La palla, le giostre, la storia

Questo derby è facile da presentare.

Siamo più forti. Più pronti. Più in forma. Più tranquilli. Più cazzuti.

E, fatemelo dire ancora una volta, più forti.

Sono due settimane che è chiaro che, in vista di questa partita, quelli che hanno paura non siamo noi. O forse è da più di due settimane, magari è da un paio di mesi, da quella splendida rimonta col Palermo, verso il termine della quale la palla parlò. Oppure, per allargare ancor più il discorso, diciamo che sono tre mesi che agli altri frizzano le terga e che, forse, il bruciore è cominciato al famoso terzo minuto di Inter-Napoli, dopo il gol di Motta.

Il Milan che affronteremo domani non è niente di diverso da quello che abbiamo strapazzato lo scorso anno. Anzi, per certi versi ha addirittura qualcosa in meno, visto che mancherà di una vera prima punta e dell’uomo che spesso e volentieri la mandava in rete, quella prima punta. In più hanno un buon Robinho, un ottimo Boateng ed una migliore organizzazione difensiva. Fine. Quindi, diciamolo: la squadra campione di tutto non può temere una roba del genere. Non può temere, in una gara secca, una compagine che è stata fatta fuori dalla Champions dalla quinta in classifica del campionato inglese. Non avrebbe dovuto temere un Milan al completo e tirato a lucido, figuriamoci questo Milan orfano di Ibra e, perciò, di una manovra offensiva.

La ricetta per vincere stasera è, quindi, molto semplice: giocare da Inter. Fare quel che va fatto. Mettersi a giocare a pallone e far vedere di essere più bravi. Ok, potrebbe sembrare semplicistico ridurre a questo il “segreto” per affrontare al meglio il derby di campionato più importante degli ultimi, boh, venti anni, ma credo fortemente che non ci sia molto altro da aggiungere. E non è per presunzione che scrivo questo, basta confrontare i valori delle due squadre: una ha scritto e sta scrivendo la storia, ha vinto tutto e gioca per rivincere tutto, praticamente con la stessa rosa che ha compiuto le imprese dell’anno scorso; l’altra viene da quattro anni di niente e quest’anno, per la prima volta dal 2003, si è fatta qualche giro di giostra al piano alto, mostrando però la sua pochezza in quasi tutte le prove del nove.

Visto che il giostraio manca, vediamo di toglierceli, da quelle giostre. Non è roba per loro, hanno già cominciato a sentirsi male.

E poi sotto ci siamo noi, non vorremo mica che ci vomitino addosso?

Libera il tuo grido

Per concludere, un pensiero per chi dovrà sorbirsi gli ululati di circa settantamila persone:

l’Inter è stata fondata da soci dissidenti del Milan: la storia è dalla nostra parte. Dalla tua parte.

Forza Leo, forza ragazzi, forza Inter.

About Grappa

Il mio sogno è vedere Klopp a San Siro con una tutaccia nerazzurra che si fa espellere ad ogni partita per aver staccato la testa al quarto uomo. Passo il mio tempo a ciarlare di santoni calcistici o presunti tali, ma in realtà mi ispiro a Fassone. Inoltre faccio una carbonara che te dico fermate.