Ritorna la musichetta

Martedì 14 settembre 2010 ore 20.45, Enschede, stadio De Grolsch Veste: tornano in campo i Campioni.

Dopo i primi turni preliminari e il sorteggio, inizia la vera Champions e arriva il momento del debutto dei Campioni in carica, il momento del debutto dell’Inter come Campione in carica.

Sentire di nuovo quella musica potrebbe essere allo stesso tempo la più inebriante e la più pericolosa delle sensazioni. Inebriante, è ovvio, perchè riaffioriranno alla mente i ricordi di quello splendido 22 maggio madrileno. Arriveranno i brividi, arriveranno le immagini -nitidissime- dei gol di Milito, della sua esultanza, della gioia di tutta la squadra e di tutti noi. Rivedremo Zanetti alzare al cielo la Coppa e metterla a mò di cappello, rivedremo Julio Cesar impazzito, Materazzi sbruffone come al solito, Josè Mourinho in lacrime. Sarà un momento carico di emozioni, senza dubbio. E quindi pericoloso, allo stesso tempo, perchè potrebbe farci toccare con mano i limiti di questa Inter: come reagiranno a quella musica, come faranno a ricominciare a giocare sugli stessi campi, nello stesso ambiente, per lo stesso obiettivo, come se niente fosse successo? Impossibile. Rilassarsi e lasciarsi andare o caricarsi e cercare di dimostrare di essere ancora i più forti: queste le alternative, l’indifferenza non è contemplata, non è credibile.

Eppure da Madrid bisogna ripartire, da Madrid bisogna mettersi in viaggio per arrivare fino ad Enschede, dove il Bayern Monaco diventa il Twente e una finale si trasforma nella prima partita di un girone. Una di quelle partite che siamo abituati ad affrontare un po’ così, nella convinzione dell’ineluttabile passaggio del turno. Una di quelle partite che fanno da preludio, troppo spesso, a qualificazioni ottenute sul filo di lana o comunque faticando più del previsto. Una di quelle partite alle quali guardi -dopo, sempre dopo- e pensi che se solo ti fossi impegnato un po’ di più non ti saresti ritrovato con quell’affanno.

Ed è proprio per evitare l’affanno fra pochi mesi che bisogna vincere stasera, per mettere le cose in chiaro sin da subito in un girone tutt’altro che semplice, per far sì che la doppia sfida col Tottenham non diventi decisiva nè per il primo posto nè per null’altro. Rivedremo ancora il 4231 -modulo che non convince i tifosi e probabilmente neanche Benitez ma che non ha ancora fatto il suo tempo- con i soliti punti fermi: Lucio e Samuel, Cambiasso e Sneijder, Eto’o e Milito. Intorno a loro, però, non tutto sembra così definito. Prendiamo per buono Maicon che è tornato ad allenarsi col gruppo, e diamo per assente Chivu che invece il gruppo l’ha lasciato per fare un lavoro a parte. Zanetti o Santon a sinistra: nel primo caso rivedremo Mariga di fianco a Cambiasso mentre nel secondo, più probabile se Santon dovesse essere in buone condizioni fisiche, il Capitano andrà a fare compagnia al Cuchu in mezzo al campo. A sinistra in attacco ballottaggio Pandev-Biabiany, ma -se stiamo imparando a conoscere Benitez- alla fine dovrebbe essere il macedone ad avere la meglio. I “se” e i “ma” sono quelli sotto gli occhi di tutti in questo inizio di stagione, e i punti interrogativi più grandi riguardano senza dubbio la coppia di metà campo: indispensabile, per risolverli, che Cambiasso entri in condizione. Nell’attesa di Thiago Motta o almeno di Stankovic.

Dall’altra parte del campo i Campioni d’Olanda in carica, al loro debutto assoluto in Champions League. Questo Twente non va sottovalutato soprattutto per il momento particolare in cui ce lo ritroviamo contro, anche se della squadra che ha vinto il titolo l’anno scorso è rimasto poco: via Steve McClaren, già ct inglese e artefice del successo in patria dei “tukkers”, via soprattutto Cheick Tiotè e Miroslav Stoch, giovanissime luci del centrocampo nella passata stagione. Theo Janssen e Bryan Ruiz cercano di non farli rimpiangere troppo e, con la collaborazione di bomber Janko appena arrivato dai RedBull Salisburgo, si candidano come punti di forza di una squadra che oggi fa della solidità difensiva la sua arma migliore: basterà contro Wesley Sneijder e Samuel Eto’o? Basterà contro Diego Milito? Basterà contro i 4 migliori giocatori dell’ultima Champions League?

Oggi il gioco si fa duro. Stasera al De Grolsch Veste scendono in campo i Campioni d’Europa.

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.