Interviste impossibili

 

Amici

Amici

“Perché sto fuori? Dovete chiedere a chi sta più in alto di me. Saranno più forti gli altri”
“A Londra vittoria di Mourinho? Tse’, macché Mourinho, è una vittoria della squadra”.
“La maglia del Milan la tengo”.

“Perché sto fuori? C’è stata qualche incomprensione, ma tutto si risolverà”.
“A Londra vittoria di Mourinho? Vittoria di Mourinho e della squadra”.
“La maglia del Milan non posso accettarla, voglio riconquistare quella dell’Inter”.

Provate ad immaginare se Balotelli avesse risposto in questo modo alle domande del vergognoso Staffelli. Avrebbe fatto fallire l’assalto della trasmissione con più prostituzione nell’anima del bordello Mediaset, mandato un messaggio chiaro alla società e al tecnico e placato il fastidio del tifoso interista per la sua “fede” (vera o presunta) per il Milan.

Invece l’abbiamo visto indossare la maglia del Milan, prendere in giro i compagni di squadra e ridimensionare il ruolo del tecnico, in ordine crescente di importanza. Tre autogol (forse senza auto) mediatici che procurano l’ennesima grana all’Inter realizzando l’obiettivo della maitresse Antonio Ricci.

Alcune riflessioni sono d’obbligo. E’ sembrata un’imboscata organizzata. L’ossimoro serve per spiegare che probabilmente qualcuno della “famiglia” fosse in contatto con la redazione di Striscia la notizia per avvertirli della presenza di Mario in quel locale in quel momento. Sono giorni che Raiola, nelle sue 5 interviste quotidiane, dice di voler “creare la pace attorno al ragazzo” (frase ribadita anche stasera) e diventare carne da macello per i mediaservi non sembra il massimo della coerenza tra obiettivi prefissati e risutati ottenuti.

Ammesso (e non concesso) che nessuno sapesse dell’arrivo della signorina Staffelli, a Mario doveva essere vietato di concedere interviste a chiunque, al nemico in modo particolare, sempre per il discorso della “pace” mediatica. Fermo restando, sia chiaro, il tentativo disgustoso di Striscia di destabilizzare l’ambiente dell’Inter, come fecero con Eto’o non più tardi di tre mesi fa.

Personalmente dopo l’accoppiata Corona-Raiola mi ero preparato al peggio, anche se avevo sbagliato il timing, prevedendo l’estate come stagione calda per il fiume di dichiarazioni del pizzaiolo amico di Moggi. Un Moggi che prima dell’avvento di Raiola parlava così di Balotelli, mentre ora sembra aver cambiato magicamente idea. D’altronde che amici sono quelli che non si fanno sentire nel momento del bisogno?

Non mi importa delle reazioni di San Siro nei suoi confronti, della comprensibile delusione di molti tifosi, del senso di oppressione verso un sistema mediatico che fa di tutto per servire il padrone; dello spettacolo pre-serale, francamente, mi spiace solo per una persona: Massimo Moratti.

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