Inter-cettati.

Puntuali, come un orologio sfizzero (cit.), tornano alla ribalta le voci del presunto coinvolgimento dell’Inter in calciopoli. I legali di Luciano Moggi infatti, nell’ambito del processo penale relativo allo scandalo calcistico in corso a Napoli,  avrebbero l’intenzione di richiedere l’acquisizione di alcune telefonate intercorse tra l’allora designatore Paolo Bergamo, Massimo Moratti e Giacinto Facchetti. I testi delle stesse sarebbero state fornite proprio dagli avvocati dell’ex dirigente bianconero.

Alla lettura di questa notizia, la prima considerazione che mi è sorta spontanea è stata la seguente: ma come, non ci hanno sempre raccontato l’accattivante tesi che proprio Massimo Moratti e Tronchetti Provera, all’epoca massimo dirigente di Telecom Italia, avessero architettato tutto, facendo in modo che le telefonate con protagonisti i dirigenti nerazzurri non fossero intercettabili dall’A.G.? Non era stata sempre Telecom a far si che le uniche chiacchierate compromettenti a venire alla luce fossero quelle nelle quali erano coinvolti dirigenti e personaggi di spicco legati a squadre avversarie dalla Beneamata? E adesso invece, in un batter d’occhio, tutto cambia. Per illustrarci quelle brillanti deduzioni pensate a quante parole di opinionisti più o meno eccellenti, fiumi di inchiostro utilizzati da quotidiani più o meno di parte e tastiere di pc ormai usurate appartenute a redattori di siti fegatosi siano andate inutilmente sprecate negli anni successivi lo scandalo per sostenere, peraltro senza alcun riscontro oggettivo, l’ipotesi di un Moratti genio del male e manovratore assoluto del complotto.

D’altra parte, prendendo in prestito il vecchio detto “mal comune mezzo gaudio”, ci hanno anche sempre rinfacciato come fosse strano che non esistessero intercettazioni con protagonisti dirigenti nerazzurri e che fosse impossibile che una grande società come F.C. Internazionale non avesse alcun tipo di rapporto con quelli che comunque all’epoca rivestivano le cariche dirigenziali del nostro calcio. Giustissimo, se non fosse però che le intercettazioni venute alla luce nell’estate del 2006 che tutti conosciamo fossero esclusivamente quelle con rilevanza penale. Perché è impensabile che in un fascicolo di indagine vengano acquisite tutte le migliaia di conversazioni intercettate, con protagonisti decine e decine di soggetti. Le telefonate di Moratti e Facchetti con Bergamo all’epoca non vennero rese note alla pari di quelle sicuramente esistenti ad esempio tra Bergamo, Pairetto o Moggi con amici, conoscenti o le rispettive consorti (perché anche qui è impensabile che nell’arco di quasi due anni non esistano telefonate di questo tipo), nelle quali magari gli interessate discutevano di argomenti di vita quotidiana, o semplicemente nelle quali le mogli chiedevano ai mariti di acquistare un litro di latte o un chilo di pane prima di rincasare. E questo perché? Il motivo è semplice: in quelle chicchiarate gli investigatori non rilevarono alcun elemento che potesse essere rilevante ai fini dell’indagine.  A spiegarcelo meglio sono gli stessi inquirenti del processo di Napoli: “Il significato attribuito alle telefonate non trascritte, tra le 171mila intercettate nel corso dell’indagine di Calciopoli, rappresenta un’opera di disinformazione allo stato puro“. Così fonti degli inquirenti che hanno condotto l’inchiesta napoletana sugli illeciti nel mondo del calcio commentano le notizie diffuse oggi. “Il reato – spiegano le fonti – non è parlare al telefono, ma è reato quando si stipulano accordi illeciti. Le vittime non possono essere trasformate in autori del reato” (ANSA).

Altra cosa che mi lascia stupito è che su un sito web di un giornale con diffusione a livello nazionale come la Gazzetta Dello Sport, si riportino i testi di dette intercettazioni riprendendole da un sito goBBo notoriamente di parte, citandone la fonte nell’articolo. Non sarebbe stato forse il caso di acquisirle direttamente dai fascicoli processuali o dagli atti presentati dagli avvocati di Moggi, per avere un quadro più chiaro? Per par condicio, a questo punto, invito i redattori della rosea a fare lo stesso con quanto pubblicato sull’argomento in varie epoche da Bausciacafè, naturalmente citandone la fonte. Scommettiamo che questo non accadrà?

Aggiornamento: qua trovate l’audio della “compromettente” telefonata in cui Paolo Bergamo contatta Massimo Moratti.

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