Senza parole

Come i più esperti sapranno, sfogliando una rivista di enigmistica, tra cruciverba, rebus, quiz e giochi vari, è facilissimo imbattersi in vignette a fumetti, alcune delle quali riportano la didascalia “senza parole”. Questo perchè  per comprendere quanto accade è sufficiente osservare la situazione che il vignettista ha disegnato. Ebbene, anche nel nostro caso non serve alcun commento, ma basta leggere quanto di seguito riportato:

NAPOLI, 14 aprile 2010: Paolo Trofino, legale di Luciano Moggi:  “La parola Collina non la dice Facchetti ma Bergamo? Il nostro trascrittore è sicuro che è stato Facchetti ma il problema non è questo. La difesa di Moggi tende a dimostrare che anche altri parlavano al designatore e altri parlavano di griglie. Mi dispiace che Gianfelice Facchetti si sia sentito offeso e ho rispetto per la memoria di Giacinto Facchetti, che per me è un monumento del calcio e ricordo ancora quella formazione a memoria. Non avevo alcuna intenzione di offendere la sua memoria. Se dalla trascrizione futura, disposta dal Tribunale, si vedrà che quella frase è pronunciata da un altro interlocutore, per noi si tratterà di un particolare ininfluente“.

Fonte: www.fcinter1908.it

NAPOLI, 12 ottobre 2010:  “Non fu Giacinto Facchetti a pronunciare il nome Collina durante la conversazione telefonica del 26 novembre 2004 con l’allora designatore arbitrale Paolo Bergamo in cui si faceva riferimento a una griglia arbitrale per una partita del campionato. È quanto emerge da una integrazione della perizia fonica depositata oggi al processo di Calciopoli in corso a Napoli da Roberto Porto, il perito incaricato di esaminare e trascrivere le intercettazioni indicate dalla difesa di Luciano Moggi. Si tratta di quella che la difesa di Moggi aveva definito “la madre di tutte le intercettazioni”, sostenendo che la frase “metti dentro Collina” era da attribuire all’ex presidente dell’Inter Facchetti. Il perito, a quanto si è appreso, ha invece accertato che il nome dell’arbitro è pronunciato dall’interlocutore, ovvero dal designatore Bergamo.”

Fonte: Gazzetta.it

Tra trascrizioni, sicurezze assolute, particolari ininfluenti e integrazioni, pare che “la madre di tutte le intercettazioni” abbia appena abortito (cit.).

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