scritto da il 14 luglio 2010 alle 11:20

Die Meister, die Besten, les Meilleurs Equipes: The Champions

Sembrava essere un evento da ammirare una volta ogni dieci anni. 1967, 1972, 1988, 1999, 2009. E poi siamo arrivati noi a scompaginare tutto, a scrivere una pagina imprevista e imprevedibile di Storia. Anche qui. Ancora una volta.

Lions1967: i Lisbon Lions - I Leoni di Lisbona: nome curioso per una squadra composta interamente da giocatori nati entro 50km da Glasgow, eppure tributo dovuto a dei ragazzi che proprio a Lisbona mettono il sigillo su quello passato alla storia come Year of Triumph, l’anno del Trionfo. 4 sconfitte in 65 partite, primo club britannico (e unico scozzese) ad alzare al cielo la Coppa dei Campioni, primo club della storia a vincere nello stesso anno Coppa Nazionale, Campionato e Coppa dei Campioni. Conditi dalla Coppa di Lega. Il Celtic Glasgow. Ancora oggi, in ricordo di quella impresa, una gradinata del Celtic Park è dedicata proprio ai Lisbon Lions. L’altra? A Jock Stein, allenatore di quelle annate favolose. Annate che portarono nella bacheca dei Bhoys la bellezza di 9 campionati consecutivi, dal 1966 al 1974, e il ricordo fantastico di quell’annata trionfale e di quella torrida giornata portoghese, quando strapparono la Coppa dalle grinfie della Grande Inter -che due anni prima aveva sfiorato lo stesso trionfo, perdendo solo la finale di Coppa Italia- mettendo la parola fine sul ciclo di Herrera e ufficializzando il passaggio di consegne fra il calcio europeo e quello britannico. Una vittoria ottenuta dopo un dominio assoluto grazie ad oltre 40 occasioni da rete nonostante lo svantaggio iniziale, una vittoria impronosticabile. La vittoria di Jock Stein, dei suoi uomini e del calcio totale “alla scozzese”. Il primo nome scritto nell’Albo d’Oro della Storia.

- Lisbona, 25 maggio 1967 – CELTIC GLASGOW – Simpson, Craig, McNeill, Clark, Gemmel, Murdoch, Auld, Johnstone, Lennox, Wallace, Chalmers. Allenatore: Jock Stein.

Cruijff1972: il Calcio Totale – Rinus Michels ha appena lasciato Amsterdam per andare a Barcellona dopo la doppia accoppiata Campionato-Coppa d’Olanda (nel 1970) e Coppa d’Olanda-Coppa dei Campioni (nel 1971) non immaginando cosa sta per succedere. Al suo posto, sulla panchina dell’Amsterdamsche Football Club arriva Stefan Kovacs. E’ la consacrazione assoluta. Il tecnico rumeno continua a seguire la filosofia del suo predecessore e porta l’Ajax dove non era mai arrivato: Coppa d’Olanda e Campionato come due anni prima. E poi lei, in una finale casalinga troppo ghiotta per non essere sfruttata. A Rotterdam c’è di nuovo l’Inter fra una squadra straniera e la Leggenda. Finale con meno storia di quella del 1967, se possibile: i lancieri guidati dal solito Johann Cruyff fanno un solo boccone della squadra di Invernizzi issandosi lì, quattro stagioni dopo, fianco a fianco con il Celtic. E’ un trionfo totale, il punto più alto di una parabola che comprende anche la Coppa dei Campioni precedente e quella successiva. Tre di fila, per incastonare meglio questo Diamante. E’ la consacrazione finale. La consegna del Calcio Totale alla Storia del football.

- Rotterdam, 31 maggio 1972 – AJAX AMSTERDAM – Stuy, Suurbier, Blankenburg, Hulshoff, Krol, Neeskens, Haan, Muhren, Swart, Cruyff, Keizer. Allenatore: Stefan Kovacs.

Hiddink1988: Doppietta Oranje - E’ il turno del Philips Sport Vereniging di Eindhoven, è il turno di Guus Hiddink in una annata che resterà, va da sè, storica per quella che è sempre stata considerata la seconda squadra d’Olanda. Eppure anche al PSV di Ronald Koeman è concesso di arrivare al Vello d’Oro. Quattro Campionati consecutivi, tre Coppe d’Olanda di fila. In mezzo, l’Olimpo. Conquistato in realtà in maniera particolare: nonostante sia alla terza affermazione consecutiva in patria (raggiunta con sole due sconfitte), il PSV non è certo una delle grandi d’Europa e tenta, anzi, un assalto a una Coppa dei Campioni che sembra tutt’altro che concreto. Rimarrà l’unico successo della squadra olandese nella storia della competizione: un successo…senza vittorie. Dopo aver sconfitto 2-0 il Rapid Vienna negli Ottavi di Finale, infatti, il PSV mette in fila quattro pareggi contro Bordeaux e Real Madrid, superando il turno ogni volta per i gol segnati in trasferta. Sarà pareggio anche contro il Benfica nella finale di Stoccarda: 0-0 nei tempi regolamentari e partita decisa ai rigori grazie a una serie perfetta degli olandesi e all’unico errore di Veloso al sesto tiro. Resta l’ultimo Grande Slam che vede protagonista la Coppa dei Campioni. Resta la pagina più luminosa della storia del club: come per il Celtic, come per l’Ajax, come per i pochi che seguiranno.

- Stoccarda, 25 maggio 1988 – PSV EINDHOVEN – Van Breukelen, Gerets, Koeman, Nielsen, Van Aerle, Heintze, Liskens, Vanenburg, Lerby, Kieft, Gillhaus (Janssen). Allenatore: Guus Hiddink.

United1999: il Treble - Siamo ai giorni nostri, o quasi. La Premier League è nata da poco e a Manchester, sponda United, arrivano scudetti come se piovesse: 1993, 1994, 1996, 1997. L’annata precedente è stata terribile però, conclusa senza vittorie. Ad Alex Ferguson non sta bene: serve un riscatto immediato. Il primo successo in ordine di tempo arriva nella solita Premier League, amica fedele: una battaglia punto a punto con l’Arsenal vede lo United dei Calipso Boys passare in testa solo alla penultima giornata, ora serve una vittoria all’ultima per non vanificare tutto. Il Tottenham però passa in vantaggio. E’ l’ultimo attimo di buio nella stagione dei Red Devils: rimonta imperiosa, 2-1 e quinto Campionato messo in bacheca in 7 anni. Una settimana dopo tocca alla FA Cup, tocca al Newcastle United di Shearer e Gullit. Un altro 2-1, è già storia: lo United diventa la prima squadra inglese a conquistare il double -l’accoppiata scudetto/coppa- per tre volte. Ma non è finita: si vola a Barcellona. Dopo un cammino di difficoltà incredibile, che ha visto l’Old Trafford teatro di sfide con Bayern Monaco, Barcellona, Inter e Juventus, al Camp Nou ad aspettare i freschi Campioni d’Inghilterra c’è di nuovo il Bayern Monaco di Lothar Matthaus, vittima sacrificale della finale più incredibile che si ricordi. La caccia è aperta, ma la partita sembra essere un bagno di sangue per gli inglesi. Il Bayern passa in vantaggio dopo 5 minuti grazie a una punizione di Basler, poi il dominio dello United è totale ma la porta difesa da Kahn sembra essere stregata. Passano i minuti, arriva il turno di Sheringham, 10′ alla fine, tocca anche a Solskjaer, ma l’incredibile assedio sembra ormai destinato a concludersi con un nulla di fatto. Scocca il 90′, la festa bavarese è pronta a partire. Pierluigi Collina, arbitro della finale, concede 3 minuti di recupero. A quel punto gli dèi del football decidono di dare la propria benedizione allo United. Inizia il recupero, calcio d’angolo da destra, lo batte Beckham, anche Peter Schmeichel si butta in avanti all’inseguimento di quei tempi supplementari che renderebbero giustizia all’incontro. La palla è nella mischia, respinta fuori area dalla difesa bavarese. Arriva Giggs con la forza della disperazione, tiro dal limite diretto verso la porta. Dal nulla spunta Teddy Sheringham: 1-1. Giustizia è fatta, lo spettacolo è accontentato: saranno dei supplementari di fuoco. Invece no. I tedeschi sono frastornati, passa un minuto, ancora calcio d’angolo. C’è sempre Becks sulla palla, ma stavolta Schmeichel non si muove dal suo posto. Il piede fatato del numero 7 diventa letale, la palla spiove in area, la difesa del Bayern è in bambola. Arriva Ole Gunnar Solskjaer: 2-1. Come in Premier, come in FA Cup. La disperazione tedesca è inferiore solo al tripudio inglese, lo United è sul tetto d’Europa per la seconda volta nella storia. I tabloid inglesi mettono la ciliegina: passare dal double al treble è un attimo. Qualsiasi tifoso inglese ricorda questa come la più esaltante delle stagioni vissute a Manchester, e questo capolavoro frutterà a Ferguson, il 21 luglio del 1999, il titolo di “Sir” concesso direttamente dalle mani della Regina Elisabetta. La Supercoppa Europea persa contro la Lazio è un male accettabile, la Coppa Intercontinentale alzata a Tokio un grazioso abbellimento: quello che conta veramente è questo tris, il primo nella storia della Champions League, 11 anni dopo il PSV. L’onore britannico non poteva essere lasciato in mano agli scozzesi, ed è proprio uno scozzese -sponda Rangers, ovvio- a portarselo via.

- Barcellona, 26 maggio 1999 – MANCHESTER UNITED – Schmeichel, G.Neville, Stam, Johnsen, Irwin, Giggs, Beckham, Butt, Blomqvist (Sheringham), Cole (Solskjaer), Yorke. Allenatore: Alex Ferguson.

Barca sei2009: la Stagione Perfetta - La Barcellona-mania che aveva invaso l’Europa solo due anni prima, vittima delle magie di Ronaldinho e Deco e di una organizzazione societaria all’apparenza perfetta, sta ormai scemando. Il Barça conclude la stagione precedente senza vittorie e tenta un ultimo colpo di coda per risollevare le cose: rivoluzionare tutto dall’interno, affidando la panchina all’esordiente Pep Guardiola, finora allenatore della cantera. Fuori Ronaldinho e Deco insieme a Zambrotta, Edmilson, Oleguer e Thuram, dentro i semisconosciuti Keità, Piquè, Dani Alves, Cacères e Hleb, largo ai giovani nati e cresciuti con il blaugrana addosso (7 titolari su 11 verranno fuori dalla primavera). La critica inizialmente mostra più di un dubbio, poi si deve piegare davanti alla potenza di un Barcellona leggendario. Nella prima parte della stagione non ci sono trofei da alzare, ma 50 punti su 57 disponibili, record assoluto nella Liga, sono ben più di un semplice campanello d’allarme per gli avversari in Spagna e in Europa. Esplode la stella di Messi, che si prende anche il lusso di segnare il gol numero 5000 nella storia del club (anzi, del Clùb), ma soprattutto esplode la stella del Barça. Quando il Real inizia a farsi sotto in campionato, riducendo a “sole” 7 lunghezze il distacco dagli inarrivabili catalani, si assiste ad uno scontro diretto imbarazzante per la differenza di valori in campo: 6-2 per i blaugrana e centesimo gol segnato nel corso della stagione. Al 2 di maggio. Il resto è la passeggiata di una Liga ingiocabile e della venticinquesima Coppa del Re portata a casa liquidando l’Athletic Bilbao con un 4-1 senza storia, perchè la Storia dev’essere tutta del Barcellona. Il cammino in Champions parte dai preliminari e prosegue spedito eliminando Lione, Bayern Monaco e Chelsea in una partita non senza polemiche, vinta grazie a un tiro disperato di Iniesta in pieno recupero. La finale, in una splendida scenografia romana, mette il Manchester United di fronte a questa superfavorita squadra delle meraviglie. Bastano 10 minuti a Samuel Eto’o per mettere dentro l’1-0, poi ordinaria amministrazione fino a quando Leo Messi decide di mettere al sicuro il risultato. 2-0, e benedizione dello United per l’ingresso nel club del treble. Anzi, del triplete. L’anno solare non è ancora finito però, e alla Stagione Perfetta manca qualche pezzettino. Eccoli messi in fila, da maggio a dicembre: Liga, Coppa del Re, Champions League, Supercoppa di Spagna, Supercoppa Europea, Coppa Intercontinentale. Pallone d’Oro e FIFA World Player per Leo Messi. Serve altro?

- Roma, 27 maggio 2009 – BARCELLONA – Valdès, Puyol, Tourè, Piquè, Sylvinho, Busquets, Xavi, Iniesta (Pedro), Messi, Henry (Keita), Eto’o. Allenatore: Pep Guardiola.

2010: la Nuova Grande Inter - No, questa storia la conoscete voi meglio di chiunque altro. E i vostri ricordi possono raccontarvela meglio di mille parole.

Champions

- Madrid , 22 maggio 2010 – INTER – Julio Cesar, Maicon, Samuel, Lucio, Chivu (Stankovic), Zanetti, Cambiasso, Pandev (Muntari), Sneijder, Eto’o, Milito (Materazzi). Allenatore: Josè Mourinho.

940 comments to Die Meister, die Besten, les Meilleurs Equipes: The Champions

  • Daniele

    Nk³: Qual è l’ultimo under20 con capacità di cambiare una partita portato in prima squadra dal Real Madrid? Dal Manchester United? Dalla Juventus? Dal Milan? Dalla Roma?

    per il Real credo Raul ( anche se nasce colchonero…), per la Roma Totti, per il Man Utd ( non so se hanno fatto la trafila nelle giovanili) mi vengono in mente Scholes, Beckham e Giggs, per il Milan, se valgono anche i difensori, Maldini, per la Juve francamente non so…e non parliamo della cantera blaugrana, Xavi, Iniesta, Messi……la verità è che sui giovani devi puntare, con l’idea di farli crescere..poi arrivi ad un punto in cui valuti se può crescere meglio da te o da altre parti..secondo me, per Mario nell’Inter non sei ancora arrivato a questo punto, quindi, al netto delle sue immense cavolate, una cessione sarebbe tecnicamente sbagliata, e ( atteso il potenziale – ma questo si saprà tra qualche anno) anche economicamente potrebbe diventarlo…

  • Daniele

    addendum…perchè se fa un anno da protagonista, lo vendi a 60 e non a 30 o 35…

  • Daniele: perchè se fa un anno da protagonista, lo vendi a 60 e non a 30 o 35…

    Già. Ma se fa un anno da svacco (perchè vuole andar via, perchè c’è la gang argentina, perchè lo sceriffo lo picchia, perchè nessuno lo capisce, perchè benitez lo panchina, insomma scegli tu perchè) lo vendi a quindici.

    E comunque io correrei lo stesso il rischio.

    Solo che, mi pare, che uno vada venduto quest’anno, non il prossimo. Quindi se rimane Mario va via Maicon, perchè i trentacinque da qualche parte Moratti li vuole.

    Quindi il tema è: se tanto vuol andare via vada via subito e resti il colosso.
    Volesse rimanere ragionerei diverso

    ma a legger voi pare che di rimanere non ne abbia neanche per le palle. Quindi il prezzo è questo, la porta è quella.

  • marcoottobre

    Animamigrante: Màh, Muller (per dire l’ultimo)? Cristiano Ronaldo? Rooney? Pato? Messi? Se risaliamo negli anni potrei continuare.

    quoto, mi riferivo proprio a questo, ci aggiungo higuian, raul, gerrard, Casillas ad esempio…

    Noi invece facciamo fatica.

    E ne abbiamo avuti che potevano diventare grandi giocatori.

  • marcoottobre

    Nk³: Qual è l’ultimo under20 con capacità di cambiare una partita portato in prima squadra dal Real Madrid? Dal Manchester United? Dalla Juventus? Dal Milan? Dalla Roma?
    Cioè, in sostanza…che razza di domanda è?

    In sostanza mi chiedo come mai sembrano riuscirci in tanti, di esempi te ne abbiamo fatti molti, e noi no, come mai?

  • Gigi Di Biagio

    Ma per lanciare stabilmente in prima squadra si intende dopo averlo fatto crescere nelle proprie giovanili?
    Perchè se la risposta è si di tutti i citati recenti direi il solo messi (non Ronaldo, nè Rooney nè tantomeno pato, pagato fior di quattrini e con un’intercontinentale in bacheca).
    Nemo profeta in patria?

  • Fonz77

    MarcoX, il senso della tua domanda mi è perfettamente chiaro, ma mi piacerebbe restringere il campo.

    Un bel numero di quelli che ha nominato Anima sono gente seria, a cui il calcio piace davvero.

    Ci vogliamo limitare ad analizzare le “teste di cazzo” (per usare una terminologia scientifica)?

    Tra questi possiamo enumerare Cristiano Ronaldo sicuramente e Rooney (forse). Entrambi messi in riga da Sir Alex che gode di una libertà nel trattare i giocatori assolutamente diversa da quella di qualsiasi altro allenatore nella storia.

    Questa potrebbe essere una chiave di lettura.

    Ne propongo anche un’altra. L’Inter non può (poteva?) aspettare. E’ sempre costretta a vincere subito, mentre un piskello ha bisogno di tempo e di minuti in campo e di una sana dose di vergate sul culo.
    Forse di sceriffi non ce ne sono abbastanza.

  • Mr Sarasa

    leggo un sacco di volte “se ne vuole andare? vaffanculo, porti i soldi e se ne vada”.
    E non mi scandalizzano mica ste parole in se, le ho rivolte io stesso a Mou quando se ne voleva andare ma senza pagare (da portoghese insomma, non sarà casuale come espressione :D), certo qualcuno mi faceva il predicozzo per quei toni, ma io non farò altrettanto ora.

    Mi fa ridere pensare che siano 3 anni che Mario se ne voglia andare.

    Mi fa ridere che Raiola desti ribrezzo, mentre di Merdes o Hidalgo non si parla mai negli stessi termini (e ne meriterebbero di ben peggiori).

    Mi fa anche sorridere la visione “dietrologa” che vede cmq il milan dietro a tutto, quando io ci vedo solo il legittimo desiderio di guadagnare una barca di soldi.

    Poi Mou che se ne va dall’Italia, “ecco, ce l’hanno fatto scappare, itagliani maledetti, prostitussione intellectuale, restaurazione” e quant’altro.

    Se un ragazzo che viene fischiato in tutti gli stadi d’italia, a volte anche nel proprio (e prima del lancio della maglia), pensa ad un futuro in uk, nessuno strale.

    Ma va bene tutto, per carità.

    Ognuno c’ha i suoi beniamini, per un motivo o per un altro, ed ognuno c’ha le cose che non sopporta.

  • Gigi Di Biagio: Ma per lanciare stabilmente in prima squadra si intende dopo averlo fatto crescere nelle proprie giovanili?

    Raùl, Giggs, Scholes, Beckham, Totti, De Rossi, Owen, Gerrard, Xavi, Iniesta, e tanti altri.
    Essercene ce ne sono.
    Non sono molti. Qualcuno è esploso un po’ dopo. Ma di gente di cui si dice “un gran bene” a 18 anni ce n’è spesso pure troppa, più che il contrario.

  • Fonz77

    Sarasa, guarda che qui nessuno che insulti Raiola ha simpatia per Mendes o Hidalgo.

    Io li insulto liberamente tutti e 3. Mendes più di Raiola in effetti visto che se non altro il pizzettaro porta in cassa vagonate di soldi invece che bolliti & bidoni.
    Hidalgo è una sorta di via di mezzo.

    Il post agiografico sui procuratori lo avevi scritto tu :-D

  • marcoottobre

    Fonz77: Ne propongo anche un’altra. L’Inter non può (poteva?) aspettare. E’ sempre costretta a vincere subito, mentre un piskello ha bisogno di tempo e di minuti in campo e di una sana dose di vergate sul culo.

    Ciao Fonz, si anch’io sono dell’idea che questa potrebbe essere una chiave di lettura, però mi tornano in mente 3 giocatori che personalmente consideravo fortissimi e che da noi hanno pure giocato molto… ma che alla fine hanno fatto una carriera mediocre, mi sembra che da noi non ci sia una struttura in grado di assistere i giocatori più “problmematici”.

  • Mr Sarasa

    agiografico il p.d. :D

    Invitavo a considerarli allo stesso modo, quando fanno il loro lavoro.
    Ah, aspetta, sottolineavo anche come uno avesse portato Ibra, all’Inter, un altro Quaresma, ed il terzo avesse fatto rifiutare a Bruttisso l’Atletico Merdid, forte dell’accordo con l’ASS Roma.

    12 mesi dopo, mi toccherà scriverne l’aggiornamento, con una 40ina di milioni ottenuti su Balo grazie al non-intralcio di Raiola, e mi toccherà citare sempre nella sezione “al confronto” il rinnovo di Milito (da come è iniziato in mondovisione però…), la grana bruttisso e Mou che se ne vuole andare senza pagare :-D

  • Fonz77

    MarcoX se è per quello a me torna in mente Andrea Pirlo. Non proprio il prototipo del cazzaro discotecaro o del beone con la saudade.

    Ci siamo giocati pure lui, se vogliamo dirla tutta, e non possiamo negare che al Bbilan abbia fatto il suo e anche qualcosa di più.

    Di sicuro arrivare in un ambiente tranquillo, vincente ma senza pressioni e possibilmente protetto dagli attacchi esterni, aiuta parecchio.

    Comunque non è il caso di generalizzare.

    Per dire Cassano di squadre ne ha girate parecchie e nessuna di esse è riuscita a fargli mettere il culo in carreggiata.

    Quando uno è scemo, ghe nient da fa’.

  • Mr Sarasa

    Fonz77: Ne propongo anche un’altra. L’Inter non può (poteva?) aspettare. E’ sempre costretta a vincere subito, mentre un piskello ha bisogno di tempo e di minuti in campo e di una sana dose di vergate sul culo.
    Forse di sceriffi non ce ne sono abbastanza.

    e allora forse è necessario farli esordire, darli in prestito dove possano giocare e poi riprenderli.
    Non lo pensavo per Mario, sia chiaro.
    Pensavo potesse crescere di più allenato da Mourinho, che non da uno al Siena, al Parma o chissà dove.
    Però mi sa che mi sbagliavo.

  • Pres, guardare in casa d’altri cosa?
    Non siamo alle dichiarazioni d’amore.
    Ma fra le dichiarazioni d’amore e le dichiarazioni di odio una via di mezzo ci sarà.
    Non vuole stare qui.
    Non vuole l’Inter.
    Non gli piacciamo noi e non gli piace la nostra squadra.
    Fatevene una ragione.

    (sui giovani ha detto tutto Gigi. Togliete il Barcellona e dovete andare indietro di 15 anni per trovare le situazioni in questione)

  • Mr Sarasa

    Nk³: non gli piace la nostra squadra.
    Fatevene una ragione.

    si, non da tre anni però.
    Sul “non gli piaciamo noi” invece, mi vien solo da ridere, sia perchè nemmeno a me piacciono tutti i “noi”, sia perchè mi sembra una di quelle generalizzazioni/semplificazioni che non aggiungono nulla alla discussione.
    Però fa figo dirle credo.

  • Fonz77

    Sarasa, anche sui prestiti si potrebbe discutere fino a far notte.

    Adriano ha fatto sfaceli sia a Firenze che a Parma. Qualche momento buono lo ha avuto pure da noi.

    Di sicuro credo che se non fosse stato un giocatore dell’Inter non sarebbe finito così tanto sui giornali, ma questa è solo la punta dell’iceberg.

    Un coglione resta tale qualunque maglia indossi.

  • marcoottobre

    Nk³: sui giovani ha detto tutto Gigi

    Veramente io chiedevo degli under 20 e non di ragazzini cresciuti in casa.

    Il problema è che se prendiamo un 18/19enne da noi non diventa un campione, mi chiedevo come mai.

    Aspetterò Coutinho.

  • Mr Sarasa: si, non da tre anni però.

    Ma chissenefrega!
    VUOLE ANDARE VIA
    NON VUOLE STARE QUI

    NON VUOLE L’INTER

    Questo è quanto.

    Che facciamo? Lo incateniamo? Lo leghiamo? Gli laviamo i piedi personalmente? Iniziamo a tifare City?

    (il resto era ovviamente una generalizzazione. Del resto anche le tue ultime quattro righe non aggiungono nulla alla discussione, ma tant’è)

  • (marcoottobre, credo che tu perda il tuo tempo a rispondermi o a cercare un dialogo con me. Così, tanto per avvisarti…poi fai come ti pare, ci mancherebbe)

  • Mr Sarasa

    marco, in alcuni casi ci è andata male per motivi “fisici” (Andreolli e Bolzoni, gente che tecnicamente non vale meno di Rivas e Muntari) altre volte la colpa è stata del mercato: se se ne avesse avuto Recoba, Martins rimaneva all’Inter (tanto che 12 mesi dopo venne preso un attaccante veloce perchè mancava in rosa), se Ugo Ricardo Fanthozinho Quaresma avesse accettao il Genoa, mezzo Bonucci sarebbe ancora nostro…

    In passato invece si puntava proprio su giovani non in grado di reggere la pressione in un posto che non vinceva da troppi anni, penso ai ari ferrari, frey, pasquale, emre… che qualche mezzo cmq ce l’avevano pure loro.

  • Mr Sarasa

    Nk³: Ma chissenefrega!

    ma infatti, se non te ne frega, non fregartene.
    A me frega che certe situazioni, se evitabili, vengano in futuro evitate.
    Per quello che è possibile dalla parte della squadra/società/struttura tecnica.
    Perchè appunto già ci sono le teste di cazzo, da gestire, è dura quando a loro si aggiungono errori di persone mature.

  • Gigi Di Biagio

    Onestamente nel caso di Mario non vedo particolari errori da parte della società.
    Anzi, sono giustamente arrivati anche quel po’ di calci nel culo che tanto bene avrebbero fatto a un paio almeno di suoi predecessori

  • Mr Sarasa

    Nk³: (il resto era ovviamente una generalizzazione. Del resto anche le tue ultime quattro righe non aggiungono nulla alla discussione, ma tant’è)

    ecco, io invece non sono abituato a generalizzare.
    Siccome non tutti i tifosi dell’Inter li conosco, evito di considerarli un unico formicaio, tutti con lo stesso pensiero.

    Quella è una mentalità da curva che proprio non mi appartiene.

    Dubito francamente che Mario Balotelli se ne vada perchè “non ama tutti gli interisti” o addirittura come mi è capitato di leggere “odia”.
    Odia!

    pfff…

    Credevo che le categorie concettuali dell’”odio” e dell’”amore”, nel calcio, fossero limitate al milan!

  • Gigi, concordo.

    Sarasa, dico solo che oggi se ne vuole andare. Che due anni fa non volesse farlo (cosa per altro tutta da dimostrare, ma non è questo il punto) o che l’anno scorso non volesse farlo non sposta il problema…
    Vuole andare via.

    Mario Balotelli vuole andare via dall’Inter.

    Che si fa?

  • Fonz77

    Sarasa, se hai fegato va a leggere il blog di Crippa sul foglio. Su Mario è d’accordo con te.

  • Mr Sarasa: ecco, io invece non sono abituato a generalizzare

    Quella è una mentalità da curva che proprio non mi appartiene.

    Conosci personalmente tutti i componenti delle curve?

  • Mr Sarasa

    Gigi Di Biagio: Onestamente nel caso di Mario non vedo particolari errori da parte della società.
    Anzi, sono giustamente arrivati anche quel po’ di calci nel culo che tanto bene avrebbero fatto a un paio almeno di suoi predecessori

    E’ la tua opinione appunto.
    Credo sia legittimo anche non pensare che tutti gli errori nella sua “gestione” siano stati fatti da lui e dal suo entourage.
    Do you remember Adriano & Quaresma titolari?
    Il mono neurone?
    La macchinina?
    I genitori di oggi?

    Dai, non ho voglia di fare l’elenco, ma forse senza certe situazioni, non si sarebbe arrivati a questo.

    Forse eh!
    Forse invece ci si arrivava lo stesso.
    Non a caso io non parlo con la verità in tasca, perchè non mi risulta nulla al 100%.
    Dico forse.
    E SE si, ecco, spero che non si ripeta in futuro.

  • Mr Sarasa

    Nk³: Conosci personalmente tutti i componenti delle curve?

    conosco i comunicati delle curve.
    Ogni tanto ho letto qualche loro delirio, o l’ho sentito riportato dai loro “portavoce”.

    E la loro mentalità non mi piace, su alcuni aspetti.
    Non mi sembra una generalizzazione paragonabile al “non gli piaciamo noi”.

    Generalizzazione che sei liberissimo di fare, a me fa ridere.

  • marcoottobre

    Nk³: (marcoottobre, credo che tu perda il tuo tempo a rispondermi o a cercare un dialogo con me. Così, tanto per avvisarti…poi fai come ti pare, ci mancherebbe)

    ah ok, non avevo capito. Nessun problema a non leggerti.

  • Gigi Di Biagio

    Cazzo che permalosi! Avete dormito col culo scoperto?

  • Mr Sarasa

    Nk³: Che si fa?

    ma che si fa chi?
    noi tifosi?
    nulla, si aspetta di vedere la situazione credo!
    Consapevoli che pure la società è entrata da qualche tempo nell’ottica di cederlo, quindi non starei a fare il gioco dell’uovo e della gallina, visto che non ci sono notizie certe sulla data del concepimento…

    Nessuno incedibile, è da sempre la posizione della società, di fronte a offerte irrinunciabili.
    Se arriva, bene, se no, no.

    Così come se Mou pagava, bene, se no, no.

    Fonz, chi è Crippa?

  • Mr Sarasa

    marco, vai tranquillo, siamo in tanti, qualcuno con cui parlare lo trovi comunque…

  • Gigi Di Biagio

    Mr Sarasa:
    E’ la tua opinione appunto.
    Credo sia legittimo anche non pensare che tutti gli errori nella sua “gestione” siano stati fatti da lui e dal suo entourage.
    Do you remember Adriano & Quaresma titolari?
    Il mono neurone?
    La macchinina?
    I genitori di oggi?Dai, non ho voglia di fare l’elenco, ma forse senza certe situazioni, non si sarebbe arrivati a questo.Forse eh!
    Forse invece ci si arrivava lo stesso.
    Non a caso io non parlo con la verità in tasca, perchè non mi risulta nulla al 100%.
    Dico forse.
    E SE si, ecco, spero che non si ripeta in futuro.

    Ci mancherebbe, ho detto che non ne ho visti di particolari. Non tali da generare una situazione del genere.

    Se metto su i piatti della bilancia gli errori delle due parti la mi impressione è che penderà nettamente dalla parte di mario.

  • Daniele

    Fonz77: Sarasa, qui:http://www.ilfoglio.it/zerutituli

    Rambert?nooooooooooo

  • Fonz77

    Gigi Di Biagio: Se metto su i piatti della bilancia gli errori delle due parti la mi impressione è che penderà nettamente dalla parte di mario.

    A conferma della tesi di Gigi c’è quel trittico di titoli in bacheca quest’anno.

  • Mr Sarasa

    Fonz77: A conferma della tesi di Gigi c’è quel trittico di titoli in bacheca quest’anno.

    inzomma… aver fatto benissimo sul campo e fuori quest’anno non mi sembra inconciliabile con l’aver deteriorato un rapporto (in due, anche se non con pesi uniformi nelle responsabilità, per me).
    A maggior ragione se la cosa è iniziata la stagione prima.

    Cioè, i tre titoli ci sono, li festeggiamo, nessuno ce li tocca: il discorso-Mario lo si fa in prospettiva.
    Per quest’anno il suo contributo è stato basso (ma c’è stato), al di sotto delle aspettative di inizio stagione.
    Iniziamo il prossimo a cuor leggero, cedendolo?
    Io no, per ora, poi vedremo…

  • Gigi Di Biagio

    Nk³: Nuovo post!

    Di già? ;)