Pensieri in libertà.

Dopo un’po’ di tempo di assenza, causa vicissitudini varie, finalmente torno a scrivere sul blog. Come dite? Frega niente? Ok, me ne farò una ragione…

Di cose ne sono successe tante, ma negli ultimi giorni ce ne sono state alcune che mi hanno particolarmente stuzzicato la fantasia. In primis, fresca di giornata, l’eliminazione della J**e dall’Europa League. I bianconeri escono mestamente dalla prestigiosa competizione impattando per 1-1 contro i temibilissimi avversari del Lech Poznan, compagine conosciuta principalmente, più che per il blasone sportivo, grazie alla presenza all’interno del datato videogame Sensible Soccer. E pensare che proprio al team allenato dal sosia dell’ispettore Clouseau era stato assegnato a più riprese il gravoso compito di salvare l’onore dell’Italia in Europa.

A margine del big match Barcellona-Real di lunedì scorso, conclusosi con la disfatta dei madrileni, arrivano le dichiarazioni di Xavi Hernandez su Mou e l’Inter. Come non dar ragione al giocatore azulgrana? E’ vero, Mou e l’Inter non entreranno nella storia, semplicemente perché nella storia ci sono già. Ed entrambi ci sono arrivati varcando l’ingresso principale. Lo Special One aggiudicandosi a sorpresa la Champions con il Porto, vincendo poi con il Chelsea la Premier League dopo un digiuno durato più di 50 anni e, infine, riportando a Milano la coppa dalle grandi orecchie seduto sulla panchina dell’Inter. E mi fermo qui,  limitandomi a citare queste tre vere e proprie imprese, tralasciando la parte restante della miriade di traguardi raggiunti dall’allenatore di Setubal. E scusate se è poco. Il perché F.C. Internazionale sia già nella hall of fame del calcio mondiale invece lo sapete tutti, quindi evito di dilungarmi elencando tutti i trofei conquistati dalla Beneamate nei suoi 102 anni di storia. E di sicuro nella storia c’è già entrato anche il Barca in virtù delle tante vittorie ottenute, ma anche per essere stata l’unico club al mondo ad accendere gli idranti sotto il settore ospiti durante i festeggiamenti dei giocatori avversari che avevano appena raggiunto la finale di Champions. Motivi per i quali invece il signor Xavi Hernandez debba entrare nella storia del calcio mondiale, al momento, non me ne vengono in mente. La remuntada mettila nel culo (semicit.).

E veniamo agli affari di casa nostra. Domani sera si giocherà Lazio-Inter, gara valida per la quindicesima giornata di Serie A. L’insolito anticipo al venerdì sera impedirà a molti (tra cui il sottoscritto) di recarsi allo stadio per assistere all’incontro, ma come se ciò non bastasse anche il CASMS ha pensato bene di vietare la vendita dei tagliandi ai residenti in Lombardia sprovvisti di tessera del tifoso. Ora, signori miei, notoriamente esiste da moltissimo tempo un gemellaggio tra le tifoserie di Lazio e Inter e negli anni passati non si sono mai registrati disordini a margine di questa partita. Quindi, che senso ha questo provvedimento? All’Olimpico, impegni lavorativi permettendo, si riverseranno centinaia di tifosi nerazzurri provenienti dalle regioni limitrofe al Lazio e arriveranno comunque esponenti dei gruppi ultras della curva nord che, essendo sicuramente abbonati a S.Siro, sono di conseguenza in possesso di tessera del tifoso. A cosa serve allora impedire l’accesso all’impianto ai lombardi che seguono la squadra saltuariamente e, magari, sfruttando il ponte dell’immacolata, volevano abbinare la trasferta al seguito dei ragazzi ad un soggiorno nella capitale? Perché questa chiusura, quando invece poco meno di quattro mesi fa si è autorizzato l’esodo di massa dei tifosi romanisti per la finale di Supercoppa italiana disputata a S.Siro, avallando di fatto che si verificassero disordini sia all’interno dello stadio che in altri luoghi?  Spiegatecelo.

Aggiornamento: come fatto notare dall’utente Daniele (che ringrazio) nei commenti, il divieto è stato fortunatamente revocato. Chissà, magari al CASMS ci leggono…

Se qualcuno se lo stesse chiedendo, si, in questo periodo sono arrabbiato, nervoso, acido. Si nota molto?

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