Facciamo il punto.

La sconfitta di Torino è di quelle che bruciano. Perdere contro quella roba là non è mai bello, principalmente per il modo in cui è andata la partita. Sicuramente si poteva far di più, soprattutto nel primo tempo. L’approccio non è stato dei migliori ed è mancata determinazione e la giusta cattiveria agonistica. Esaminando i risultati ottenuti sin qui nella gestione Leonardo in campionato, la prima cosa che balza agli occhi è lo zero nella casella dei pareggi. L’unica X ottenuta dai nerazzurri nel 2011 è arrivata a Napoli in Coppa Italia, con il passaggio del turno conquistato poi ai calci di rigore. Nei matches casalinghi la squadra è a punteggio pieno, con cinque successi su cinque. In trasferta invece il bilancio è di due vittorie e due sconfitte. Ripercorrendo mentalmente queste nove partite si possono trovare curiose analogie. A San Siro abbiamo assistito a partenze brucianti, con il risultato sbloccato quattro volte su cinque nei primi 20 minuti. Napoli, Bologna, Cesena e Roma non sono state in grado di reggere l’assalto iniziale dei nerazzurri, andati subito a segno in avvio. L’unica eccezione è stato il confronto con il Palermo, dove ad andare subito in gol sono stati i siciliani. L’aspetto fondamentale per il raggiungimento dei successi è stato l’atteggiamento con cui i nostri sono scesi in campo. La squadra è sempre stata molto determinata e nonostante per ben tre volte gli avversari ci abbiano ripreso, i ragazzi sono riusciti a trovare il guizzo giusto per tornare avanti. Anche col Palermo, nonostante lo 0-2 iniziale, nella prima frazione non erano mancate le opportunità per andare in gol. Nella ripresa sono poi arrivate le tre marcature che hanno ribaltato il risultato. In totale ben 18 le reti segnate tra le mura amiche, contro le 9 subite.

In trasferta le cose invece cambiano. La squadra è spesso partita in sordina, segnando un solo gol nelle prime metà di partita, precisamente a Udine, dove poi è arrivata la sconfitta. Anche a Bari e Catania abbiamo assistito ad inizi tutt’altro che entusiasmanti. Al Massimino dopo circa sessanta minuti anonimi, il gol messo a segno dai rossoazzurri è stato paradossalmente utile per svegliare la squadra che, grazie ad un uno-due firmato Cambiasso, ha portato a casa la vittoria. A Bari la rete sblocca risultato di Kharja è giunta dopo ben settanta minuti di gioco e un primo tempo avaro di palle gol. Anche a Torino le occasioni migliori sono arrivate nella ripresa, dopo quarantacinque minuti abbastanza anonimi. Il bilanco complessivo delle marcature è di 6 segnate e 5 subite.

A mio modo di vedere è proprio su questa differenza di rendimento tra partite in casa e in trasferta che dovrà lavorare Leonardo, principalmente a livello mentale. Se si vuol continuare nella rincorsa alla testa della classifica è qui che si deve migliorare. Il compito, come più volte si è detto, non è certamente dei più semplici, ma questa squadra ha i mezzi per poterlo fare. Recuperare sedici punti in sei partite è impensabile. Chiunque si aspettasse questo miracolo da Leonardo è un folle, perché vincerle tutte è impossibile. I troppi punti dilapidati ad inizio stagione stanno facendo la differenza e l’ideale sarebbe arrivare al derby con un distacco di massimo sei lunghezze. Vincendo lo scontro diretto potremmo poi così giocarci tutto nella volata finale. Guardando il calendario, con determinazione, pazienza e un pizzico di fortuna, non la ritengo un’impresa impossibile.

Infine, per l’angolo della cultura, a nome di tutta la redazione di Bauscia Cafè, permettetemi di fare il più sincero in bocca al lupo all’amico Gianfelice Facchetti che domani, martedì 15 febbraio al Teatro Leonardo da Vinci di Via Ampère 1 – Angolo Piazza Leonardo da Vinci di  Milano, debutterà con la sua nuova rappresentazione intitolata “AUMMA”. Al link troverete tutte le informazioni su come poter intervenire agli spettacoli. Non mancate!

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