Inter – Barcelona, manuale d’istruzione parte 1 di 2.

Dopo aver giocato (e vinto) contro, per quanto visto sul nostro campo, i terzi bianconeri del campionato in ordine di forza, è impossibile non farsi sorprendere a pensare alla sfida di martedì. La partita dell’anno, come viene sempre definita ogni singola sfida importante dell’Inter (abbiamo dalle 5 alle 10 partite dell’anno ogni anno, ci avete fatto caso?), questa volta sembra essere proprio arrivata. Una partita contro l’avversario più importante e ingombrante che possa esistere, in questo periodo. Una partita che non abbiamo avuto modo di vivere da sette anni a questa parte, e che ora è finalmente pronta per essere giocata. Bene. Benissimo. Ma… come la giocheremo?

Il problema, se di problema vogliam parlare, è proprio questo: contro una squadra oggettivamente messa meglio di noi (parliamo di valori assoluti, ovviamente) una gran parte delle nostre possibilità di vittorie sarà decisa dal nostro modo di interpretare la gara, e l’avversario.

Per prima cosa, mettiamo in chiaro ciò che sembra scontato, ma che in realtà val sempre la pena di sottolineare: la partita in questione, non dura 90 minuti, ne durerà 180, forse 210. E noi dobbiamo ragionare con questa mentalità, evitando di farci prendere da strani isterismi prima del tempo, altrimenti posso dire con un certo grado di certezza che potremmo pagarla cara.

Giocheremo la prima partita a San Siro, ed il ritorno in terra catalana, al Camp Nou. Questo è il primo aspetto su cui credo valga la pena soffermarsi: così come negli ottavi e nei quarti, il sorteggio ci è stato relativamente ostico sotto questo punto di vista. Avere un ritorno in casa è sicuramente meglio che andare a giocarsi la qualificazione per la finale in Spagna, su questo non ci piove. Però io credo che questa “continuità” di calendario, ci possa in qualche modo favorire dal punto di vista psicologico, e soprattutto dal punto di vista tattico, considerando il nostro modo di giocare, e considerando la preparazione delle partite che Mourinho è solito attuare in coppa. Di certo dovremo essere bravi a non compromettere la possibile qualificazione a San Siro (Milan-style) e non ritrovarci poi a sperare in qualche improbabile impresa. Per carità, la palla è rotonda e tutto quello che si vuole, ma certe volte la palla non è così rotonda. Quindi attenzione nei primi 90 minuti, questa è la chiave più importante. Comunque dei possibili ed auspicabili risultati ci interesseremo più avanti.

Parliamo ora dei nostri avversari:

Nota positiva: mancherà Iniesta.

Nota negativa: ci saranno Messi, Xavi, Dani Alves, Puyol, Ibrahimovic, Tourè, e tutti gli altri.

Che i Blaugrana siano quanto di meglio il calcio degli ultimi 10 anni ha da offrire, è cosa risaputa. Questo dobbiamo sempre tenerlo in mente secondo me. Molti potranno dire che in questo modo avremo troppo rispetto, troppa paura forse per gli avversari. Io dico che invece in questa maniera saremo più motivati nel provare a fare l’impresa. Arrivati ad una semifinale di Champions League, non possiamo mica pretendere di incontrare strane compagini, tipo boh… il PSV. Queste cose non accadono ragazzi. Alle semifinali incontri quelli tosti veramente. E qui sta il bello. Perché quelli tosti li devi fermare.

Come giocherà il Barcelona? Presumibilmente il modulo sarà il solito, il 4-3-3 tanto caro a Pep Guardiola. A meno di defezioni dell’ultimo minuto (i blaugrana stasera saranno impegnati nel derby contro l’Espanyol) la linea difensiva sarà composta da Dani Alves, Puyol, Piquè ed il recuperato Abidal a sinistra. A porta chiaramente Victor Valdes. A centrocampo, detto dell’assenza di Iniesta, oltre al magnifico Xavi credo giocheranno Keita e, in posizione più arretrata, Busquets. In avanti le cose si fanno un po’ più complicate: chiaramente non è in discussione la presenza di Lionel Messi, ma la composizione del restante pacchetto avanzato non è ancora chiara. Dovrebbero giocare Ibrahimovic, fino ad oggi indisponibile ma molto probabilmente recuperato per martedì, ed uno tra Henry e il giovane Pedro. Ma non possiamo escludere a priori un’esclusione dello svedesone, e conseguente maglia da titolare per Henry e Pedro, per formare con Messi un attacco veloce ed imprevedibile.

Proprio qui sta il succo: per riuscire a fare risultato, bisogna limitare il Barcelona il più possibile. Il destino ci ha dato una piccola mano, lasciando Iniesta fuori dai giochi, ma è chiaro che i blaugrana sono talmente forti e preparati, che una singola assenza non sposta più di tanto il valore complessivo della squadra (e l’abbiamo già visto quest’autunno, tra l’altro). In queste condizioni, le loro principali fonti di gioco sono tre: in ordine, Xavi, Messi, Dani Alves. E noi dovremo per forza di cose cercare di annullarli. Impresa ardua, ma fattibile.

Come fare? Dipende dagli uomini che sceglierà Mourinho. Molto presumibilmente giocheremo col 4-2-1-3 alias 4-2-3-1 alias 4-5-1, come nostro (nuovo) solito in coppa. Scelta condivisibile, schierati con il rombo di centrocampo abbiamo già giocato nei gironi, e contro il Barcelona non ricordo di grandissime prestazioni, per usare un eufemismo.  Davanti a Julione, giocheranno sicuramente Maicon, Lucio e Samuel. La casella di sinistra invece è ancora in dubbio, così come le due di centrocampo. Se Mou opterà per Chivu, Zanetti sarà utilizzato più avanti, in compagnia di uno tra Cambiasso, Deki ed il lentissimo Motta (cit.). Se invece (opzione a mio avviso più probabile) il Capitano scenderà in campo da terzino sinistro, a centrocampo si giocheranno il posto i soliti tre. In avanti sicuramente Milito, supportato da Sneijder, Eto’o e Balotelli, in vantaggio su Pandev.

Perché questa scelta? Come abbiamo detto in precedenza, il Barcelona ha tre principali “creatori di gioco”: Xavi, Messi e Dani Alves. L’utilizzo di Eto’o sulla fascia sinistra sarà fondamentale per contrastare e limitare le incursioni offensive del laterale brasiliano, e la velocità e resistenza del camerunense servirà per pressare già a centrocampo Alves. Ad Eto’o verrà richiesto così un grande sacrificio in termini di chilometri percorsi, con susseguente ed inevitabile minor peso in attacco. Dall’altra parte del campo invece stazionerà Balotelli (chiaramente è da mettere in preventivo uno scambio dei ruoli abbastanza frequente tra i due, per far rifiatare a turno i nostri attaccanti), che dovrà rimanere abbastanza alto. Questo per sfruttare al meglio le sue caratteristiche esplosive e la sua leggera indisciplina tattica, costringendo Abidal a rimanere abbastanza accorto, per evitare le salite di Mario ed in seconda battuta di Maicon, al quale molto presumibilmente verrà accostato Pedro, che ritengo in vantaggio su Henry. Sneijder invece dovrà essere bravo a giocare di prima, ed a cambiare spesso gioco. Su di lui stazionerà a uomo Busquets, quindi è fondamentale che in fase di possesso palla il nostro Wesley sia rapidissimo nello smistare la palla. Anche perché l’ago della bilancia verterà moltissimo su di lui. Sarà infatti l’olandese il primo ad occuparsi dell’ affare-Xavi, iniziando già sulla loro trequarti il pressing, e aspettando il raddoppio del centrocampista (nella fattispecie, più Deki/Motta di Cambiasso). Limitare Xavi significa limitare paurosamente il Barcelona. Anche perché limitando Xavi, si limita Messi. E questo è il terzo aspetto fondamentale da prendere in considerazione.

La posizione della Pulce non sarà  statica, (non è MAI statica) e dipenderà certamente dalla composizione dell’attacco blaugrana. Con la presenza di Ibra, Messi giocherà principalmente a destra (e verrà preso in consegna da Zanetti), ma anche loro, come noi, son soliti cambiare molto spesso la disposizione dei tre davanti. Senza Ibra, le cose si fanno un po’ più complicate, ed io credo pericolose. In questo caso non è da escludere l’utilizzo dell’argentino come punta centrale (tattica utilizzata peraltro nella scorsa finale di Champions), ed allora saranno belle gatte da pelare per i nostri centrali, che, così come fu per Vidic e Ferdinand, non hanno il passo per reggere la velocità di Lionel. Senza Ibra giocheremo così col baricentro più basso, pressando a partire dalla nostra metà campo. Con lo svedese in campo invece, potremo permetterci un pressing più alto, considerando che la “relativa” stazionarietà di Zlatan possa dare una mano a Lucio e Samuel nel controllarlo, e limitarlo. Chiaramente i raddoppi dovranno essere all’ordine del giorno.

In definitiva, gli accorgimenti da utilizzare son questi: per quanto riguarda i loro esterni, pressing altissimo già nella loro trequarti da parte dei nostri attaccanti. Per quanto riguarda Xavi, pressing asfissiante di Sneijder e immediati raddoppi di marcatura. Per quanto riguarda Messi (ed in maniera minore Pedro), marcatura a uomo se si trovano sugli esterni, difesa bassa e squadra cortissima se l’argentino staziona nella zona centrale del campo.

A questo punto, rimane da stabilire come sarà il NOSTRO gioco. E’ presto detto: tattica abbastanza attendista all’inizio, e contropiede fulminante non appena in possesso della palla. Discese principalmente a destra (come nostro solito) e passaggi di prima, massimo di seconda, con cambi di gioco frequenti.

Un risultato accettabile è chiaramente la vittoria con un bello ZERO nella casella dei gol subiti. Se dovessi però scegliere tra un gol subito in meno, ed un gol fatto in più, opterei per la prima ipotesi: primo, non prenderle. Anche perché, e qui ci ricolleghiamo alla parte iniziale, poi si deve andare a giocare al Camp Nou. E non far segnare il Barcelona a San Siro, vuol dire obbligarli a scoprirsi in Spagna. E noi sappiamo che il contropiede è l’arma più affilata in nostro possesso.

Ma soprattutto, Milito, fai-gol.

About Vujen

Classe '85, marchigiano, ex-petroliere in carriera e musicista fallito. Appassionato di fotografia, Balcani e di calcio straniero, specialmente francese. Non ha mai visto l'Inter vincere al Meazza. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff.