Trofeo TIM

Inter-Giuve 1-0

Un’Inter apparsa già in palla quella scesa in campo contro i bianconeri nel primo match del Trofeo Tim. Benithez schiera la difesa a quattro con Maicon e Chivu sugli esterni e Matrix e Lucio al centro. In mediana  i due centrali sono Cambiasso e il giovane Obiora, mentre Sneider, alla sua prima partita stagionale, è libero di muoversi per tutto il campo, abbassandosi quando necessario a prendere palla. Sugli esterni, larghissimi, Pandev ed Obinna, mentre il ruolo di unica punta centrale viene lasciato ad un voglioso ma impreciso Eto’o.  In pratica, si rivede il 4-2-3-1 artefice dei successi della passata stagione.

Il pressing alto sui portatori avversari e il possesso palla prolungato alla ricerca del varco giusto sono le peculiarità che saltano subito all’occhio. L’Inter è padrona del campo, con Materazzi impeccabile a guidare la retroguardia e un Maicon pronto a proporsi con regolarità in fase offensiva sia centralmente che in fascia destra, dove invece Obinna fatica un’po’ ad entrare in partita. Sull’altro binario Chivu è molto più bloccato, mentre Pandev parte bene ma poi si spegne un’po’ alla distanza, anche per i pochi palloni ricevuti nella seconda metà del tempo. Nel mezzo è Cambiasso che si prende la responsabilità di proporsi, mentre il giovane Obiora tiene la posizione e svolge diligentemente il compitino. Le occasioni sono tutte a tinte nerazzurre e dopo i tiri di Pandev, Cambiasso e Maicon è Sneijder a trovare il gol vittoria con una fantastica conclusione a giro da oltre venti metri che va ad insaccarsi alle spalle di Manninger, proprio li, dove si annidano i nemici dell’igiene (cit.). La conclusione più pericolosa degli uomini allenati dal sosia dell’ispettore Clouseau invece, risulterà un retropassaggio di testa di Matrix, ben controllato da Julio Cesar, il che è tutto dire. Come da copione non potevano mancare alcune scaramucce che, come sempre, vedono sugli scudi il solito Chiellini, spintosi in maniera non proprio amichevole dalle parti di Lucio.

Alla fine, una buona prestazione, condita da una vittoria che fa sempre piacere, anche perché personalmente, contro questi qua, non vorrei perdere neanche a freccette.

Inter- Bilan 0-0

Nella seconda apparizione di Bari, Benithez varia leggermente lo schieramento della squadra. In porta Castellazzi sostituisce Julio Cersa, difesa a quattro con Maicon, Cordoba, Materazzi e il giovane Biraghi, Deky e Obiora centrali di centrocampo con Biabiany e Mancini in fascia, Couthino seconda punta e Milito centravanti. Partenza favorevole ai cugini, che con uno scatenato Inzaghi vanno alla conclusione in un paio di occasioni. Poi è Biabiany a mettersi in evidenza con uno scatto sul filo del fuorigioco, palla servita a Mancini a centroarea che però si incarta e perde il tempo per la conclusione. Dopo circa un quarto d’ora Benithez inserisce i primavera Natalino e Benedetti al posto di Maicon e Materazzi, forse i migliori di stasera, lanciando di fatto la linea verde in difesa. Pochi minuti dopo una punizione dal limite di Pirlo viene sapientemente disinnescata da Castellazzi che devia in angolo. Meglio quindi il Milan in avvio, con i nostri che faticano a proporsi ma che, quando c’è la possibilità, non esitano a ripartire. E, da un’azione corale con palla scambiata velocemente tra i nostri avanti, Milito calcia in porta da buona posizione, ma la conclusione smorzata da un difensore è preda di Abbiati. Successivamente seguiranno un altro paio di incursioni potenzialmente pericolose, una delle quali nata da un ottimo anticipo del giovane Natalino. L’inerzia della partita sembra cambiare e alcuni dei nostri ragazzi si mettono in evidenza. Il più attivo è Biabiany che con le sue volate in velocità tiene in continua apprensione la retroguardia rossonera. Coutinho, nonostante un paio di buoni spunti e combinazioni con Milito, fatica a mettersi in luce, mentre “El Principe” non riesce ad incidere come al solito. A dieci minuti dal termie altro cambio: entra Obi al posto di Obiara, autore di un’altra prestazione ordinata. Gli ultimi minuti si trascinano stancamente, con le due squadre che rivoluzionate dai cambi attendono il triplice fischio dell’arbitro. Da segnalare una conclusione di Deky che impegna Abbiati ed un ottimo spunto di Natalino che permette a Mancini di impegnare a terra l’estremo difensore rossonero. Finisce il match sul punteggio di 0-0 e quindi, per l’assegnazione del trofeo, saranno decisivi i calci di rigore.  Dagli undici metri è determinante l’errore del “coniglio mannaro” (che a dette di Bruno Longhi “è uno che non sbaglia mai in queste occasioni”)  che spedisce sul palo l’ultimo rigore calciato “col cucchiaio”. Una scena già vista.

Al di la della vittoria del torneo che lascia il tempo che trova, la serata è stata l’occasione per ammirare alcuni giovani interessanti e personalmente per dissipare alcune perplessità relativamente al modulo. La curiosità adesso è quella di vedere la squadra in un test più provante, magari con l’organico al completo. La Supercoppa Italiana di sabato 21 potrebbe esserne l’occasione.

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