Udinese-Inter 3-1

A Udine è arrivata la prima battuta d’arresto dell’era Leonardo. A mio avviso è mancato tutto: gioco, determinazione, brillantezza e anche un pizzico di fortuna. Tutte le magagne sono uscite fuori insieme e la sconfitta è arrivata più per demerito nostro che non per i meriti dei tanto decantati friulani, che sono pronto a scommettere si scioglieranno come neve al sole nella partita di domenica prossima di Torino.

Adesso bisognerà essere bravi e non perdere la testa, perché un passo falso, prima o poi, doveva arrivare. Oggi come non mai i limiti di questa squadra sono venuti a galla in maniera più che netta. In primis, mancano i ricambi. Le assenze di Milito, Sneijder, Samuel e Julio Cesar (guardacaso la spina dorsale della squadra), ci hanno costretto a schierare dal  6 di gennaio ad oggi, più o meno la stessa formazione, affaticando inevitabilmente quelli che sono sempre scesi in campo. Gli attuali panchinari purtroppo non sono all’altezza dei titolari e quando entrano le seconde linee la differenza c’è eccome. Castellazzi ha dimostrato tutti i suoi limiti, Pandev non riesce mai ad incidere, Biabiany ha sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare. In giornate come queste in cui tutti non girano e anche uno come Eto’o è inusualmente impalpabile, è praticamente impossibile per l’allenatore riuscire a cambiare il match in corsa con una sostituzione. E oggi così è stato. La dirigenza, se veramente c’è l’intenzione di provarci, dovrà intervenire a mettere una pezza su questa situazione, a mio modo di vedere principalmente nel reparto offensivo dove un terzo attaccante serve come il pane. Adesso ci aspetta il Napoli in Coppa Italia e domenica prossima un intrigante sfida col Palermo in casa dove, oltre alle assenze già citate, saremo senza Cordoba, Chivu e Stankovic, tutti e tre ammoniti oggi e fuori per squalifica. Sarà dura, ma da qui capiremo di che pasta siamo fatti. Io non mollo. E voi?

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