Surrealità…

La giornata è limpida a Udine, soffia in vento freddo che ha spazzato via tutte le nuvole. Vado allo stadio un po’ in trance; è la prima volta che seguo l’Inter in trasferta, problemi del tifoso fighetto che non si è mai voluto fare lo sbattimento.
Comunque mi muovo sotto scorta, quindi almeno raggiungere il Friuli è una passeggiata di salute. Ho una fame che mi porta via, disgraziatamente più piccolo lo stadio, minori i servizi…

Ci sono in tutto due (dico DUE) baracchini, dove servono solo panini al prosciutto. Uno vorrebbe quello con il crudo, vista la regione, ma l’attesa è improponibile via di culatello per me e di cotto per la scorta.
Entriamo alla ricerca del settore R. C’è un bel cartello grosso con scritto “Ingresso Tessera del Tifoso”. Un altro ancora più grosso con la scritta “Settore R”. Ci incanaliamo nella folla, si fa per dire visto che a un singolo tornello di San Siro c’è più gente.
In compenso gli steward riescono ad essere ugualmente nel pallone. Veniamo scoprire che a Udine, per non fare casino, esistono due settori R. Uno per i così detti “indistinti”, che sarebbero quelli che entrano vestiti da Interisti in mezzo alla massa dei tifosi della Juve B, non nelle mie corde…
C’è anche il settore R per gli “ospiti”, che saremmo noi.
NELLA GABBIA. Così dicono: NELLA GABBIA.
La gabbia è il luogo dello zoo dove vengono raccolti gli Ultras!!! I ragazzi della cürva.
Abituatevi dell’umlaute perché sarà un elemento ricorrente duranate la partita.

Esperienza nuova quella di vedere la partita con quelli della cürva. Con tutte le leggende che girano un po’ di ansia sale e poi devo scortare la mia scorta, sento il peso della responsabilità. Fortunatamente insieme a noi entra il reparto geriatrico dell’ospedale riunito di Bergamo e Brescia insieme ai nipotini. Diciamo che se non altro possiamo ritagliarci un angolo di tranquillità, minato solo da quel CANE di Castellazzi!!!

Qui inizia lo spettacolo vero, non tanto per me, perché in fondo sono pur sempre un lümbard, ma per la mia scorta!

Dietro di noi staziona la parte più vera del suddetto reparto geriatrico BrBeMi. Appena le cose iniziano a girare male per la Beneamata parte la sagra della dieresi!
Un vecio dietro di noi, sicuramente tifoso della corrente Borghezio – Erminio Boso, oltre che dell’Inter, inizia a imprecare in valligiano stretto.

Mi spiace soltanto non poter rendere la pronuncia… F E N O M E N A L E!!! Riusciva a mettere l’umlaute pure sulle I.

“Da no el balün a quel negher li, pota!”

“Daaaïïïïïïïï, Skankovic fa no ‘l pïrla”

“L’é cülpa de l’alenatür, eh già, mi’a del Mörati che l’ha cümprà niün, porco XXX”
(questa con dedica a Sorella)

Intrattenimento puro. La mia scorta, da buona Veneta, g’ha capì un cass di quel che diceva il vecchio, ma se non altro si è fatta delle gran risate. Era la sua prima volta a vedere una partita dell’Inter e avrei proprio voluto che i Ragazzi onorassero degnamente l’occasione invece di fare quella figura barbina. Castellazzi sembrava una foca del circo!
Pandev il clown triste con la lacrima. Il solo che correva era Eto’o, ma sembrava il cavallo selvaggio che gira in tondo. Nessuno gli desse retta!

Ho controllato 3 volte i biglietti per essere sicuri che non fossimo finiti a guardare il circo Togni…

A fine primo tempo c’è l’occasione di scendere alla base degli spalti, dove sono radunati i curvaroli duri & puri. Trovo un mio amico, il Mister, ha “Curva Nord” tatuato sulla schiena in formato panoramico. E’ una gran persona a dimostrazione che sarebbe il caso di evitare di generalizzare.

Si è svegliato alle 4:30 del mattino per venire ad assistere a questo scempio.

Ce la contiamo un po’ su. Servono i tre punti, dice.

Ha ragione, invece prenderemo tre pere.

Quando ricomincia il secondo tempo ci consiglia di tornare su. Si vede meglio dice e poi, anche se non succede nulla di grave i ragazzi sono un po’ agitati. Parla di un’esultanza in caso di goal dei nostri. Quasi, quasi avrei corso il rischio volentieri in cambio di una reazione in campo.

Alla fine della partita, dopo aver esaurito il campionario di bestemmie in mio possesso, ho scoperto finalmente il vero significato degli annunci sulla procedura riservata ai tifosi della squadra ospite.
Un’ora di attesa ad aspettare che il Prefetto decida che non c’è pericolo per l’ordine pubblico. Siamo quattro gatti ma c’è comunque una mezza dozzina di poliziotti schierati in tenuta antisommossa.

Il Mister mi chiama e dice di restare sugli spalti ad aspettare, pare che ci sia qualche rischio. Seguo il suo consiglio e mi godo il sole che scende lentamente insieme alla mia scorta.

Non sto a guardare quanto tempo passi, ma quando alla fine aprono “la gabbia” vogliamo solo andarcene in un posto caldo.

Usciamo tranquillamente dallo stadio.

I ragazzi della cürva sventolano le nostre bandiere come se avessimo vinto e proprio mentre superiamo i cancelli parte il coro:
“Siam campioni d’Italia, oleee, siam campioni d’Europa oleee. Siam campioni del mondo oleeee. Siam campioni d’Italia, siam campioni d’Europa siam campioni del mondo, siam campioni di TUTTO oleee”

Dite quello che volete della Nord, ma mi piace il loro spirito.

Io e Chiara, la mia scorta, ce ne andiamo alla macchina passando in mezzo alla gente che ha aperto i bagagliali e imbastito tavolate per fare pic nic e bersi qualche birra mentre smaltisce il traffico.

Sorridiamo. Non abbiamo vinto, ma ci siamo goduti un’esperienza strana e divertente. Per vedere l’Inter trionfare c’è ancora tempo, magari a San Siro, insieme a tutti i Bascioni.

About Fonz77

Milanese per nascita e per convinzione. Interista nel sangue da generazioni da parte di madre, mio padre ne sa talmente di calcio che crede che giochi ancora Mazzola... Sono il cümenda del blog, in carne e spocchia. Apostolo del culto José e sempiternamente vedovo dello Special One.