Il derby d’ItaGlia

Ci avviciniamo ancora una volta a Giuve Inter. Una volta lo chiamavano derby d’Italia e, fino a prova contraria, era così perché si incontravano le uniche due squadre che non erano mai andate in Serie B.
Ora, a rigor di logica, l’unico derby d’Italia si dovrebbe giocare alla Pinetina quando durante gli allenamenti si fa Inter A vs Inter B, ma non stiamo a sottilizzare.

Perfino Massimone ha detto che questa partita va ancora chiamata in quel modo, io però faccio un po’ di fatica, perché i fatti ci dimostrano che i Gobbi, da che sono tornati in Serie A hanno, giustamente, infilato una serie imbarazzante di figuracce, coadiuvati dalle testate sportive loro amiche, che invece di limitare i danni sono riuscite ad amplificarli.

A corollario di tutto questo, come sempre è accaduto negli ultimi anni, a ridosso degli incontri la dirigenza della Vecchia Baldracca ricomincia la pantomima sugli scudetti da restituire e sulla Giuve defraudata delle (il)legittime vittorie conquistate prima del 2006.
Sul campo, dicono loro. Solo se c’era campo dico io, perché non avesse preso il cellulare sai che mazzate.

Quest’anno però finalmente una voce, almeno parzialmente, fuori dal coro. Quella di Buffon, uno che nel bene e nel male è rimasto in sella anche nei tirati scontri di vertice contro il Monza o l’Albinoleffe.
Questo un estratto delle sue parole: “Basta guardare al passato, basta con Calciopoli. Io voglio guardare avanti, perché il passato è importante ma il futuro lo è ancora di più” e ancora “Errori arbitrali? È innegabile che quest’anno alcuni episodi ci abbiano penalizzato, ma sono un uomo di sport, e sono sempre convinto che si tratti solo di errori. Mai pensato che dietro ci fosse qualcosa. Quanto all’Inter, quando la incontro penso solo di incrociare la squadra più forte del mondo“.
Senza rinunciare a dire che secondo lui sono SEMPRE stati SOLO errori arbitrali quindi, ma almeno il portiere della Giuve e della Nazionale (riesco di nuovo a scriverlo con la maiuscola, ora che non c’è più Lippi in panca), afferma che vuole mettere una pietra sopra il passato e guardare solo al futuro e riconosce all’Inter il ruolo che si è conquistata nel 2010.

Un bel segnale che mi piacerebbe anche abbracciare, se non fosse che siamo sempre costretti a difenderci dagli attacchi del resto dell’ambiente gobbo, ma voglio essere fiducioso e voglio provare a vederla come Buffon.

A prescindere da tutto resta una partita piena di significato, non solo per la storia, ma soprattutto per il presente.

Noi siamo reduci da una serie di risultati positivi, macchiati solo dalla prestazione di Udine, che forse ha avuto il merito di far notare a Branca e a Moratti che qualche inserimento di qualità era necessario.

Loro sono reduci da un periodo di crisi, che hanno interrotto giusto la scorsa giornata vincendo a Cagliari per 3 – 1, con doppietta dell’ex Matri.

Storie opposte dunque, ma tanto non ci sarà molto da ragionare molto sul loro o sul nostro momento. Possiamo essere sicuri che contro di noi daranno il 110% come hanno sempre fatto negli ultimi anni. Si stanno già caricando e ogni volta che si gioca questa partita scendono in campo sognando una piccola vendetta. Piccola deve essere per forza, visto che romperci le scatole è praticamente l’unico obiettivo stagionale, ma tant’è…

L’inserimento di Matri ha sicuramente migliorato il loro attacco, dopo il grave infortunio di Quagliarella, finalmente hanno uno che la butta dentro là davanti, anche se mi dicono che Amauri sia pronto a vivere una seconda giovinezza a Parma…
In avanti comunque se la possono giocare, specialmente se gli viene permesso di scambiare in velocità a partire dalla tre quarti di campo, sfruttando le doti di Krasic.
Da parte nostra è il caso di recuperare un po’ di attenzione in copertura, specialmente in occasione di certi disimpegni un po’ “leggerini”.

La nostra formazione è obbligata, inutile sperare in un miracoloso rientro di Lucio o di Deki. Sarà la stessa Inter vista domenica scorsa nel primo tempo.

Con la Roma è bastato farne un paio più di loro, domenica non possiamo fare questi conti, se dovessero andare in vantaggio Del Neri metterebbe tutta la squadra sulla linea di porta pur di tenere il risultato.

Anche perché in difesa sono francamente imbarazzanti, ma hanno i centimetri e anche incudini dalla loro parte; non facciamoci illusioni picchieranno come dei fabbri.

E’ l’unico modo che hanno per fermare Wesley e Samuel, per come li abbiamo visti negli ultimi tempi.

About Fonz77

Milanese per nascita e per convinzione. Interista nel sangue da generazioni da parte di madre, mio padre ne sa talmente di calcio che crede che giochi ancora Mazzola... Sono il cümenda del blog, in carne e spocchia. Apostolo del culto José e sempiternamente vedovo dello Special One.