Spesso si dice che il Mondiale rappresenta la vera essenza del calcio, assegnando a questa manifestazione un valore sportivo e morale forse superiore a quello reale. Eppure, mai come quest’anno, rischio di andare vicino alla comprensione di questa frase.

Premessa fondamentale del discorso: la dichiarazione di tifo. Anzi, di non tifo. Senza ovviamente mettere in discussione il fascino e l’importanza del Torneo per eccellenza, non posso nascondermi dietro a un dito. L’Italia è l’Italia, e non posso odiarla o addirittura gufarla. Sono cresciuto con un codino di riccoli neri che rimbalzava su quella maglia azzurra, e i ricordi che mi porto dietro sono di una intensità unica. Non riesco ancora a non emozionarmi nel vedere Gattuso (no, Cannavaro no) alzare al cielo di Berlino quella statuetta d’oro. D’altra parte, molto onestamente, gli uomini che oggi portano avanti questa squadra non possono avere il mio appoggio e il mio sostegno. Non tanto i calciatori (si, ok, Cannavaro a parte), quanto quel concentrato di spocchia, arroganza, nefandezze, affari personali e malcelato fastidio nel vedersi considerato semplice essere umano che siede, oggi, sulla panchina degli Azzurri. Ecco, senza andare ad elencare tutti i singoli motivi -dalla A di Andrea (Barzagli) alla Z di Zambrotta-, io ad uno così il mio appoggio non posso darglielo, in nessun caso. Niente gufaggio, dunque, ma soprattutto niente tifo per questa Nazionale.
E niente tifo, inevitabilmente, per nessun’altra squadra, perchè al di là di semplici simpatie (l’Inghilterra, l’Argentina, l’Olanda) la “scintilla” del tifo è qualcosa che si accende o no, che hai o no, e che non puoi decidere di mettere su a piacimento.
Un torneo, 32 squadre e totale assenza di tifo.
La situazione ideale per una introspezione di quelle vere. La situazione ideale per valutare, per capire, per vedere quanto calcio riesci ad assorbire senza essere trascinato dal cuore. Quanto riesci a interessarti, quanto riesci ad appassionarti, quanto riesci a seguire. La situazione ideale per riscoprire quanto ti piace il Football. Per apprezzarlo, per riavvicinarti, per provare a risposarlo dimenticando, per un attimo, le italiche porcherie.
Ecco cosa rappresenterà questo Mondiale per me, ecco cosa potrebbe essere: lo seguirò? Mi ci appassionerò? Sì, ovvio. Il punto è: quanto riuscirò a farlo? Mi fermerò al gossip sportivo, schernendo le improbabili gesta di discutibili attori come Cannavaro, Domenech e Maradona? Ricercherò solo il piacere degli occhi, la bellezza tecnica di Cristiano Ronaldo, la perfezione stilistica di Leo Messi? O magari andrò a un livello più approfondito e mentale, studiando il calcio di Capello e Dunga? O, infine, riuscirò a riconciliarmi con il Football, quello vero, quello di Svizzera-Honduras e Ghana-Australia?
Beh, i primi indizi vanno in una direzione ben precisa. Quell’auricolare nascosto sotto la camicia al lavoro per ascoltare la telecronaca di Sud Africa-Messico e l’ammirazione per le (rarissime) belle azioni viste in Uruguay-Francia sembrano segnali inequivocabili.
Il Football (no, di chiamarlo calcio non mi riesce). Il suo significato, la sua magia. La sua vera essenza, si diceva all’inizio.
Ecco cosa vedrò nel prossimo mese. Ecco cosa cercherò di capire.
Il Football.
Le bassezze del calcio di casa nostra, per una volta, aspetteranno.
Forse.

Allora visti i prof che ho avuto io (non classici…di più!) direi che il termine tecnico potrebbe essere “ammortare” e poi si è imbastardito col tempo…
Sul resto: l’ammortamento viene deciso all’inizio e in base alla durata del primo contratto, giusto?
Per dire: prendiamo Maicon a 6 milioni e firma un triennale. Poi di rinnovo in rinnovo resta in squadra sei anni.
L’ammortamento è 2/anno per 3 anni o 1/anno per 6?
Io direi la prima, però magari mi sfugge qualcosa…
L’ammortamento si calcola inizialmente sul primo contratto di sicuro, poi non so come funzioni se ad esempio dopo due anni viene prolungato, se quindi il residuo viene a sua volta spalmato oppure no…
A senso, credo di si.
Di sicuro però non si va a “rispalmare” quanto GIA’ ammortato, perchè sarebbe di fatto una rivalutazione.
Su Immobilizzazioni Immateriali per altro…
Va bene i bilanci allegri e la creatività al potere, ma c’è un limite a tutto.
Ammortare è la versione originaria.
Ammortizzare è un derivato inserito nel tempo.
Ho detto.
O meglio, dicono i vocabolari che per definire “ammortizzare” rinviano ad “ammortare”.
Grandi Celtics. Forza con l’anello.
La Germania farà come al solito ai mondiali. Cioè non se la fila nessuno ma ai quarti-semifinali sarà ancora lì a giocarsela. Garantito al limone.
Sì, quello che dici mi sembra avere più senso…comunque il problema non si pone per Quaresma che (ho letto in giro) aveva firmato per 5 anni.
Quindi 18,6 milioni su 5 anni fa 3,7/anno. Dopo due anni 7,4, che tolti dai 18,6 fanno 11,2.
7,6 ce l’hanno pagato, quindi così -molto alla casalinga di voghera- la minusvalenza è stata di 3,5 milioni circa.
quindi la casalinga di Voghera di Setubal paga ampiamente la minusvalenza…..sempre che il tamarro portoghese non faccia strane obiezioni….
p.s. naturalmente, forza Celtics….
Visto il Deki di ieri che poi e’ piu’ o meno quello della stagione passata
con Gleen??? in arrivo e Motta quasi in partenza
con i 3 argentini in mezzo al campo
con Cordoba e il gigante ancora in mezzo ai coglioni
spero in Muntari e Ammortamento
Vano
e’ un piacere risentirti
Nuovo Post.
Chiedo la collaborazione di qualche redattore per aggiungere delle immagini adeguate ai punti 1, 5 e 6.
:D
Posso fare una domanda da ignorante?
Se l’ammortamento è quella cosa che spiegate, ciò significa che se compro uno a 20 con contratto di 5 anni e lo rivendo l’anno dopo a 20 ci ho “guadagnato”?
Per me l’economia è come la magia.
E non son mago.
faccine faccine
(questa l’ho vista anche se non tutta)