Il bicchiere mezzo pieno

Per la terza volta in sei partite (di campionato), l’Inter non ha segnato; in tutto il campionato scorso, era successo solo 4 volte su 38 partite (una in tutto il girone d’andata). Contro la Juve, l’Inter ha attaccato con buona continuità, lo dimostrano i 13 calci d’angolo conquistati. Se si aggiungono i 4-5 calci di punizione dalla tre-quarti e i soliti – prevedibilissimi, inutilissimi – cross di Maicon (mai che faccia due passi in più e provi a conquistare la linea di fondo), si può ipotizzare che per 25 volte il pallone sia spiovuto nell’area bianconera. 25 volte… Anni fa, con una simile mole di lavoro preparatorio, l’Inter avrebbe segnato almeno un paio di gol. Stavolta, per 24 volte l’hanno presa Storari, Chiellini, Bonucci e Grygera (comoda, su Coutinho). La venticinquesima, poteva far gol Maicon, incredibilmente su colpo di testa, ma da un paio di metri l’ha appoggiata nelle mani di Storari. L’Inter di Benitez ha percentuali di “possesso palla” molto superiori alla stagione scorsa, ma per perdere l’equilibrio attacca con pochi uomini.

Mi fermo qui con i numeri, ma ricordo agli ottimisti a oltranza, che in sette giorni, senza fare niente di trascendentale, il Milan ha recuperato 5 punti. Sono le vittorie che pesano di più. Fra Roma e Juve, invece, l’Inter non è riuscita a segnare e ha mostrato una dipendenza da Eto’o che è di natura diversa dalla dipendenza da Milito di certe fasi della stagione scorsa. Affrontare la Juve con Biabiany e Coutinho è stato un azzardo che conferma la necessità di due acquisti a gennaio.

Però, tutto sommato, vedo il bicchiere mezzo pieno, perché con tutti gli infortuni accumulati, e con Maicon, Milito e Sneijder in queste condizioni, restare lassù è quasi miracoloso.

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Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.