Bisogno di normalità

Il Traversone è una variante vivace e divertente del gioco di carte “Tressette”, il cui particolare scopo è quello di fare meno punti degli altri giocatori. Il Traversone stesso è noto anche con molti altri nomi, come Busche, Rovescino, Vinci-Perdi, Ass’ e mazza, Alla meno, Perdino, Tressette a non prendere, Tressette a perdere o Ciapa no (ulteriore variante con solo tre giocatori).

In un mondo normale, in un campionato normale, l’Inter venerdì sarebbe scesa in campo con il sangue agli occhi nel dubbio che l’eliminazione dalla Champions avrebbe potuto avere delle conseguenze sul cammino in campionato del Milan. L’Inter, determinata a mettere ulteriore pressione ai rossoneri e “aiutata” in questo dal fatto di giocare due giorni prima, avrebbe fatto di tutto per portare a casa una vittoria non certo impossibile, segnando nelle prime fasi della partita, controllando e chiudendo ogni discorso con un 2-0 durante il match che non avrebbe lasciato speranze al Brescia.

In un mondo normale, in un campionato normale, il Milan domenica mattina avrebbe approfittato dell’imprevedibile passo falso dell’Inter per ammazzare definitivamente il campionato. Avrebbe liquidato l’ultima in classifica -peggior attacco della Serie A con soli 15 gol segnati e seconda peggior difesa- senza eccessivi patemi grazie a uno qualsiasi dei suoi fuoriclasse, e si sarebbe creata un vuoto alle spalle di 7 punti, quasi impossibile da colmare in 9 partite.

Questo in un campionato normale.

Da sinistra: Gattuso, Roma, Cambiasso, Leonardo, Legrottaglie, Coutinho, Cassano, Yepes, Pandev

In questa incredibile Serie A invece, si assiste a una altalena di emozioni al contrario che solo chi ha passato anni -quelli universitari, ovviamente- a giocare a Traversone può conoscere, può rivivere, può capire. Mai come in questo fine settimana il campionato è sembrato davvero una gara a non vincere, a non allungare, a non alzare la voce. Solo questa inverosimile spiegazione potrebbe giustificare un’Inter scesa in campo bene a Brescia ma incapace di chiudere la partita, fino a farsi raggiungere e quasi superare grazie all’incredibile prestazione di Cordoba (da campione del mondo di traversone, lui sì). E così il “vantaggio psicologico”, ormai doverosamente tra virgolette, dell’eliminazione dalla Champions subita dal Milan veniva azzerato, annientato e anzi trasferito nella testa dei rossoneri, che avevano ora l’insperata occasione di allungare definitivamente giocando in casa contro il Bari. E invece il Milan si è dimostrato ancora più fragile dell’Inter, ancora più inadatto e meno pronto a prendersi questo Scudetto: nervoso, contratto, inguardabile e addirittura in svantaggio con il Bari fino a una manciata di minuti dal termine, con i pugliesi che rischiano anche di portare a casa i tre punti. Poi arriva il pareggio di Cassano e così quella che sulla carta doveva essere la più interlocutoria delle giornate che separavano dal derby si conferma -clamorosamente, a questo punto- davvero ininfluente: dovevano vincere entrambe e ritrovarsi a 5 punti di distanza, non ha vinto nessuno e sono comunque a 5 punti.

In questo stucchevole gioco delle parti al momento sembra paradossalmente in vantaggio l’Inter, che ha avuto modo di vedere avversari inguardabili, inadeguati, incapaci di adempiere al loro dovere. L’Inter che si ritrova davanti un Milan palesemente nervoso e stanco, contratto sia fisicamente che tatticamente (chi ha visto l’indegno spettacolo di domenica non può che convenire) e privato del jolly capace di risolvere queste partite -quelle contro i Bari e contro i Palermo della situazione- da solo. Sembra proprio Ibrahimovic, in effetti, lo specchietto tornasole di questo Milan: stanco e nervoso come non mai, si fa prendere da una inspiegabile crisi isterica del tutto simile a quella di Chivu proprio contro il Bari e sferra un colpo al costato al solito Marco Rossi (ormai un habituè della boxe a San Siro, suo malgrado). A norma di regolamento, una giornata per normale fallo di gioco, due per condotta antisportiva, tre o più per condotta violenta: vederlo in campo nel derby sarebbe senza mezzi termini uno scandalo.

E così l’Inter tornerà a pensare al campionato mercoledì trovandosi davanti il Lecce e il derby (e il Chievo? No: quello solo in un campionato normale), con la consapevolezza che il Milan sarà privo del suo uomo migliore, e che avrà tutta la pressione addosso per contenere il ritorno degli avversari e per dimostrare che le sue fortune non dipendono esclusivamente dal genio svedese.

Ne saprà approfittare?
Dipende.

Giochiamo a traversone o a tressette?

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.