso. Il tempo è più che maturo per svegliarsi, scendere dagli alberi e iniziare a sgomitare nel mondo reale. Un mondo nel quale non importa che tu sia onesto o meno, perché se c’è qualcuno che continua ossessivamente a gridare forte che tu sei un ladro alla fine tutti gli crederanno. Vale nel calcio come in tutte le cose, perché in fondo il mondo del pallone è davvero lo specchio della nostra società.

Siamo stati zitti per 5 anni, preoccupandoci solo di contare le nostre vittorie, quelle ottenute DAVVERO solo sul campo e in nessun altro posto e nel frattempo i nostri nemici stavano contando i chiodi e segando le assi per costruirci la bara intorno.

Ho detto nemici, di avversari non ne esistono più, per me.

L’unica domanda che dobbiamo porci è se sia pronta la Società a combattere la guerra, battaglia dopo battaglia. Dimenticatevi le regole, dimenticatevi l’etica. Come si può parlare di queste cose quando chi detta le regole è il sodale dei tuoi nemici? Non venitemi a dire che dobbiamo distinguerci dagli altri, che il nostro stile è differente. Quanto vi saranno di consolazione queste cose quando ci rinchiuderanno nel girone degli impalati? (fatela voi la traduzione in linguaggio corrente)

Al diavolo le regole, al diavolo le convenzioni. Siamo in guerra da soli contro tanti e quei tanti hanno il controllo di tutte le armi e di tutti gli arsenali, il solo modo di vincere in queste condizioni è essere sfuggenti, spietati e senza scrupoli. Tutto quello che non abbiamo voluto essere fino ad ora. Basta con i guanti bianchi. Anzi, per quanto mi riguarda da ora in poi senza guantoni.

Siamo scossi e circondati, ma a questo punto non abbiamo davvero più nulla da perdere. Non ha più senso nascondersi dietro a una signorilità che nessuno ci riconosce più e nemmeno ci ha riconosciuto mai. Il fango è arrivato ed è inutile piangere che non è giusto.

Tiriamoci in piedi con la forza della rabbia e della disperazione. Ricominciamo a spazzarli via dai campi da calcio, tanto per cominciare, in modo che tutto quello che succede in settimana sia solo una misera consolazione per i nostri nemici, distaccati di decine di punti.

Fuori dai campi? Vale tutto. Questa è guerra.

About Fonz77

Milanese per nascita e per convinzione. Interista nel sangue da generazioni da parte di madre, mio padre ne sa talmente di calcio che crede che giochi ancora Mazzola... Sono il cümenda del blog, in carne e spocchia. Apostolo del culto José e sempiternamente vedovo dello Special One.