Il punto (interrogativo) sul mercato

Maicon, Balotelli, Burdisso. Mascherano, Sculli, Kuyt. E poi Rivas e Suazo, Giuseppe Rossi e Forlan, Ranocchia e Miguel Veloso…nel mare magnum di nomi accostati all’Inter in questi ultimi mesi (qui un geniale elenco completo) desta stupore oggi, 10 agosto, verificare la sostanziale immobilità della società e le scarsissime modifiche apportate alla rosa campione di tutto. Eppure in uscita Maicon e Balotelli sono operazioni “già chiuse” da settimane, di quelle per le quali “mancano solo i dettagli” e sicuramente “domani sarà il giorno decisivo”. Lo stesso dicasi per Mascherano e Kuyt in entrata, per esempio. Lapalissianamente, però, se si stanno trascinando da così tanto tempo forse -e dico forse- i “dettagli” che mancano sono un po’ tantini. Cosa sta succedendo?

Per troppo tempo accostate e parificate, le trattative per la cessione di Maicon e Balotelli sono profondamente diverse tra loro. Sgombriamo subito il campo dall’equivoco più grande: la società non vuole venderli. No, non è una battuta: Maicon e Balotelli non sono sul mercato nel senso proprio del termine. Semplicemente non sono incedibili, come nessun altro elemento della rosa. Davanti ad offerte adeguate chiunque può partire, questo è il discorso messo in piedi da Moratti e Branca. Ovviamente il tam-tam in questo quadro si scatena intorno a chi ha più mercato -Balotelli e Maicon, appunto- facendo passare il concetto che la società vuole disfarsene. Niente di più falso: dovessero restare a Milano nessuno si strapperebbe i capelli. E il concetto che sembra arrivato ben chiaro a Madrid ma non ancora a Manchester.

Le difficoltà per il trasferimento di Balotelli non sono legate all’ingaggio del giocatore -come fatto credere dai giornali inglesi per alleggerire la posizione del City- ma alla mancanza di un accordo fra le società. L’offerta dello sceicco è ferma a 26 milioni più bonus, l’Inter non si muove dalla richiesta di 30 più bonus. La corda è stata tirata fino ad oggi perchè in Inghilterra non è mai stato percepito il rischio concreto di perdere un giocatore con il quale si ha già un accordo, ma ora inevitabilmente i tempi stringono e Mancini spinge per la chiusura. I 4 milioni verranno messi sul piatto in settimana, e magari Mancini avrà davvero a disposizione Balotelli già da giovedì, come richiesto.

E’ oggi, invece, il giorno cruciale per Maicon. Un incontro fra Moratti e Caliendo metterà la parola fine alla telenovela, in un verso o nell’altro. Anche qui c’è l’accordo fra il giocatore e la nuova squadra, ma è ancora ben lontano quello tra le due società: il Real è arrivato a 25 milioni solo venerdì e la distanza con la richiesta dell’Inter, seppure numericamente simile a quella tra Inter e City per Balotelli, non sembra colmabile tanto facilmente. Anzi. Qui la corda è stata forse tirata troppo dal Real, tanto da far partire da Milano una serie di “avvertimenti” prima più leggeri (Benitez e Zanetti) e poi pesantissimi (Moratti in persona) che sembrerebbero rendere insufficienti anche i 30 milioni chiesti in partenza. La situazione è tutt’altro che definita, comunque. Quello che è certo, è che in queste ore la posizione dell’Inter non va certo ad ammorbidirsi. La cifra è stata fatta e al di sotto di quella non si scenderà indipendentemente dalle richieste che avanzerà Caliendo, che pure col Real ci ha messo la faccia: o gli spagnoli mettono tutto sul piatto in tempi brevi, o la trattativa rischia concretamente di saltare.

Così come sembra ormai saltata quella tra Inter e Liverpool per Kuyt -troppo alte le richieste dei Reds- mentre resta in stand-by Mascherano: il giocatore vive ormai da separato in casa in Inghilterra, ha già un accordo con l’Inter e proprio in queste ore sono state gettate le basi per un accordo con il Liverpool (provando a inserire Muntari come contropartita), anche se tutto sembrava legato alla cessione di Maicon. Un mancato approdo ad Appiano avrebbe davvero del sorprendente, ma è possibile avere a Milano sia lui che Maicon nella prossima stagione? Impensabile fino a una settimana fa, molto molto difficile ancora oggi…ma chissà.

Nell’ottica dei continui scambi tra Inter e Genoa (che nel frattempo ha fatto del Milan una sua società satellite), fra i quali l’anno prossimo con ogni probabilità vedremo anche Ranocchia e Miguel Veloso, sembra invece ormai chiusa la trattativa per il passaggio di Giuseppe Sculli a Milano. Milito ne parla già come di un nuovo compagno di squadra, che tuttavia non dovrebbe restare l’unico arrivo nel reparto offensivo.

In tutto questo si muove anche il mercato in uscita “minore”: in particolare su Obinna rimbalzano voci di richieste di prestito da mezza Italia, mentre Rivas dovrebbe finire all’estero, Suazo resta convinto di volersi giocare le sue carte a Milano (anche a causa di un ingaggio troppo elevato) così come Mancini resta convinto di voler continuare a rubare lo stipendio. Il vero caso umano, però, riguarda un altro ragazzo ormai abbandonato a sè stesso, senza nessuno che lo aiuti, senza nessuno che gli rivolga una parola di conforto, senza nessuno che gli stia vicino. Ormai chiunque ha capito che l’Inter non vuole liberarlo prima della Supercoppa e che comunque, nonostante le sterili minacce del suo procuratore (prossimo passo gli insulti diretti), l’affare in un modo o nell’altro si farà, magari aggiungendo ai 5/6 milioni cash il cartellino di Andreoll per salvare almeno le apparenze. Lui, il giovane sfortunato in questione, potrà così finalmente liberarsi da quel senso di solitudine e di oppressione, e finire tra le braccia di chi lo aspetta in fremente attesa (grazie a rubinho1513 per il prezioso contributo fotografico).

Burdisso Roma

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.